Home Comportamenti Mascherine quali usare: una guida sui dispositivi efficaci (e quali evitare)

Mascherine quali usare: una guida sui dispositivi efficaci (e quali evitare)

Le mascherine sono ormai entrate a far parte della nostra quotidianità ma quali usare? Scopriamo le varie tipologie, i pro e i contro.

Il dibattito su quali mascherine usare è sempre aperto nonostante, negli ultimi tempi, si sia fatta un po’ di chiarezza. Innanzitutto bisogna fare una distinzione tra mascherine chirurgiche e mascherine FFP1, FFP2, FFP3. Le prime servono più che altro come barriera contro le particelle di saliva o starnuto e sono monouso. Normalmente vengono utilizzate per proteggere i pazienti dalla contaminazione da parte degli operatori sanitari. Hanno infatti una capacità filtrante ottima verso l’esterno, ma sono meno efficaci nel filtrare particelle dall’esterno. In poche parole se chi le indossa non infetta gli altri, può però venire contaminato dalle goccioline altrui.
Le mascherine FFP1, FFP2, FFP3 sono dispositivi di protezione individuale, DPI, molto efficaci dal punto di vista della protezione da agenti esterni, non a caso utilizzate soprattutto in ambito industriale. Ne esistono di varie tipologie a seconda delle caratteristiche e sono certificate a livello europeo, come quelle in vendita presso il negozio online del portale medico Tantasalute.it, una vera e propria istituzione in fatto di benessere.

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Il discorso cambia per quanto riguarda le mascherine di stoffa, che siano o meno fai da te. Esse infatti non rispettano alcun requisito di sicurezza e si limitano a fare un minimo da barriera, nonostante ne venga comunque consigliato l’utilizzo in mancanza di dispositivi certificati. Fatta questa premessa, cerchiamo di capire delle mascherine, quali usare e quali sono le più efficaci.

Mascherine con filtro

Le mascherine con filtro antivirus possono essere di varie tipologie. Abbiamo già visto le mascherine filtranti FFP1, FFP2, FFP3, con o senza valvola. Esse filtrano l’aria attraverso una sovrapposizione di strati, solitamente da 4 a 6, realizzati in materiali vari, prediligendo il tessuto non tessuto. Gli strati filtranti, in questo tipo di dispositivi, formano un reticolo di fibre con alta densità.

Anche le mascherine di tessuto possono essere provviste di filtro, che viene inserito in un’apposita tasca, ma rimane valido il discorso precedente. Sono utili ma non garantiscono l’efficacia di quelle certificate.

Mascherine con filtro FFP3

Mascherine, quali usare? Le mascherine con filtri FFP3 sono mascherine filtranti molto potenti, la loro efficacia nel filtrare particelle sottili è del 95%. Talvolta sono provviste di valvola di espirazione, che consente la fuoriuscita dell’aria calda per evitare umidità e condensa.

Sono formate da più strati, uno strato esterno in polipropilene, uno strato filtrante di solito in TNT, un altro strato filtrante elettrostatico, uno strato interno in tessuto non tessuto. Si tratta di mascherine spesso monouso, ma è consigliabile leggere le indicazioni della casa produttrice per capire, a seconda dei casi, se si possono riutilizzare.

MASCHERINE FFP2 – FFP3: LE DIFFERENZE

Mascherine di stoffa con filtro

Le mascherine in tessuto con filtro sono dotate di una tasca interna dove viene aggiunto uno strato di tessuto o di altro materiale, che dovrebbe proteggere maggiormente il volto dalle goccioline.

Trattandosi pur sempre di mascherine non certificate, la protezione non è assicurata, ma uno strato di stoffa in più male non fa! Purché queste mascherine vengano sempre utilizzate con le dovute accortezze, evitando di toccare con le mani l’esterno, indossandole e rimuovendole tramite gli elastici. È bene sapere che si tratta di mascherine lavabili con filtri, difatti basta estrarre il filtro dalla tasca e procedere al lavaggio separatamente, a meno che non lo si voglia sostituire con un altro.

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Mascherine di stoffa

Le mascherine di stoffa sono sicure? E tra le varie mascherine, quali usare? Abbiamo già risposto a questa domanda specificando che non sono paragonabili, dal punto di vista filtrante, ai vari dispositivi di protezione individuale. Tuttavia, se realizzate in materiali multistrato non tossici e aderenti al volto, in modo da coprirlo dal mento al naso, possono comunque essere utili per proteggere gli altri, più che se stessi.

Senza contare il vantaggio economico e anche ecologico, dato che possono essere lavate e quindi riutilizzate. Tra le più popolari si annoverano le mascherine di cotone lavabili, il cotone è infatti un tessuto comodo e versatile.

Fra l’altro, secondo una ricerca, il cotone funge da barriera meccanica ostacolando piuttosto bene le gocce di saliva in entrata e in uscita. Se poi si aggiunge alla mascherina uno strato più interno in chiffon o in seta, quest’ultimo funziona da barriera elettrostatica, che blocca ulteriormente eventuali gocce residue. Nel caso di mascherine in stoffa fai da te non è comunque garantita l’efficacia massima perché, per renderle davvero filtranti, occorrerebbero tessuti di specifico spessore e con un numero adeguato e preciso di strati.

L’importante è, come afferma l’Iss, che le mascherine in tessuto, e quindi anche le mascherine in cotone, non siano allergizzanti né infiammabili. E che non rendano difficoltosa la respirazione e siano lavabili ad almeno 60 °C in lavatrice.

Mascherine in TNT

Il TNT viene utilizzato per creare le classiche mascherine chirurgiche, formate da 2 o 3 strati di tessuto non tessuto. Il TNT fa da filtro impedendo agli agenti infettivi di attraversare la mascherina, che viene realizzata, nel caso specifico, secondo i requisiti richiesti dalla norma UNI EN ISO 14683-2019.

Le mascherine in tessuto non tessuto fai da te non sono altrettanto efficaci perché non certificate. Tuttavia, come specifica l’Istituto superiore di Sanità, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana. Possono quindi essere utilizzate purché aderiscano al viso coprendolo dal mento al naso.

Mascherine in poliestere

Le mascherine in poliestere, che si trovano facilmente online, non sono necessariamente certificate, dipende dai modelli. A livello di protezione equivalgono più o meno alle mascherine in tessuto lavabili realizzate con altri tipi di stoffe. Il vantaggio del poliestere, che com’è risaputo è una fibra sintetica, è che è elastico, resistente, anti-umido, idrorepellente e adatto per essere portato sul volto.

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Come premesso, il poliestere può essere anche utilizzato nella realizzazione di mascherine filtranti certificate, non realizzabili però con il fai da te, dato che devono rispettare tutta una serie di parametri prestabiliti dalla comunità scientifica.

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