Energia eolica: svolta nell'offshore scozzese

Possibile svolta nell'eolico scozzeseSi chiama Fred Olsen Renewables, ed è una delle principali compagnie impegnate a sviluppare il settore dell’energia eolica in Scozia e nel Regno Unito. Con questo presupposto, normale che abbia fatto piuttosto clamore la decisione di abbandonare i piani per la realizzazione di un mega impianto offshore di sfruttamento della forza del vento da 450 MW, i cui lavori di realizzazione avrebbero dovuto iniziare nel 2013, per giungere a completamento nel 2018, ma con una operatività parziale già dal 2016.

La decisione di Fred Olsen Renewables non equivale, ovviamene, a un’uscita dal comparto. Anzi, la compagnia ha deciso di rilanciare le proprie aspettative e i propri impegni nell’eolico, scegliendo tuttavia di concentrarsi sull’onshore che, a detta dei vertici societari “dovrebbe garantire una migliore redditività in termini di tempo e di denaro“.
 
Il managing director di FOR per il Regno Unito, Nick Emery, ha poi ribadito che la Fred Olsen Renewables è una compagnia privata e completamente indipendente, in grado di sviluppare dei progetti di notevole successo, come dimostra l’efficienza energetica raggiunta con il Rig Wind Farms I e II, che da soli forniscono il 10% della capacità energetica eolica della Scozia.
 
Il manager di Fred Olsen ha infine affermato che la società non uscirà completamente dal segmento offshore, continuando ad occuparsi di tale ambito anche nel futuro, principalmente con rapporti di collaborazione e di fornitura ad altre società.

0 thoughts on “Energia eolica: svolta nell'offshore scozzese

  1. REALTA’ DELLE COSE
    http://www.movisol.org/10news262.htm
    L’eolico scozzese funziona… con il nucleare francese
    31 dicembre 2010 (MoviSol) – Nella ventosa Scozia, nelle ultime settimane, sono mancate le correnti d’aria previste per il funzionamento delle turbine eoliche; queste, inoltre, sono state aggredite dal ghiaccio.
    Il quotidiano The Scotsman riferisce che con questo rigido clima i mulini a vento scozzesi hanno espresso il 2,5% circa del proprio potenziale produttivo complessivo. Il calo di produzione cade proprio nel momento sbagliato, quando cioè il grande freddo rende necessaria una maggiore disponibilità di energia. Sul sito Balancing Mechanism Reporting System, usato dal gestore della rete elettrica nazionale per controllare la produzione elettrica del Regno Unito, si da’ notizia del fatto che, in certi momenti, quando la produzione eolica ha raggiunto quei pericolosi minimi, il gestore è stato costretto a comprare energia dalla Francia, cioè a ricorrere all’energia nucleare.
    Siamo al doppio paradosso: pur con questo acquisto dalla Francia, il governo scozzese, stupidamente avverso all’energia nucleare, insiste nell’opporsi alla sostituzione delle due centrali atomiche in funzione, destinate ad essere smantellate, una nel 2016 e l’altra nel 2023.
    Abbiamo bisogno dire altro?!?!?
    RZ

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