Terremoto in Giappone: gli Italiani preferiscono le energie rinnovabili

Dopo il terremoto in Giappone gli Italiani preferiscono le energie rinnovabili. È questo ciò che è emerso da un sondaggio dell’Osservatorio Giornalistico Mediawatch, dimostrando come il pericolo nucleare che si è verificato in Giappone non abbia non potuto condizionare in maniera decisiva l’opinione pubblica anche nel nostro Paese per ciò che riguarda la sicurezza nucleare. Il nucleare in Italia non gode di tanta simpatia da parte del 90% dei soggetti intervistati, i quali hanno espresso le loro perplessità sull’argomento. Nello specifico il 68% non è a favore del nucleare in Italia.

Molta più attenzione invece sarebbe da prestare, secondo gli Italiani, alle energie rinnovabili. In seguito al terremoto in Giappone le reazioni nel mondo sul nucleare sono state diverse, anche la maggior parte di esse si è concentrata sull’optare per un periodo di riflessione in tema di sfruttamento dell’energia nucleare.
 
L’alternativa è rappresentata dalle fonti rinnovabili, che offrono davvero molte opportunità per un impatto ambientale ridotto. Dal sondaggio si è potuto riscontrare che i più sono favorevoli a degli investimenti mirati sull’energia pulita garantita dalle fonti rinnovabili di energia.
 
In seguito al terremoto in Giappone lo stesso Veronesi ha dichiarato che intende puntare su impianti nucleari sicuri. D’altro canto gli esperti fanno notare che, adottando le adeguate strategie applicate alle energie rinnovabili, la quantità di energia che si potrebbe ricavare sarebbe davvero ingente. Occorrono soluzioni specifiche in vista della responsabilità ambientale e della tutela dell’ambiente.

0 thoughts on “Terremoto in Giappone: gli Italiani preferiscono le energie rinnovabili

  1. fa piacere finalmente vedere che qualcuno prende a cuore questo enorme problema, anche se il nucleare non si rimanda: SI FERMA PROPRIO! sondaggi di altri siti sono superiori anche all’80% di chi non è a favore del nucleare in Italia.
    Il giappone centra relativamente, è stata solo una scintilla, è per tutto il resto: stufi delle centrali in italia non ancora smantellate completamente ne bonificate, studi tedeschi che denunciano tassi di tumori del 76% superiore fra chi è entro un raggio di 5km. Studi francesi che denunziano mortalità notevolmente aumentate nelle zone adiacenti ad impianti di trattamento dell’uranio e delle centrali nonchè delle sone delle scorie (che ancora non si sa bene dove siano le 60.000 tonnellate annue prodotte. In più il fatto che le centrali nucleari non sono affatto più economiche delle fonti rinnovabili, anzi il costo di decommissioning è equivalente a quello per metterle in esercizio, difatti quelle in italia sono ancora nelle stesse condizioni di 25 anni fa perchè questi soldi non vengono mai spesi o comunque tocca di nuovo noi pagarli.
    La differenza sta che con il nucleare Enel e Politici possono trarne cospicui benefici economici, mentre il cittadino comune PAGA. Con le rinnovabili invece (soprattutto se fotovoltaico) Enel deve comprare energia dal cittadino che diventa fornitore e non più cliente!!! Non ultimo il fatto che quando si parla di costi delle rinnovabili in bolletta Enel si considera un valore (A3) che in realtà comprende diverse voci, tra cui anche nucleare stesso,cip6 ecc… e sopra queste tasse ci paghiamo pure l’IVA?????
    LADRI!!! l’Italia si sta svegliando!

  2. La questione in effetti è molto complicata e spesso per i cittadini comuni, che non hanno le informazioni giuste e le competenze specifiche, diventa difficile riuscire a distinguere bene l’entità del problema. Speriamo si punti maggiormente sull’informazione a vantaggio di tutti.

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