E’ già capitato su Ecoo di parlare di calcio. Ovviamente, non in maniera prettamente sportiva, ma per quel che concerne l’ecosostenibilità. Ci sono alcuni team calcistici che vogliono ci sia sostenibilità ambientale nelle proprie strutture sportive. Si parla per la maggior parte dei casi di piccole squadre d’eccellenza, ma la speranza è che questa filosofia green si estenda anche ai grandi nomi del calcio mondiale. Intanto, possiamo dirvi che l’appello in parte è stato ascoltato, tanto che alcune Nazioni prenderanno parte alla Coppa del Mondo 2010 del Sudafrica con maglie ecologiche. Vediamo quali.

Siamo da poco entrati nel 2010, che non è un anno come tutti gli altri per l’ambiente, ma è stato determinato come “Anno della Biodiversità“. Come tale, lancia l’invito a migliorare il nostro pianeta con iniziative a tutela dell’ecosistema e innovazioni per lo sviluppo sostenibile. Moltissime le aziende che hanno aderito con progetti ecocompatibili, tra cui Yamamay -nota azienda tessile di intimo e accessori- che ha voluto rendere omaggio all’ambiente con la sensazionale iniziativa “Yamamay Go Green!“, che vuole imporsi anche come stile di vita per vivere in assoluta armonia con la natura.

Bologna si tinge di verde! E’ ciò che sta accadendo in questi giorni. Ieri ha avuto inizio la prima edizione del Festival ecologico con sede al Palazzo Re Enzo, e che vede protagonisti time come l’ambiente, il risparmio energetico e l’ecosostenibilità. In questa prima giornata della manifestazione, i partecipanti principali sono stati bambini dai 6 ai 13 anni che, in collaborazione con l’associazione Monte Sole Bike Group e FIAB, hanno preso parte ad una caccia al tesoro, spettacoli teatrali e passeggiate in mountain bike. Ma non è finita qui, perchè anche oggi è tempo di divertimento!
Il 25 febbraio 2010 verrà premiato il vincitore della super-competizione ecologica di idee e progetti ecosostenibili che prende il nome di “Greener Gadget Competition“. Teatro della manifestazione sarà il McGraw-Hill Conference Center di New York, che vedrà sfidarsi 18 invenzioni utili sia per gli utenti che per l’ambiente. La curiosità è che sarà possibile votare direttamente online il progetto eco-friendly che reputano più divertente o curioso. Le idee in gara sono veramente interessanti e meritano di essere approfondite. Vediamo insieme la situazione attuale.

Mentre Milano è invasa dallo smog, si studiano diversi modi per proteggere i cittadini dall’inquinamento dell’aria. Tra le scoperte al vaglio, un oggettino piccolo ma assolutamente rivoluzionario. Misura mezzo centimetro e pesa due grammi il mini-filtro capace di proteggere le nostre narici dallo smog. L’idea non è nuova visto che risale al 2004 (la mente si chiama Paolo Narciso, avvocato di professione), ma è stata ultimamente ripresa in considerazione per lo sviluppo dal primario pneumologo del Policlinico di Milano, Luigi Allegra.

Ecolight, il Consorzio per il riciclo dei rifiuti elettronici, apre online il primo Museo del riciclo virtuale. Un’idea originale e volta a sostenere sia l’arte che un utilizzo consapevole dei rifiuti, in questo caso elettronici. Come anche sottolineato dallo stesso Walter Camarda, Presidente di Ecolight, che ha voluto commentare in questo modo l’iniziativa: “Creiamo un mondo più pulito, i rifiuti prendono nuova vita, diventano arte“. Una trentina di artisti hanno preso parte alla mostra, con un patrimonio complessivo di circa un centinaio di realizzazioni.

Per la serie “prodotti ecologici”, oggi parliamo delle eco-lampade. Il loro nome è “Joint Lamp” e sono punti luce da tavolo, da terra, abat-jour e non solo. Oltre a rispecchiare il migliore design italiano, sono fatte in cartone riciclato. Proprio così. La struttura è costituita da un “joint” (sistema ad incastro) che ne permette l’intercambiabilità. In ogni confezione si trovano inoltre 4 silhouette. L’impianto elettrico che permette all’oggetto di corrispondere luminosità, essendo posto all’interno della struttura, crea un gioco di luce dinamico e naturale. L’effetto è di un fascio luminoso che attraversa le fronde degli alberi.

