Energia nucleare: il costo è superiore all'eolico

Energia nucleare
L’energia eolica è più conveniente di quella nucleare. Per l’ambiente e, secondo quanto sostenuto da Connie Hedegaard, Commissario per il cambiamento climatico all’Unione Europea, anche per i bilanci statali. Il Commissario sostiene infatti che grazie alla flessione dei costi dell’energia eolica, la produzione di energia in virtù dello sfruttamento del vento sta diventando una adeguata alternativa al nucleare.

“Alcune persone ritengono che il nucleare sia una soluzione molto economica. Tuttavia l’energia eolica è più economica del nucleare” – ha recentemente ribadito il Commissario Hedegaard.
 
In particolare, le dichiarazioni hanno avuto modo di soffermarsi sullo sviluppo dell’energia eolica offshore, che fino a non troppo tempo fa generava costi due o tre volte superiori all’installazione di parchi eolici su terra.
 
Grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie, questo costo sembra ora essersi ridotto, mentre il costo dell’energia nucleare – complice anche i nuovi allarmi sulla sicurezza, e presumibili ulteriori interventi per la messa in tutela degli impianti e delle scorie – rischia di apprezzarsi oltre le stime compiute.
 
Il Commissario ha infine dichiarato che in Europa vi sono attualmente 143 impianti nucleari, il cui sviluppo non potrà che essere influenzato, oltre che da quanto sta accadendo in Giappone – anche dalle valide alternative disponibili sul mercato.

0 thoughts on “Energia nucleare: il costo è superiore all'eolico

  1. Dedicato a tutti quelli che reputano redditizzi i soli investimenti che danno beneficio al portafoglio e tralasciano gli numerevoli benefici che derivano dallo spendere. Adesso non ci sono più attenuanti…

