Energia rinnovabile dalle onde marine

In Irlanda c’è un luogo dove diventa possibile generare energia rinnovabile dalle onde del mare. E’ proprio così: nell’Irlanda del Nord, e più precisamente presso Strangford Lough, tra le isolette che creano una cintura di terra quasi continua si crea una sorta di mare interno. Le acque in questa zona solitamente sono tranquille, ma tra le fessure che si creano il mare diventa più impetuoso e genera correnti.

E’ proprio in un ambiente così favorevole che si è pensato di installare un generatore alimentato dalle onde marine. Una curiosità: l’ideatore di questa tecnologia è, udite udite, una donna. Vi invito a guardare il filmato, per rendervi meglio conto di che cosa si tratta.
 
Gli oceani rappresentano una fonte energetica non indifferente e anzi, sarebbero in grado di soddisfare il fabbisogno energetico mondiale. E’ molto importante sviluppare questo genere di energia pulita alternativa, da affiancare alle già presenti energia solare, energia eolica, energia a biomassa ecc. Perchè il futuro del pianeta e la salute di chi vi abita dipendono anche dalle soluzioni ecologiche che l’uomo riesce a trovare.

0 thoughts on “Energia rinnovabile dalle onde marine

  1. Restando sui temi di carattere tecnico presenti nel filmato, faccio le seguenti considerazioni:
    1) Stupisce sempre vedere come siano considerate le proposte o le idee connesse, all’estero, in relazione alle tecnologie utili per produzioni da rinnovabili, e nello specifico dal mare/oceano.
    2) Stupisce quali finanziamenti siano messi a disposizione di professori, tecnici, ecc.
    3) Rimango, da tecnico, stupito del credito dato a supposte innovazioni che, (in tutta onestà), penso in Italia non avrebbero tale credito, ma non in ragione del tipo di moto ondoso che da noi è modesto, ma proprio in relazione alla scarsa produzione che si ottiene da questi “giganti”.
    4) L’energia di cui all’articolo è prodotta la prima da correnti, in una zona molto particolare, la seconda si da moto ondoso, ma con tecnologie meccaniche che richiedono onde molto elevate, almeno cinque metri.
    Ciò detto, ascoltando e vedendo il filmato, vorrei precisare che le turbine marittime hanno veramente una resa molto modesta e che in qualche modo si erano già viste, su precedenti progetti, le pale connesse a turbine per lo sfruttamento delle correnti. Tali correnti, (presenti come intensità solo in particolari condizioni come quelle nelle zone in cui tali impianti sono stati istallati), non giustificano applicazioni che utilizzano materia prima per mille tonnellate per soli 1,2 MW, creando nell’ecosistema più turbative che benefici se utilizzate in numero significativo, senza calcolare il tempo d’ammortamento di una struttura di questo tipo.
    Questo ed altri sistemi quali, Pelamis, il Wave Dragon, il Wave Roller, rappresentano il corretto sistema per garantire alle tecnologie migliori di non emergere, sia in relazione al gigantismo, (per un pugno di kW), sia in relazione alle errate affermazioni che gli stessi tecnici fanno nei vari filmati rintracciabili.
    È palese che il loro ragionamento sia viziato dalle loro modeste conoscenze meccaniche, e dal fatto che in questo settore, “moto ondoso”, le discipline tecniche che s’incrociano non sono solo legate al gigantismo degli impianti, ma la causa diretta del loro basso rendimento e in relazione ai loro progetti, ed alla strada tecnica intrapresa che anche a fronte d’innovazione di materiali non potrà garantire un’ottima performance futura per ciò che concerne l’incremento dei kW prodotti o resa del sistema.
    È significativo che i tecnici dicano (in genere) che l’Eolico è il sistema per produttività di riferimento, ma l’affermare che ci vogliono decine d’anni per competere in pratica con queste tecnologie, francamente da veramente l’idea di una tecnologia, oltre che non matura, di un qualcosa non ha sia a breve che medio termine futuro.
