Il falso attacco dell’orsa F36: “Non è aggressiva, difendeva solo il suo cucciolo”

La provincia di Trento continua a emanare sentenze reali e morali contro gli animali selvatici. Nel frattempo potrebbe riflettere su come gestire il turismo di massa nei boschi.

orsa F36 non colpevole
Orsa che dorme con il cucciolo (Foto da Canva) – Ecoo.it

Chi non ha letto la storia dovrebbe farlo quanto prima. Se non ci fosse in ballo la pelle dell’orsa F36, si potrebbe dire che è un aneddoto comico. Due giovani cacciatori si stavano recando domenica 30 luglio nei boschi vicino a Roncone. Lungo il sentiero Mandrel hanno incontrato a soli tre metri di distanza un’orsa che dormiva con il suo cucciolo.

Ed invece che retrocedere lentamente, hanno urlato spaventando terribilmente l’orsa, che li ha immediatamente percepiti come minaccia e cercato di allontanarli. Uno dei due ventenni è riuscito a scappare a ritroso lungo il sentiero, l’altro invece si è arrampicato su una pianta bassa e l’orsa ha cercato di farlo cadere con la zampa. Ci è riuscita ed il ragazzo si è incrinato una costola. Poi nulla più. Il Presidente della provincia autonoma di Trento, ormai famoso in tutto il mondo per la sua campagna evidentemente contro gli animali selvatici, non ha perso l’occasione per paventare un abbattimento.

La colpa dell’orsa F36

Dalle analisi del DNA è emerso che si tratta dell’orsa F36, un plantigrado di sei anni a detta di tutti assolutamente pacifico e mai aggressivo. La sua ‘colpa’ è di aver cercato di proteggere il suo cucciolo da una minaccia, effettivamente reale. Anche se si trattava di ventenni, erano cacciatori, dunque probabilmente con armi al seguito. E poi le urla la hanno spaventata ancora di più.

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Orso si arrampica sull’albero (Foto da Canva) – Ecoo.it

Cosa avrebbe fatto un essere umano al suo posto? Merita la morte per questo? Oltretutto, presumibilmente, se avesse attaccato per uccidere si sarebbe scagliata sul giovane caduto dalla pianta, ed invece no. E grazie a F36 l’epilogo della storia non è stato tragico. Per questo si è parlato di falso attacco. L’attacco di un animale selvatico implica la volontà di uccidere o di fare del male, cosa che non era negli intenti dell’orsa, dato che non era a caccia, stava dormendo. Lo ribadisce anche l’organizzazione internazionale per la protezione animali, l’Oipa.

I commenti delle associazioni ambientaliste

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Orso (Foto da Canva) – Ecoo.it

Da più parti la gestione del rapporto tra animali selvatici e uomo che la provincia di Trento sta mettendo in atto è oggetto di biasimo. Sicuramente da parte delle associazioni ambientaliste, ma non solo. Pochi giorni prima di questo evento è stato emanato un decreto per l’abbattimento di due lupi – a caso – allo scopo di snellire la popolazione e ridurre le predazioni di animali da allevamento.

Ciò che gli animalisti obiettano è che prima dell’abbattimento non si siano messe in atto tutte le misure alternative di dissuasione, che deve arrivare da entrambe le parti. Gli animali selvatici devono sempre meno avvicinarsi ai centri urbani, e gli uomini devono rispettare i loro spazi all’interno del bosco. L’Oipa suggerisce, come riporta “La Repubblica”, “la Provincia pensi a prevenire episodi del genere anche informando la cittadinanza e gli escursionisti su come ci si comporta in montagna, invece di continuare a evocare come sempre catture e abbattimenti anche come strumento elettorale”.