Home Inquinamento Dopo la pandemia le emissioni tornano ai livelli record del 2019

Dopo la pandemia le emissioni tornano ai livelli record del 2019

Con la ripresa delle attività industriali, le emissioni di anidride carbonica causate principalmente dall’utilizzo dei combustibili fossili sono tornate rapidamente ai livelli osservati prima della pandemia

Nel 2020 le emissioni di gas serra sono diminuite del 5,4% a seguito delle misure prese per contrastare la diffusione del virus Sars-Cov2. Nonostante questo, secondo le previsioni contenute nel nuovo rapporto del consorzio Global Carbon Project, le emissioni dovrebbero recuperare rapidamente il calo registrato nel 2020, reso possibile dai lockdown che hanno frenato bruscamente gran parte delle attività economiche globali.

Con la ripresa delle attività industriali, l’inquinamento globale, provocato dalle emissioni di anidride carbonica causate principalmente dall’utilizzo dei combustibili fossili, sta tornando ai livelli osservati prima della pandemia, avvicinandosi pericolosamente al record negativo stabilito nel 2019.

L’aumento delle emissioni in Cina e in India

Stando a quanto si legge nel rapporto preliminare, basato su dati che si fermano a ottobre 2021, le emissioni del 2021 sembrano tornare ai trend pre-Covid di riduzione delle emissioni di CO2 per gli Stati Uniti e dell’Unione Europea e di aumento delle emissioni di CO2 per l’India. Per la Cina, la risposta alla pandemia di COVID-19 ha innescato un’ulteriore crescita delle emissioni di CO2, spinta dai settori dell’energia e dell’industria”.

Infatti, le emissioni globali di anidride carbonica, dopo essere diminuite del 5,4% nel 2020, nel 2021 aumenteranno del 4,9%, assestandosi sui livelli raggiunti nel 2019. In particolar modo, in Cina le emissioni potrebbero aumentare del 5,5% nel 2021 rispetto al 2019, mentre in India l’aumento sarà del 4,4% sempre rispetto ai livelli di due anni fa.

Emissioni gas serra nell'atmosfera
Foto Shutterstock | humphery

In controtendenza rispetto a quanto osservato per Cina e India, le emissioni previste per il 2021 in Europa saranno del 4,2% inferiori rispetto a quelle del 2019 e negli Stati Uniti ci sarà un calo delle emissioni del 3,7% rispetto a quanto avvenuto prima della pandemia.

Inoltre, “un ulteriore aumento delle emissioni nel 2022 non può essere escluso se il trasporto su strada e l’aviazione torneranno ai livelli pre-pandemia e l’uso del carbone sarà stabile”, affermano i membri del team di ricerca.

Dalla Cop26 dovranno arrivare segnali importanti

Questi risultati preoccupanti arrivano proprio mentre i leader mondiali si incontrano alla Cop26 di Glasgow, la Conferenza sul clima della Nazioni Unite, per affrontare la crisi climatica e cercare di concordare le azioni da prendere nell’immediato futuro.

Secondo i ricercatori, per raggiungere l’obiettivo del net zero entro il 2050, dobbiamo ridurre le emissioni ogni anno di una quantità paragonabile a quella osservata durante la pandemia. Questo mette in evidenza la portata dell’azione che è richiesta ora, e quindi l’importanza delle discussioni della Cop26”.

Il rapporto “mostra cosa sta succedendo nel mondo reale mentre siamo qui a Glasgow a parlare di come affrontare il cambiamento climatico e i leader politici dovranno fare i conti con la realtà, ha commentato la co-autrice Corrine Le Quéré, docente di Scienze e politiche sui cambiamenti climatici all’Università dell’East Anglia, nel Regno Unito.