Inquinamento acustico: in pericolo i pesci

Una ricerca inglese ha messo in evidenza che l’inquinamento acustico provocato dall’uomo può mettere in serio pericolo i pesci dell’oceano, che, confusi dai rumori, non sarebbero in grado di ritornare al loro habitat naturale

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    L’inquinamento acustico rappresenta un problema per i pesci dell’oceano, che sarebbero minacciati da questa forma di inquinamento provocata dall’uomo. A dare l’allarme è stata una ricerca condotta da un gruppo di studiosi inglesi, che ha preso in considerazione la Grande Barriera Corallina. Il problema sarebbe rappresentato dal fatto che i pesci si allontanano dai loro habitat naturali a causa dell’inquinamento acustico. I pesci infatti sarebbero deviati dai rumori artificiali e non riuscirebbero a seguire i suoni naturali, per orientarsi e ritrovare l’ambiente che è loro congeniale.

    L’inquinamento acustico che mette in pericolo i pesci è determinato da vari fattori. Le navi, le operazioni relative alla ricerca e all’estrazione del petrolio, gli impianti eolici sono da annoverare tra le cause primarie. A causa di tutti questi elementi i pesci non sarebbero più in grado di utilizzare i suoi emessi dalle altre specie marine, per ritornare alle barriere coralline. Ecco perché la questione si pone con urgenza. La tutela ambientale dovrebbe tenere conto anche di queste forme particolari di inquinamento che interessano il mare.

    I ricercatori sono giunti alla conclusione che i pesci sono in grado di memorizzare i suoni e di ricordarli nel tempo. Per questo il loro comportamento potrebbe essere sconvolto dai rumori artificiali prodotti dall’attività umana sul mare.

    Puntare alla conservazione dell’ambiente vuol dire tenere conto anche di tutte queste questioni, le quali non possono essere ignorate, se si vuole procedere alla realizzazione di un vero e proprio impatto zero a livello ambientale.