Disastro Louisiana: Static Kill, l'operazione "tappa buco"

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L’ultima trovata per contrastare la marea nera si chiama Static Kill, ovvero la missione definitiva (si spera!) per tappare in maniera assoluta la falla che ha causato la fuoriuscita ingente di petrolio dalla piattaforma Deepwater Horizon di proprietà della British Petroleum. Static Kill, discendente dell’operazione Top Kill che nel maggio scorso ha miseramente fallito, raccoglie un’eredità infausta: 4,9 milioni di barili di petrolio riversati in mare per un ammontare di circa 780milioni di litri di carburante. Ecco come dovrà funzionare questo rimedio.

Static Kill, frutto di meticolosi studi di ingegneria, non si discosta molto dalla precedente missione Top Kill. Questo non significa che dovrà ripetere il fallimento, anzi. Secondo il piano sviluppato dagli uomini della BP, questo marchingegno dovrà iniettare un’amalgama di fango e cemento nella falla sottostante la piattaforma petrolifera, in modo da dirottare il greggio in un bacino profondo 4mila metri. Vi proponiamo un video in americano che spiega piuttosto bene come funziona Static Kill (al momento video italiani non ce ne sono, essendo una fresh news).
 
Per il momento, la compagnia petrolifera con i suoi metodi fallimentari è stata capace di recuperare 800mila litri di carburante. Questo punto a favore della BP, però, è stato prontamente compensato in maniera negativa dai danni derivati dalla dispersione di solventi in mare per sciogliere la macchia d’olio. Risultato: quelli che erano già dei gravi danni ambientali, ora sono diventati impietosi.

0 thoughts on “Disastro Louisiana: Static Kill, l'operazione "tappa buco"

  1. Di seguito una mail inviata a miniambiente il 7.8 u.s.:
    “Egregi Signori,
    Ho appreso ieri da Windows Alert (la notizia è stata confermata da vari
    telegiornali) che lo “STATIC KILL” realizzato dal gruppo di coordinamento BP/EPA
    “sembra” abbia finalmente e, definitivamente risolto la tragedia in oggetto.
    Di seguito c/ di una mail inviata a EPA il 18.5 u.s. e della loro risposta:
    “Unending disaster in the Gulf of Mexico‏
    Da:
    Petteway.Latisha@epa–>​mail.epa.gov
    Inviato:
    mercoledì 19 maggio 2010 12.36.39
    A:
    pietro lodovigi (shorena75@hotmail.it)
    Hi Pietro, Thank you for contacting EPA. For solution ideas to the BP Spill, please go to
    http://www.epa.gov/b–>​pspill/whatyoucando.–>​html to submit your request/idea.
    Also, you can call 866-448-5816.
    Tisha Petteway
    Press Officer
    US EPA: Office of Public Affairs
    1200 Pennsylvania Ave. NW
    Washington, DC. 20460
    Office (202) 564-3191
    Da:
    shorena75@hotmail.it
    Inviato:
    martedì 18 maggio 2010 3.32.54
    A:
    petteway.latisha@epa–>​.gov; gray.david@epa.gov; harris-young.dawn@ep–>​a.gov
    Dear Sirs,
    Just for your information, I was so impressed for the above disaster and, I decided to
    send to BP the following e-mail with a proposal to find out a solution on the matter:
    “May I suggest you a possible solution to stop the oil spill as an alternative to the
    useless method of sucking the oil plume, my suggestion is: to inject inside the leak
    of the broken pipe, by mean of a proper umbilical pipe leaded by the ROV (Remote
    Operating Vehicle) a special mix of expansive hygroscopic resins, chemically
    compatible either with sea water and oil, with very short hardening time, such to
    create a plug sufficient to resist to the pressure of the oil/gas, in a manner to interrupt the flow.
    I’ve much more details and explanations to provide you and then, if you are
    interested to this method, pls contact me at your earliest convenience…
    Anyway, crossing fingers, I wish to all of you all the best to succed to find out, as
    soon as possible, a final successfully solution.
    Thanking you in advance for the kind attention, with my best regards.
    Pietro Lodovigi”
    Successivamente ho scambiato con loro, in particolare con USCG (US Coast Guard)
    incaricato del coordinamento e dell’approvazione delle proposte che pervenivano da
    tutto il mondo, decine e decine di e-mail delle quali, ovviamente , conservo copia…
    Un comandante della USCG mi aveva anche scritto che probabilmente mi avrebbero
    chiamato sul “site” per mettere a punto e coordinare le operazioni da me suggerite,
    (v. mails allegate in formato pdf)…
    Per Vs. informazione, sono un ex Project Manager della Pirelli Cavi e, ho avuto occasione
    di operare in diverse “marine field operations”.
    Con mia grande sorpresa e, disappunto! vedo infine che il metodo adottato per risolvere
    il problema, è praticamente identico a quello da me proposto… (Prego verificare)
    Se avessero messo in atto subito i miei suggerimenti proposti loro quasi 3 mesi fa, si riesce
    ad immaginare quanti milioni di barili di greggio si poteva evitare di sversare nell’Oceano
    in questo immane disastro???
    Nella corrispondenza scambiata con loro, avevo anche proposto di creare una sorta di
    “global brain storming” fornendo a chi cercava di aiutarli tutte le informazioni necessarie
    per affinare, insieme ai “pensanti”, la ricerca di possibili soluzioni praticabili… Ho ricevuto
    la netta sensazione che, in ultima analisi, risolvere il problema interessasse relativamente
    dal momento, era ed è evidentissimo a tutti, gli interessi in giuoco erano ben altri…
    Ed infine, mi avessero almeno ringraziato!
    Vi ringrazio per l’attenzione e, resto a Vs. disposizione per ulteriori approfondimenti riteniate
    eventualmente necessari, mentre con l’occasione porgo i miei migliori saluti.
    Cordialmente, Pietro Lodovigi”

  2. Gentile Pietro,
    grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi. Io sono semplicemente basita, considerando che con un’idea del genere certe persone ci ha fatto sopra milioni di dollari…
    In bocca al lupo per il tuo promettente futuro professionale.
    Marzia

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