    Il mio punto di vista è totalmente discordante con le stesse affermazioni dei progettisti del filmato, ma vorrei far presente che una tecnologia come la nucleare, (prescindendo da tutte le problematiche negative), in relazione alla superficie occupata ed alle prestazioni dei reattori da 1 GW istantaneo, (per capirci un reattore sviluppa, – in linea teorica/pratica al 100% del suo funzionamento -, 24 GW giornalieri), è l’unica tecnologia contro la quale nessun sistema di produzione energetico, (tantomeno i generatori Eolici sia su terra che off-shore), può competere, ma verso la quale ci si deve confrontare per avere sistemi che giustifichino la loro applicazione in mare, nel rispetto della conservazione naturale e per l’abbattimento della CO2.
    Penso che sul fatto di applicare una tecnologia altamente produttiva e rispettosa si possa essere tutti d’accordo, perciò, dato che il progetto esiste per competere in ambito di produttività col nucleare, e non con l’eolico, e che può essere ottimizzato nella sua applicazione in ragione dei siti d’installazione e loro moto ondoso presente, direi che è il momento di appoggiare tecnologie innovative e realmente performanti.
    Il progetto è Italiano e si chiama “TRITON”, è sviluppato per essere applicato in siti in cui la presenza del “MOTO ONDOSO” va da poche decine di centimetri, fino allo sfruttamento di onde anche di 15-20-30 metri, può resistere a Tzunami o Onde Anomale; questo consente lo sfruttamento totale del moto ondoso, anche in considerazione che in ambienti oceanici c’è un moto ondoso che parte normalmente da 2 a 15 metri.
    Le produzioni del sistema “TRITON” partono da un 70/80/90%, (ad esempio in un sito con un’altezza minima d’onda di 1 metro), ad oltre il 120%, cioè più l’altezza delle onde aumenta più il sistema produce, rispetto al minimo previsto; ogni unità prevede, in questo caso, dinamo/generatori per una potenza di 200 kW, con un galleggiante visibile in superficie che occupa 3-4 mq, e fra i galleggianti/BOE la distanza a secondo del mare/oceano in cui sono istallati, può variare fra i 5 e i 20 metri lineari, quindi per un MW istallato bastano 5 boe e poche decine di metri quadri, fino ad un massimo di 400 – 500 metri quadrati di superficie per 1 MW.
    Abbiamo quindi la possibilità d’impiegare la superficie a seconda delle necessità energetiche, ed in relazione al moto ondoso, senza emissioni di CO2, radiazioni, e con bassissimo impatto ambientale, con la possibilità di produrre almeno 1 GW per chilometro quadrato, quanto un reattore nucleare da 1 GW di ultima generazione a pieno regime, e man mano i sistemi vengono istallati immediatamente producono.
    Riprendendo quindi i dati TERNA relativi al consumo energetico in Italia, pari a circa 337 TWh di energia elettrica, e simulando di produrli nella loro interezza, con centrali da 4 GW (ognuna occupa, con specifiche BOE, 4 Kmq di superficie marina), avremo che ogni centrale da 4 GW produrrà 35.040 GWh con moto minimo da 1 metro d’altezza, circa 35 TWh, quindi per produrre i fatidici 337 TWh serviranno una decina d’impianti, che consentiranno di non emettere in atmosfera 252.750.000 Tonnellate di CO2.
    I sistemi per produrre energia elettrica da fonte rinnovabile, “MOTO ONDOSO”, esistono, sono maturi, producono realmente, non devono attendere decine d’anni e sicuramente lo faranno in maggior quantità solo quando l’attenzione sarà indirizzata su tali tecnologie meritevoli d’applicazione.
    Piccinini G. Raoul.
    E-Mail: luoar@libero.it

  2. Ero su Focus di settembre 2008 (pag. 97), sono stato ospite a “Innovation Circus 2008” a Milano.
    Mi chiamo MONDINI MAURO e voglio ancora credere che l’energia pulita, le fonti rinnovabili, non siano solo una grande IPOCRISIA.
    Io ho brevettato una macchina tutta italiana che produce energia elettrica, con le onde del mare, quasi a costo zero.
    La mia è una macchina economica molto efficace, che costa pochissimo e che produce tantissimo.
    Spero possa interessare qualcuno.
    Io non ho i mezzi economici per realizzarla e sperimentarla, ma so che l’idea è molto valida, grazie anche ai tanti riscontri mediatici.
    Secondo gli esperti, dimensionandolo opportunamente
    e ottimizzando il congegno, è possibile realizzare
    impianti della potenza di circa un megawatt,sufficienti a
    dare corrente a 2.000 abitazioni.
    Spero che il filmato del prototipo e le descrizioni nel mio sito siano sufficienti a destare la Vostra attenzione.
    Datemi un parere.
    Guardate questo sito : http://digilander.libero.it/lcd01/
    e….. giudicate Voi.
    Grazie.

