L’energia nucleare non si combatte solo con le fonti rinnovabili, ma anche con l’arte

L’energia nucleare genera ansia e preoccupazione: se le fonti rinnovabili sono una valida alternativa, molto va fatto anche a livello di coscienza e di senso etico e morale

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    Per combattere l’energia nucleare le fonti rinnovabili sono fondamentali, e gli incentivi per l’energia -per sostenere questa scelta eco-compatibile- sono altrettanto indispensabili, ma è necessario in tal senso anche un movimento civile e collettivo che ne dia una visione più globale, morale ed etica. L’installazione Radioactive Control, presentata al Festival DockVille di Amburgo, è una valida idea.

    Attenti ai rischi dovuti alle scorie nucleari e colpiti dal dramma delle centrali nucleari giapponesi, i partecipanti del collettivo spagnolo Luzinterruptus hanno scelto di manifestare e condividere il loro dissenso per l’energia atomica, ma anche farci comprendere la sensazione d’ansia e di preoccupazione che ha attanagliato chiunque dopo la strage di Fukushima, il cui impatto ambientale è ancora drammaticamente vivo.

    Per manifestare tutto ciò, gli artisti hanno assoldato un esercito di cento manichini bianchi e illuminati che hanno marciato nell’ambiente di natura eco, all’aria aperta, dove si teneva il Festival. Amburgo non è stata una sede causale per il collettivo, dato che la Germania è la prima azienda che annunciato la dismissione delle centrali nucleari in favore dell’energia pulita.