Ancora una volta gli Stati Uniti si dimostrano all’avanguardia: pare infatti che un team di ricercatori dell’University of California stiano studiando un metodo per ricavare, sfruttando i meccanismi della fotosintesi clorofilliana, pannelli solari biodegradabili dalle foglie di tabacco. Anche se la strada per ottenerli è ancora lunga, poichè l’idea è agli albori e va sviluppata. Soprattutto, bisogna capire come ricavare l’energia elettrica da questi presunti “pannelli naturali“. Scopriamo qualche dettaglio in più.

In Giappone è stato scoperto un nuovo modo di concepire la plastica. Naturalmente, più ecologica. Gli scienziati nipponici della Japan Science and Technology Agency (JST) hanno creato un materiale flessibile e composto quasi interamente d’acqua (95% circa). La caratteristica di questo materiale ecologico è di essere molto elastico e trasparente. I ricercatori l’hanno ribattezzata “acqua elastica” per via della struttura. Questo è il miglior sostituto della plastica fino ad ora mai realizzato (considerando anche il Mater Bi biodegradabile), grazie ai costi irrisori e alla qualità. Percui, presto potremmo dire addio al petrolio.
Curiosando qua e là per gli esercizi commerciale di un noto shopping center della provincia di Bergamo, mi sono imbattuta in un negozietto veramente eccezionale. Quel che più mi ha colpita, è stata l’assoluta dedizione verso l’ecologia e il cliente. Il negozio si chiama Lush e vende principalmente idee regalo nel ramo della cosmetica, quindi: saponi (anche di quelli che frizzano!), shampoo, bagnoschiuma, creme e tonici per il viso e corpo, e molto altro ancora. Tutti gli oggettini hanno forme colorate, originali, alcuni si ispirano a veri e propri dolciumi (e fanno venire la tentazione di morderli!). Vediamo insieme le caratteristiche eco-friendly di questi prodotti assolutamente originali e profumatissimi.

In molti, ancora adesso, non associano la padella antiaderente (quella col fondo nero, per intenderci) solo alla cucina sana a cottura naturale. Dal 2006, quando era esplosa negli Stati Uniti la notizia che le padelle antiaderenti fossero cancerogene, è stato difficile togliersi questa cosa dalla testa. A quattro anni di distanza, l’acido perfluoroattanico (o, più semplicemente, Pfoa) torna a far parlare di sé: sembrerebbe infatti che da uno studio condotto da un gruppo di ricerca della University of Exeter (pubblicato poi sulla rivista Environmental Health Perspectives), concentrazioni elevate di questa sostanza nel sangue sviluppano la possibilità di contrarre malattie alla tiroide. Con un rischio doppio per il genere femminile.

Il riciclo più efficace e divertente? Ovviamente, quello ricco di fantasia, creatività e rispettoso dell’ambiente. In particolare, viene privilegiato il risparmio energetico per prevenire le emissioni di CO2 ma non solo, anche la prevenzione allo spreco di materiale che può essere rimesso in circolo per dargli nuova vita. Un esempio calzante sono gli eco-progetti lanciati in Giappone, da sempre Paese leader nelle innovazioni tecnologiche ma non solo. Vediamo insieme alcuni di questi concept ecosostenibili.

L’edilizia ecosostenibile ha contagiato anche le vacanze economiche in Europa, approdando negli ostelli della gioventù! Ecco una piccola guida agli alberghi low-cost del vecchio Continente, costruiti o ristrutturati di recente seguendo le regole per il rispetto dell’ambiente. Gli eco-ostelli sono il giusto compromesso per soggiornare seguendo uno stile di vita eco-friendly ma senza spendere una fortuna. Per seguire anche voi la recente tendenza del turismo ecosostenibile, consiglio di dare un’occhiata a questo interessante articolo e scoprire gli eco-alloggi d’Europa.

Anche il calcio si fa ecologico! Il quotidiano britannico “The Guardian” ha voluto curiosare nel fantastico mondo del pallone e ha stilato una classifica sui club più rispettosi dell’ambiente. E’ emerso che l’esempio non viene dato dai grandi nomi, bensì dalle società di categoria minore. Il “primo della classe” è il piccolo Dartford FC che possiede uno stadio con 4.100 posti a sedere (il Princes Park Stadium) e che monta pannelli solari per fornire acqua calda. Inoltre, troviamo un raccoglitore di acqua piovana per il riciclo, spogliatoi rivestiti in legno isolante e riflettori posizionati in modo da essere meno invasivi possibile.