Gas serra: emissioni di metano dalle risaie

Le risaie rappresentano un bacino di elevatissime emissioni di gas serra, in particolare di metano prodotto dai microorganismi in ambienti privi di ossigeno come le pianure allagate a risaie

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    Le risaie rappresentano un bacino di elevatissime emissioni di gas serra, in particolare di metano prodotto dai microorganismi in ambienti privi di ossigeno come sono appunto le pianure allagate a risaia.

    L’aumento delle risaie nel mondo ha accresciuto notevolmente le emissioni di metano, contribuendo così all’effetto serra e ai cambiamenti climatici. Questo avviene perché il riso che viene irrigato solo dalle precipitazioni atmosferiche genera minori quantità di metano rispetto a quello che viene bagnato artificialmente e concimato con fertilizzanti contenenti sostanze azotate. L’avvento dell’agricoltura moderna ha quindi accelerato le emissioni di azoto e di metano.

    Per non parlare del fatto che la coltivazione del riso in sé determina enormi sprechi d’acqua: ben 3.000 litri per ogni kg di riso coltivato. Secondo uno studio, condotto dall’Istituto di Scienze del Suolo dell’Accademia delle Scienze della Cina, drenare i campi coltivati potrebbe ridurre del 30% le emissioni di metano dalle risaie perché la materia organica potrebbe essere decomposta all’aria e non in condizioni anaerobiche. È di non poco conto il fatto che più di un milione di chilometri quadrati sulla Terra sono coltivati a riso, responsabile da solo del 7-20% di emissioni di gas serra liberati nell’atmosfera.