Calabroni killer: per la prima volta in Italia 2 specie nello stesso apiario

Due specie differenti sono state avvistate nella stessa zona in Italia: un avvenimento mai verificatosi sino ad oggi e che potrebbe mettere a rischio le api.

Due specie calabroni avvistati Toscana
Vespa velutina (Foto da Canva) – Ecoo.it

Le api da miele sono a rischio a causa dell’invasione delle Vespe Velutina e quella Orientalis. Qualche giorno fa, un apiario in una zona della Toscana è stato severamente minacciato da due diversi tipi di calabrone.

Purtroppo, però, non è la prima volta che queste specie vengono avvistate nel Bel Paese, ma la novità sta nel fatto che insieme in una sola zona non erano mai state viste. Un avvenimento, dunque, più unico che raro che preoccupa.

Vespa Velutina e Orientalis: una minaccia per le api

Le api da miele sono duramente minacciate da alcune specie di calabrone, nel dettaglio da quella Velutina e Orientalis. Daniele Panconi, apicoltore, ha immediatamente fatto presente la questione al sito StopVelutina del Crea.

Api rischio calabroni specie
Api (Foto da Canva) – Ecoo.it

L’apicoltore aveva in precedenza catturato un calabrone, proprio il mese scorso, nel suo apiario. Ciò che aveva notato quel giorno era una vespa orientalis, si tratta di una specie di calabrone proveniente dal mediterraneo meridionale. È noto, però, che l’animale negli ultimi tempi si stia spostando, a causa del clima sempre più caldo, verso nord. Caso diverso, invece, per la specie velutina, questa è arrivata in Italia direttamente dalla Cina nel 2004.

Questi due insetti rappresentano una minaccia serie per le api da miele cacciandole e di conseguenza per l’apicoltura. Fra le due esistono, però, altre differenze, lo stesso Panconi, come riporta Greenme.it, ha notato che le due si comportavano in maniera diversa. La vespa orientalis all’apicoltore è sembrata meno propensa a cacciare le api in volo rispetto alla vespa velutina.

Il progetto

Due specie calabroni avvistati stesso luogo api
Vespa orientalis (Foto da Canva) – Ecoo.it

L’esperto ha raccontato di aver catturato due esemplari delle due specie in pochissimo tempo, circostanza che lo ha portato a pensare che nelle vicinanze fosse presente un nido. Da tempo, si temeva il contatto che poteva esserci fra le due specie, che pian piano si stavano diffondendo in tutta la Penisola. Sono proprio gli esperti a dire di mantenere alta l’attenzione e segnalare gli avvistamenti di questi calabroni, l’obiettivo è quello di limitare il più possibile la diffusione.

Nel frattempo, però, dalla Regione Toscana arriva un progetto che potrebbe essere di grande aiuto per riuscire a contrastare l’arrivo dei calabroni, in tal senso sono stati stanziati 100mila euro.