  2. IL DIFFERENZIALE DEL P.I.L. NELLA CONFRONTABILITA’ DEI COSTI NAZIONALI
    Di LEONARDO INNOCENTI
    (economista università di Fi ex docente di “Creazione e Gestione dìImpresa” presso la Facoltà d’Ingegneria)
    DIFFERENZA TRA COSTI INTERNI ED ESTERNI; SOLO CHI LO CAPISCE COMPRENDE PERCHE’ IL COSTO DEL NUCLEARE E’ QUASI NULLO RISPETTO AL COSTO DELL’ENERGIA TERMOELETTRICA E DI MOLTI ALTRI TIPI DI ENERGIA.
    DAI Mass-media arrivano imput sbagliatissimi sul confronto dei costi dell’energia elettrica prodotta con i diversi sistemi!
    Un conto sono le “paure”, le “fobie”, le “irrazionalità emotive”che non seguono ovviamente mai le statistiche. Chi non vuole mai salire su un aereo perché ha paura, è soggetto da fobia nei confronti dei voli in aereo. Sono paure per lo più irrazionali, molto simili tra loro, come quello che ha paura delle “falene” oppure del “buio” o di altro ancora. Non ci si può fare niente! La statistica (scienza), dice che a parità di km. percorsi l’aereo è il mezzo più sicuro e l’automobile il più pericoloso. Sono dati scientifici e non discutibili! La maggioranza delle persone non crede che tali calcoli siano una verità, ma in realtà non crede per “paura” e giustifica in qualsiasi modo il suo contrario! Non c’è nulla da fare! Rassegnamoci! E’ troppo presto oggi, per superare quel “pregiudizio”, anche se tra due o tre generazioni probabilmente quel terrore sarà quasi totalmente superato. Tutta la scienza è stata purtroppo molto frenata dai “pregiudizi”. Siamo allo stesso livello dei “capricci” che fanno i bimbi da piccini. Cominciamo quindi a riflettere su quella massima che dice “chi è causa dei propri mali pianga se stesso”! Poi ci torniamo più volte sulle stupidaggini operative dell’Italia che causano a noi un continuo impoverimento rispetto a Nazioni a noi confinanti che con molto più realismo non sono soggette ne a fobie ne a pregiudizi. E’ per mancanza di “logica” e/o di buon senso che si commettono le più grosse stupidità! E le stupidità si pagano sempre!
    Una lezione di “economia dello sviluppo”
    Sul “COSTO” dei beni siamo nel comparto delle “scienze economiche” e non è possibile rassegnarci o passarci sopra come per quelle “fobie” che non hanno conseguenze gravi sull’economia di una intera nazione. Chi esprimere un parere economico nei mas-media e ne fa la “COMPARAZIONE” deve essere un competente economista con profondità di riflessione in “economia dello sviluppo”. Sono sbigottito dal fatto che non solo un premio Nobel come il Prof. Rubbia abbia raccattato da suoi consulenti “mediocri e incompetenti” delle comparazioni economiche come quando in televisione ebbe a sottolineare il fatto che il costo dell’energia nucleare è uno dei più alti, ma anche dal fatto che mai nessun politico nei “talk show” e nessun altro competente chiamato ad esprimere il parere, abbia mai fornito e controbattuto gli antinuclearisti sul concetto della corretta comparazione tra i diversi costi che nel caso in questione è a netto favore del nucleare e non come gli ignoranti sostengono essere quasi uguale alle centrali termiche che vanno a petrolio.
    Sfatiamo queste mega-ignoranze di valutazione! Non ho i numeri per quantificare e valutare i costi delle diverse energie ma parto dal fondo.
    OGNI NAZIONE DEVE CONFRONTARE LE CONVENIENZE DELLE PROPRIE SCELTE, NELLE DIFFERENZE TRA IL PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL)…. IN ALTRE PAROLE CIO’ CHE PRODUCI CON IL LAVORO NAZIONALE NON E’ COSTO, MA VA INTESO SOLO COME MINORE LIVELLO DI DISOCCUPAZIONE!
    La scienza estimativa insegna essenzialmente a fare valutazioni a mezzo di una razionale procedura metodologica “CONFRONTO COMPARATO DI BENI SIMILI”. Anche la matematica finanziaria è disciplina che inizia le sue conoscenze sostenendo che due somme espresse nella stessa moneta, ma riferite a due tempi diversi, non sono confrontabili e sommabili fra loro! Insomma quante volte si dice nell’insegnamento che non ha senso la somma di 3 pere, più due banane, più 5 ciliegie per dire che abbiamo dieci unità di frutta! Quel ragionamento non serve a nessuno! Ancor più irrazionale sommare pere con vagoni del treno!
    Tutti sanno che nell’analisi di un costo di produzione ci sono una sommatoria assai elevata di voci di costo da sommarsi sia per arrivare al “costo di impianto” sia – poi – per effettuare il costo di “gestione” di un impianto. Il costo dell’impianto di una fabbrica è chiamato “costo fisso” edè la prima voce delle “attività” dello “STATO PATRIMONIALE” per la cui entità (di norma il costo sostenuto), si calcoleranno gli ammortamenti. A tale costo degli ammortamenti (sempre con il riferimento al gestionale), va sommata la “reintegrazione totale dei capitali circolanti” (ovvero i capitali che si consumano mentre si usano), e per fare l’energia ci riferiamo ai “propellenti”. I primi costi (costo dell’impianto), li sosteniamo in Italia con manodopera tutta italiana (lo stato la compra da industrie italiane).
    Per semplificare e farci comprendere nell’osservazione di base, limitiamo il confronto fra energia termoelettrica ed energia nucleare. I capitali circolanti, in questo caso, sono essenzialmente il petrolio e l’uranio (che in Italia ci mancano ambedue). Una buona centrale nucleare dell’ultimo tipo con super sicurezze che la Francia neppure si sogna in quanto ormai le loro centrali sono obsolete, si sente dire che costa circa 10 miliardi di euro! Dividendo tale numero per una durata di 40 anni, l’ammortamento annuo di quel capitale è pari a circa 250 milioni di euro che possono divenire 200 milioni se la si fa durare 50 anni. Il costo delle sbarre d’uranio (propellente necessario annualmente e proporzionato a quella centrale), pare non dovrebbe assolutamente superare i 10 milioni di euro per fornire l’energia per un anno. Insomma il propellente costa uno e l’ammortamento della centrale costa venticinque volte di più o comunque almeno venti volte di più.
    Amiamo che si comprenda il concetto generale da parte dello STATISTA e del LEGISLATORE che devono prendere delle decisioni in merito. Coloro che confrontano il totale generale dei due costi (termoelettrico e nucleare), commettono un errore imperdonabile!
