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Lavanda in vaso: come coltivare la lavanda a casa

Coltivare la lavanda sul proprio terrazzo o in giardino, non è così difficile come si potrebbe pensare. Abbiamo raccolto per voi una piccola guida per curare al meglio la lavanda in vaso a partire dalla semina fino alla raccolta dei fiori (e come utilizzare questi ultimi per creare prodotti fai da te).

Coltivare la lavanda in vaso è semplice, basta seguire alcuni consigli che permettono di ottenere piante rigogliose e belle anche in terrazzo. Coltivare la pianta di lavanda può essere infatti un’ottima idea perché oltre a essere apprezzata per il profumo dei suoi fiori, che possono essere utilizzati anche in fitoterapia, è molto bella da vedere e può fare, specialmente in estate, da repellente naturale nei confronti delle zanzare. La prima cosa da sapere per coltivare la lavanda è che ama gli ambienti soleggiati, soprattutto i luoghi dove il clima riesce a essere abbastanza secco; tuttavia si adatta a condizioni climatiche differenti, anche se come pianta preferisce soprattutto la stagione calda raggiungendo il massimo rigoglio tra la primavera e l’estate. Per quanto riguarda le coltivazioni, si possono usare i semi della tipologia preferita, che vanno interrati e posizionati in un luogo luminoso. Il rinvaso va fatto preferibilmente in primavera quando le piantine sono un po’ cresciute. Dopodiché bisogna prendersene cura annaffiandole, ma non troppo per evitare ristagni, e concimando con prodotti biologici. Ecco di seguito, spiegati passo passo, tutti i segreti della coltivazione della lavanda in vaso:

Come curare la lavanda in vaso

Lavanda, come curarla? Innaffiatura, potatura, protezione da malattie e parassiti sono tutte cose fondamentali per farla crescere rigogliosa e in salute. Ecco come procedere nel modo corretto.

Innaffiatura

La lavanda va bagnata… ma non troppo. Se infatti riceve eccessive innaffiature, possono formarsi marciumi dovuti ai ristagni, e in questo caso è facile che deperisca. Quindi prima di innaffiarla, è meglio aspettare che il terreno risulti leggermente asciutto.

Potatura

La potatura è una fase delicata e va effettuata solo dopo la fine della fioritura della lavanda. Innanzitutto bisogna rimuovere le spighe secche e almeno 2/3 della chioma, che può sembrare tanto ma che in realtà è vitale per la pianta. Meglio potarla in mezzo alle foglie mantenendo minimo 4 gemme per ogni stelo.

Da ricordare che le potature vanno eseguite ogni anno, subito dopo la fioritura. Ma se durante l’inverno, a causa del freddo, la pianta attraversa uno stato di quiescenza, è meglio non potarla, fino a quando non crescono i nuovi germogli, perché in questo modo la pianta ha tutto il tempo necessario per rigenerarsi.

Raccolta ed essiccazione dei fiori

La raccolta dei fiori maturi va eseguita tagliandoli appena sopra alle foglie. Se volete essiccarli: gli steli vanno legati con un elastico e il mazzetto così ottenuto va posizionato capovolto in un luogo asciutto e buio per almeno 4 settimane.

In alternativa, la lavanda può essere essiccata al sole, in questo caso dopo la raccolta il mazzetto va posizionato su un ripiano di legno al sole. In una settimana la lavanda sarà pronta ma rispetto all’altro metodo, perderà di più il suo bel colore viola acceso.

Parassiti e malattie

La lavanda può essere colpita da marciumi di colletto e radici causati di solito da funghi Pythium e Phytophtora, che attaccano le parti sotterranee. In questo caso la pianta diventa gialla e muore. Può essere colpita anche da sclerotinia e muffa grigia, quest’ultima più frequente se il tempo è umido.

Per proteggere la pianta è necessario innanzitutto evitare zone umide e utilizzare appositi funghicidi o prevenire la comparsa dei funghi eseguendo zappature sulla superficie del terreno in modo da ossigenare meglio anche le radici.