  3. 17 MAGGIO 2010
    Università di Ulsan, Korea del Sud, ultimata la ricerca sul progetto TRITON, per la produzione d’energia elettrica da moto ondoso, da parte del Dipartimento incaricato.
    I valori MINIMI di produzione sono tre volte l’eolico IN-SHORE. Questo significa che il sistema produce attualmente, come minimo, quanto una centrale nucleare Europea, (resa del nucleare 60%).
    Il docente che tramite noi e con noi ha portato a termine la ricerca, su questo progetto Italiano, presenterà la tecnologia al Governo Koreano, oltre alla nutrita schiera di collaboratori e studenti che procederanno con ulteriori studi e tesi, ritenendo questa una delle migliori tecnologie in assoluto, considerando che il valore minimo può crescere ben oltre il 90% di resa, irraggiungibile per chiunque produca energia in genere.
    Tale documentazione sarà a breve disponibile, e certificata dall’Università, Docente, ricercatori, di Ulsan.
    Ricordo che si tratta di una delle più importanti Università della Korea ed a livello Asiatico, nonché Mondiale, che riceve finanziamenti,(anche per gli studi su tecnologie Marine), dalla Hyundai.
    Questo, ritengo, è un aggiornamento importante perché tale tecnologia ora non teme più nessun altro sistema attualmente prodotto nel settore dell’energia rinnovabile, serviva però una Certificazione Ufficiale, ora c’è anche questa.
    PIGR, r.piccinini@kienergi.co.kr

  4. Noi abbiamo fatto diverse esperienze con maree e onde. Le opere per sfruttare le onde a riva sono troppo invasive e costose, mentre quelle sottocosta sono più interessanti. Ritengo che i sistemi su cui abbiamo lavorato siano ancora troppo complicati rispetto a soluzioni come il TRITON. Credo però che possano avere già nell’immediato qualche spazio applicativo interessante.
    Allego il link per dare un’idea di cosa abbiamo fatto.
    http://www.controltechniques.com/CTcom/system%20pages/press%20centre/press%20releases/oyster%20wave%20energy.aspx
    Ogni commento è gradito.
    A presto.

  5. PRODUZIONE DI ENERGIA RINNOVABILE (MOTO ONDOSO)
    Nell’anno, quasi esaurito, il sistema TRITON, ha messo a segno alla fine dell’estate un primo segno positivo, giungendo terzo fra oltre trecento aziende e idee, in Corea con l’Università di Ulsan, mettendosi alle spalle anche LG e SAMSUNG.
    Non ho per ora notizie della competizione, recente, fra Università Coreane e Australiane, appena ho informazioni in merito farò sapere.
    Nel frattempo ho preso contatti, in Italia, con un’Università interessata a seguire con i suoi ricercatori, chiunque volesse istallare anche un singolo sistema, BOA, di prova, in quanto i rendimenti sono attestati, (e questo deve essere il valore di raffronto), al 60% come minimo.
    In parole povere il sistema produce nei più diversi siti d’istallazione, con valori come minimo doppi rispetto all’Eolico Off Shore, e pari alla produzione media delle centrali atomiche Europee, appunto il 60%.
    Attualmente il Comune di Ulsan, visti i risultati ottenuti dalla sua Università, ha voluto incontrarci per valutare l’opportunità d’istallare in Oceano un sistema sufficiente ad alimentare d’energia elettrica la locale centrale a carbone per la produzione d’energia, è già qualcosa.
    Considerando che non ci sono emissioni di CO2, radiazioni od altra forma inquinante, oltre alla resa minima del sistema che ripetiamo è del 60%, considerando che si possono istallare sistemi a profondità variabili fra i 300/400 metri fino ad alcune decine di metri, resto dell’idea che sia il sistema più semplice e performante, oltre ad essere quello che offre l’ammortamento più rapido dell’investimento, compreso fra i 2 e i 3 anni.
    Chissà che in Italia o in Europa, su questo sistema, si muova qualcosa?
    Auguri a tutti.
    Piccinini G. Raoul
    E-Mail: luoar@libero.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *