La tradizione dell’olio extravergine d’oliva diventa sempre più green

La Monini segue una politica ambientale volta alla produzione di olio senza influire sull'inquinamento ambientale

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    La tradizione dell’olio extravergine d’oliva diventa sempre più green

    Monini ha deciso di promuovere ulteriormente la sua attenzione in materia di sostenibilità, in un campo decisivo per il nostro Paese, come quello agroalimentare. Ha infatti aderito al programma nazionale per la valutazione dell’impronta ambientale, che è stato promosso dal Ministero dell’Ambiente, e ha deciso di puntare al miglioramento delle performances ambientali, cercando di proporre uno sviluppo che possa essere sempre più attento al nostro Pianeta. Tutte le fasi della produzione dell’olio, dalla coltivazione alla raccolta delle olive, dall’estrazione del prodotto al confezionamento, dall’uso degli imballaggi alla distruzione dell’olio, si basano su un impatto ambientale ridotto.

    La politica ambientale di Monini

    filo d olio monini

    Unire la tradizione e l’innovazione è possibile, portando avanti un modello di gestione aziendale responsabile, dal punto di vista ambientale ed etico. Per fare questo viene utilizzata energia da fonti rinnovabili certificate, e si fa ricorso anche all’introduzione di packaging ecocompatibili in vetro riciclato. Anche grazie a queste iniziative l’azienda ha ottenuto la certificazione Environmental Product Declaration, che è stata applicata a tutte le sue referenze più importanti, come GranFruttato, Classico, Delicato, BIOS e D.O.P. Umbria.

    Nel 2014 l’azienda ha adottato la Carbon Footprint per i suoi oli extravergine d’oliva più pregiati: BIOS e D.O.P. Umbria. La CFP rappresenta un indicatore ambientale fondamentale, perché, attraverso un’analisi dell’intera filiera, precisa quale contributo la produzione manifesta nei confronti del riscaldamento globale. Monini ha cercato di compensare le emissioni di gas serra prodotte con un progetto ambientale di grande respiro: la costruzione di un generatore a biomasse nella Cina orientale. Tutto questo per non togliere nulla al territorio e per preservarlo in vista delle generazioni future.

    La riduzione delle emissioni di CO2

    olio monini

    In tutta la filiera, l’impegno è quello del contenimento dei consumi energetici e dello studio dei metodi per ridurre le emissioni di CO2. Quello prodotto dall’azienda è un olio green, realizzato con un percorso ecosostenibile, attraverso l’installazione di un impianto fotovoltaico presso lo stabilimento e per mezzo dell’acquisto di energia da fonti rinnovabili certificate. L’azienda ha anche aderito ad un progetto per l’installazione di un generatore a turbina a vapore in Cina, per la produzione di energia green. Inoltre gli scarti della lavorazione del legno, della coltivazione del riso, del mais e delle arachidi non vengono gettati, ma sono riciclati come combustibile per la produzione di energia elettrica. Monini ha ottenuto la certificazione Carbon Footprint ed è stata partner dell’operazione compiuta da due società di grande esperienza nel campo ambientale, Ambiente srl, che si è occupata dell’analisi del ciclo di vita e della stesura dell’external communication report, e di Ecoway, società molto conosciuta in Italia per ciò che riguarda le compensazioni di gas serra.

    L’azienda

    tramonto frantoio

    Monini si occupa di fare olio extravergine d’oliva da quasi 100 anni, seguendo le regole fondamentali della tradizione italiana, ma non trascurando gli apporti dell’innovazione. Oggi operano nel settore i nipoti del fondatore, i fratelli Zefferino e Maria Flora. L’azienda opera anche in molti Paesi esteri, come il Nord America, l’Australia, la Russia e la Polonia. I prodotti hanno ricevuto numerosi premi e sono realizzati secondo dei canoni ambientalisti ad ampio spettro. A questo proposito Zefferino e Maria Flora Monini affermano: “Un percorso intrapreso perché la nostra filosofia è restituire alla terra quello che la terra ci ha dato. Non è facile rendere in un linguaggio comune il lavoro complesso che c’è dietro queste certificazioni, ma dobbiamo impegnarci affinché l’informazione semini questa consapevolezza anche presso altre aziende e nel pubblico. Il consumatore deve sapere quando con l’acquisto di un prodotto può contribuire anche alla salvaguardia dell’ambiente”.

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