Home Auto Elettriche Una settimana al volante di un'auto elettrica, vantaggi e svantaggi della guida a zero emissioni

Una settimana al volante di un’auto elettrica, vantaggi e svantaggi della guida a zero emissioni

Si può convivere con un auto a zero emissioni nella mobilità della vita quotidiana? La redazione di Ecoo l'ha fatto ed ecco quali sono i pro e i contro nel possedere una vettura 100% elettrica

Il concetto di auto elettrica sta assumendo, con il passare del tempo, una dimensione sempre più normale. Fino a pochi anni fa, però, le auto a zero emissioni erano considerate ancora fantascienza mentre i puristi della guida storcevano il naso davanti a una vettura che non prevedesse al suo interno una qualsiasi sorta di combustione. Con il passare degli anni, però, le auto elettriche hanno preso sempre più piede diventando una nicchia di mercato in grande espansione oltre che un toccasana per l’ambiente. Ancora oggi, però, tra gli scettici dell’autonomia e il fattore ricarica, con le colonnine elettriche che non sempre riescono a coprire il fabbisogno, c’è chi non è pienamente convinto del loro avvento. La redazione di Ecoo.it ha passato una settimana al volante di un’auto elettrica, più precisamente la Hyundai Kona con batteria Longa Range da 64 kWh per capire vantaggi e svantaggi nell’utilizzo di una vettura 100% elettrica nella vita di tutti i giorni.

Fattori economici e non solo, ecco i pro della guida elettrica

Avere tra le mani un’auto 100% elettrica ha come primo vantaggio forse il più venale, ma anche uno dei fattori più importanti quando si prende in considerazione l’acquisto di una vettura, ossia la spesa economica. Per percorrere oltre 500 km, infatti, le spese di gestione sono state pari a zero; questo grazie alle colonnine di ricarica pubbliche presso distributori e centri commerciali – che non tutti hanno vicino casa – , ma anche in condizioni normali per fare il “pieno” di energia a una vettura media con un pacco batterie da 50 kWh – quindi leggermente inferiore a quello della Hyundai Kona – nella propria abitazione si spendono tra gli 8 e gli 11 euro. Costi che salgono, invece, se non si può ricaricare l’auto nella propria abitazione e si è costretti a rivolgersi alle colonnine di ricarica per auto elettrica pubbliche a pagamento, ma che comunque rimangono piuttosto abbordabili superando di poco i 20 euro per un pieno.

Leggi anche: Colonnine di ricarica pubbliche, come funzionano e quanto costa fare il pieno

Oltre al fattore economico, poi, ci sono una serie di vantaggi da non sottovalutare come i comfort garantiti dalla tecnologia messa a disposizione delle case auto suiloro modelli elettrici propri per renderli più appetibili come il computer di bordo, fari LED, sistemi ADAS all’avanguardia, climatizzatore bi-zona, sedili riscaldabili, impianto audio all’ultimo grido e infotainment. Il tutto gestito dalla batteria elettrica senza che essa consumi di più. Ultimo, non in ordine di importanza, quella di poter accedere al centro storico anche in presenza di varchi ZTL e di non pagare la sosta sulla strisce. E neanche ricaricare l’auto alla colonnina è un’impresa. Una volta capito dove collegare il cavo, infatti, è un gioco da ragazzi. Come collegare la spina del PC ad una presa. Bisogna solo ricordarsi che una volta chiusa l’auto con la chiave il cavo rimane bloccato. Nessuno riuscirà a staccarlo se non voi una volta riaperta l’auto.

Gli svantaggi del guidare un’auto elettrica

Hyundai Kona in ricarica
Foto Hyundai

La guida elettrica, di contro, richiede un minimo di esperienza. Non perché questa sia particolarmente complicata, ma perché in alcune fasi bisogna saperla gestire. Sicuramente chi è già abituato a guidare con il cambio automatico è agevolato. La frizione va dimenticata e non esistono rapporti di marcia. Solo avanti, indietro, folle e parcheggio. E ricordarsi di schiacciare il pedale del freno ad ogni cambio, quello fondamentale. Poi c’è il rumore dell’auto, o, per meglio dire, la sua totale assenza. All’avviamento i primi tempi si rimane sempre straniti, ma c’è una spia verde che si illumina proprio per chiarire questo punto.

Tra i contro, poi, c’è da annoverare la particolare frenata, non indotta dal motore termico e senza freno motore ne scalate con le marce, che può portare a rallentamenti fin tropo bruschi. Il consiglio, sulle auto dove è presente la frenata rigenerativa, è sempre quello di inserirla al massimo livello soprattutto in città. Hyundai Kona, ad esempio, dispone di ben 4 livelli di frenata rigenerativa con il motore che frena aumentando l’inerzia con un sistema gestito elettronicamente e in più ricarica la batteria di energia cinetica. Ultima nota dolente, forse la più importante, è quella che riguarda la presenza delle colonnine elettriche di ricarica, un problema ancora da risolvere sia per la scarsa presenza sia perché, quando si trovano, sono spesso comunali e quindi a pagamento. La nostra redazione ha avuto la fortuna di sfruttare le colonnine e-Station al parcheggio di un supermercato, gratuite e abbastanza potenti come se ne trovano ad oggi all’esterno dei grossi centri commerciali, ma non sempre c’è questa possibilità. Quindi altro consiglio. Se non dovete fare viaggi e usate l’auto prevalentemente in città è bene localizzare 2 o 3 punti di ricarica fissi. A quello delle colonnine si lega un altro fattore come l’autonomia. Quando si guida un’auto elettrica non si può pensare di arrivare ad avere batteria al 5% o 10%. Troppo rischioso. Bisogna mettersi in testa di ricaricare ogni volta che se ne ha la possibilità. Uno svantaggio forse più “mentale” ma con l’auto elettrica non si può sperare di avere il benzinaio di turno sotto casa.

Potrebbe interessarti anche: incentivi auto elettriche, le regioni dove si pagano di meno