Nucleare: Roma è più radioattiva di Tokyo!

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La questione nucleare è diventata molto attuale alla luce del disastro in Giappone. Ma lo sapete che secondo gli esperti Roma sarebbe addirittura più radioattiva di Tokyo? A sostenerlo è la Protezione Civile italiana che, arrivata in territorio giapponese per i primi rilevamenti, hanno evidenziato come il livello di radioattività di fondo misurata sul tetto dell’ambasciata sia pari a 0.04 microsievert/ora. Mentre a Roma, normalmente, i valori sono di 0.25 microsievert/ora. Incredibile questa rivelazione, non trovate? Ma capiamone di più insieme.

Non tutti sanno che in natura sono presenti elementi carichi di radioattività e che queste presenze sono assolutamente contemplate ma soprattutto innocue. Persino gli uomini “contengono” elementi radioattivi, ovviamente in quantità irrisorie. Il fondo ambientale dell’Italia raggiunge picchi di 0,1-0,3 microsievert/ora, mentre in Giappone allo stato attuale arriva a malapena a 0,06 microsievert/ora. Salvo eventuali fughe di radioattività future, naturalmente.
 
Per il momento, quindi, nei dintorni dell’Ambasciata italiana in Giappone il pericolo radiazioni sprigionate dal reattore nucleare esploso a Fukushima sarebbe scongiurato. “È evidente che queste misure portano ad escludere qualunque rischio di contaminazione a Tokyo“, avrebbero infatti divulgato in una nota i tecnici italiani della Protezione Civile. Speriamo che queste dichiarazioni portino fortuna alla popolazione nipponica.

0 thoughts on “Nucleare: Roma è più radioattiva di Tokyo!

  1. Cara Marzia, andando a vedere i dati nel sito citato dagli “specialisti”, si nota che in realtà il fondo è di circa 0,05 microGy, ma in alcune ore è stato anche da 5 a 20 volte tanto. Tutto ciò è compatibile con le condizioni meteo e di direzione di vento che spira verso SE. Se si valutano i valori di picco che probabilmente coincidono con condizioni meteo diverse o con momenti di rilascio maggiore, considerando la distanza dal Fukushima, si comprende che a 20 km dalla centrale il livello diventa pericoloso. Tale da giustificare la decisione di evacuare la zona. Si comprende anche la prudenza di allontanarsi il più possibile, in modo ordinato come sembra facciano i Giapponesi. Si ricorda che, più o meno, le radiazioni decadono con il quadrato della distanza, ossia passare da 20 a 200 km, significa diminuire di 100 volte il rischio. Andare a 400 km significa diminuirlo di 400 volte. I Giapponesi quindi si stanno comportando in maniera saggia, senza far finta che non vi sia alcun pericolo. Aggiungo che affermare che non vi siano radionuclidi artificiali in così poco tempo e probabilmente seza aver fatto misure nei momenti di picco denota, se non poca professionalità, quantomeno la voglia di affermare a tutti i costi e con solerzia che non vi sono problemi. Pare che solamente i nostri “esperti” siano depositari della verità, e che tutti gli altri, quali autorità Giapponesi, popolazioni intere, nazioni più strutturate, organizzate e industrialmente più avanzate di noi, si comportino in maniera isterica, cosa che, evidentemente, non è.
    Cordiali saluti.

  2. Ciao Granmalvagio (che nickname strano, ehehe), grazie per il tuo contributo.
    Naturalmente le situazioni cambiano di ora in ora, domani potrà esserci un rovescio totale delle informazioni. Il disastro giapponese è in continua evoluzione, infatti già adesso le cose sembrano essere cambiate.
    Ma lo scriveremo step by step, continuate a seguirci! Un saluto 🙂

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