    Un confronto corretto per le convenienze di un paese è solo quello che vede il solo confronto di costi in diminuzione del PIL ovvero il confronto del costo dei due propellenti. M’immagino che se confrontassimo il costo dei PIL (il prezzo del travaso dal nostro ad altri paesi per pagare il propellente), si confronterebbe i 10 milioni di euro dell’uranio con qualcosa come 150 o duecento milioni del petrolio, al fine di ottenere la stessa quantità di energia elettrica). Sono stordito e meravigliato dal fatto che ne i politici ne gli economisti non contestino radicalmente quei calcoli e quelle asserzioni degli “antinuclearisti” per tali e tante “bestialità economiche”.
    COSTI INTERNI E TRASFERIMENTI DI PIL TRA NAZIONI: DUE COSTI NON CONFRONTABILI
    La mancanza quasi totale dell’insegnamento dell’economia nelle scuole italiane è forse la causa più determinante per la incomprensione dei giornalisti che pubblicano conti su costi non confrontabili e li mettono in pasto a chi non li può comprendere!
    Va da se che per chi conosce le nozioni di “sviluppo” e di “benessere dei popoli” nonché la relazione stretta tra PIL pro-capite e “benessere”, sia obbligato a concludere solo con una convenienza spropositata per il l’energia che ha la minore incidenza del trasferimento del PIL. Un paese che fabbrica col proprio lavoro (intellettuale e manuale), la “centrale” non deve mettere quasi per nulla il costo dell’ammortamento della centrale nel conteggio di costo in quanto è PIL che rimane all’interno della nazione lascia un PIL pro-capite maggiore. Anche nel bilancio gestionale la manodopera italiana per gestire la centrale non andrebbe calcolata, ma in tal caso per un confronto corretto anche nel gestionale della centrale termica! Insomma ambedue i confronti sul costo dell’energia vanno depurati dell’apporto alla produzione dati dallo stato italiano. Questo è ciò che conta per il politico e statista. Il cittadino non può comprendere questo concetto con facilità, ma chiede però al politico di stare sempre meglio, di avere un vieppiù maggiore stipendio e quindi benessere. Prima o poi il cittadino italiano chiede di conto al politico di turno “come mai il francese ha un maggiore benessere pro capite rispetto all’italiano? Eppure anni addietro stava meglio l’italiano rispetto al francese o all’inglese? Cosa è successo? La risposta è questa, per fobia del nucleare abbiamo delegato a fare l’energia alla Francia, per via di eccessi del sindacato abbiamo delegato di fare le auto a tutti gli altri paesi; per via della giustizia che non funziona abbiamo allontanato molti investimenti dall’Italia e i nostri italiani non lavorano, per via della fobia sul traforo di tale montagna abbiamo rinunciato all’autostrada che dall’ovest passa per la pianura padana e ci avrebbe collegato con le economie dell’est, per via di amministratori furboni e mafiosi (Campania), paghiamo altra porzione del nostro PIL alla Germania per smaltire i rifiuti. Tutte queste fobie e sciocchezze diminuiscono il nostro PIL potenziale e pertanto si torna alla massima di partenza…. chi è causa dei propri mali pianga se stesso! Siccome queste riflessioni non sono facilmente perseguibili da parte del cittadino e per effetto di egoismi regionali o comunali, tali scelte non possono essere lasciate a decisioni locali ma devono essere prese d’imperio (dopo un referendum), dalle autorità governative!
    Per essere più facilmente compresi, facciamo un esempio molto più semplice da comprendersi in quanto scende a livello di famiglia o di piccola impresa familiare anziché di nazione. Supponiamo che una famiglia voglia raddoppiare una certa produzione (in quanto la domanda del mercato gli da tale spazio), può farlo a molti livelli strategici! Si può scegliere tra il livello meno conveniente per l’aspetto finanziario della famiglia che consiste nel prendere tutta la manodopera gestionale esterna (nullo impiego di familiari che magari sono disoccupati), ed anche la realizzazione dei capitali fissi può farsi “in economia” (comprando solo le materie prime che costano solo una piccola percentuale del costo totale), anziché spendere infinitamente di più incaricando ditte esterne e specializzate che comportano un costo da finanziarsi attraverso mutui costosissimi.
    Va da se che il Paese (specie in momenti di grande disoccupazione come quello di questi anni), deve preoccuparsi unicamente di evitare completamente i COSTI ESTERNI (trasferimenti di PIL italiano verso altri Paesi), e non di tutto ciò che rimane in famiglia che anche quello è PIL e quindi benessere che rimane alla tua popolazione!
    Il confronto corretto tra il costo delle energie pertanto va fatto, nazione per nazione, sulla base dei soli costi che comportano la diminuzione del Prodotto Interno Lordo!
    Quale è il trasferimento di PIL dall’Italia ad altri paesi nel caso di scelta nei confronti dell’ Energia Termoelettrica? Quale è il trasferimento di PIL nel caso la scelta ricada sul nucleare?
    Pure prima di fare un REFERENDUM, questo concetto (corretta comparazione dei costi), va fatto comprendere con precisione al popolo e non s’invia un Genio (nel suo comparto e non nell’economia), come RUBBIA, in televisione o anche tanti altre persone ritenute GRANDI CERVELLONI (ignoranti come capre in economia), a leggere e sostenere costi elevatissimi dell’energia nucleare, quando non possono comprendere che il confronto va fatto solo come differenze nei travasi di PIL.
    Le statistiche poi dicono che l’energia nucleare ha finora prodotto percentuali infinitesimali di decessi rispetto alla stessa unità di energia prodotta. Altra follia quella della fobia di un nucleare in casa propria quando i francesi hanno piazzato le centrali sul nostro confine. Quindi il nucleare in casa nostra lo abbiamo di già. Anche noi possiamo fare le centrali a pochi chilometri dal suolo Francese, dalla Svizzera e dalla Slovenia. Certo che economicità e sicurezza sotto il profilo scientifico e statistico sono di gran lunga a favore del nucleare, ma è pur vero che il nucleare avrà una vita limitata in quanto entro una ottantina di anni finirà anche l’uranio. Certo che occorrerà approdare ad altre energie (idrogeno? Rinnovabili? Altre ancora?). Non cogliere comunque il secolo dell’energia nucleare per “fobia pura” quando tutti gli altri paesi del mondo hanno colto al volo quel treno mi pare sia veramente l’idiozia più pure e termino ancora una volta col dire “CHI E’ CAUSA DEI PROPRI MALI PIANGA SE STESSO”
    LEONARDO INNOCENTI

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