Home Moda Ecosostenibile Borse sostenibili per l'estate, noi diciamo "sì"!

Borse sostenibili per l’estate, noi diciamo “sì”!

La slow fashion avanza, ma con delicatezza e gentilezza. Le borse si fanno sostenibili. Sì, ma come? Giocando con materiali innovativi che partono da scarti di produzione e le traducono in nuove risorse e materie prime. Oppure sposando progetti sociali in grado di restituire dignità lavorativa alle donne e alle comunità. La strada è spianata.

L’estate sta per abbracciarci nuovamente e la voglia di cambiare outfit e accessori è forte. Concentriamoci qui sulle borse sostenibili per la nuova stagione che verrà. Colori accesi, materiali innovativi, vegani e antichi, attenzione ai dettagli e alle rifiniture, storie personali e collettive. Immergiamoci in questi 4 brand italiani e stranieri che ampliano notevolmente la nostra visione di borse sostenibili.

Borse sostenibili artigianali e made in Italy (anzi in Monterotondo)

borse sostenibili esposte nella natura
Foto Francesca Berti

Francesca Berti è il nome di una giovane designer che ha fatto della slow fashion il suo mantra. Le borse che produce sono un inno alla qualità, impiegando materiali fatti per durare nel tempo. Nel suo laboratorio di Monterotondo, vicino Roma, Francesca disegna e produce artigianalmente le sue borse utilizzando anche materiali inconsueti. Il manico della linea H.U. è in legno recuperato e verniciato con colori atossici o ad acqua. Ogni dettaglio è un pezzo unico. La pelle risponde ad alte certificazioni a livello globale e la fodera interna è in tessuto organico Moleskine, 100% in cotone biologico.

Lucia Cevese, da scarto a risorsa

Borse sostenibili Luisa Cevese Riedizioni
Luisa Cevese Riedizioni – Fonte account Instagram

La moda circolare parte da uno scarto e lo tramuta in risorsa. Le creazioni di Luisa Cevese si collocano in questo preciso processo. Nel 1996 ha fondato il suo marchio Luisa Cevese Riedizioni, una linea di prodotti e di tessuti che realizza combinando scarti tessili industriali al poliuretano. Si tratta di un materiale innovativo che riesce ad unire resti di tessuti con plastica. Non è una semplice addizione il cui risultato è 1+1, bensì la somma dei due elementi percepiti come contrari e opposti, dà vita a qualcosa di diverso che Luisa Cevese ha chiamato Undici (1 e 1 = 11). La morbidezza e preziosità dei tessuti si unisce alla rigidità e freddezza della plastica.

Ritmo d’Africa per le borse sostenibili AAKS

borse di raffia AAKS
Foto AAKS

Colori esuberanti, raffia, design contemporaneo dal sapore ancestrale. Immaginate un gruppo di donne ghanesi riunite sotto un baobab a tessere insieme trascorrendo il tempo a ridere e chiacchierare mentre creano pezzi artigianali e unici. Il brand A A K S nasce da Akosua Afriyie-Kumi con l’obiettivo di portare all’attenzione del mondo la sua tecnica di tessitura preferita e per offrire un’opportunità lavorativa alle donne africane. It’s time for Africa!

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Miomojo, le borse ecologiche nei materiali che non ti aspetti

La parola chiave di Miomojo è “gentilezza”. Il design che il brand di Bergamo propone è “gentile”. “Se possiamo creare accessori belli, senza sacrificare vite, perché non farlo? Non più pelliccia, pelle, lana, seta e piume – solo prodotti realizzati con amore” affermano nel loro sitoweb. L’obiettivo che Miomojo si pone è arrivare entro il 2022 ad utilizzare tutti materiali rigenerati o riciclati, nel frattempo producono le loro borse e zaini in ecopelle vegana, materiali riciclati, fibre naturali e tessuti sintetici certificati. Tra i materiali più innovativi non possiamo non menzionare anche quello organico e cruelty-free ricavato dai cactus nopal, principale elemento della linea Tecla. Probabilmente qualcuno vi chiederà: “Davvero questa borsa è fatta di cactus?“.