Una decisione storica cambia il turismo in Asia: l’Indonesia vieta le escursioni sugli elefanti, mettendo fine a una pratica crudele.
È una di quelle notizie che fanno tirare un sospiro di sollievo. Indonesia ha deciso di dire basta alle passeggiate turistiche a dorso di elefante, diventando il primo Paese asiatico a vietare completamente questa pratica. Un gesto forte, simbolico, ma soprattutto concreto, che segna un cambio di rotta nel modo di intendere il turismo e la tutela degli animali.

Il divieto è entrato ufficialmente in vigore questo mese, dopo un decreto emanato a dicembre, e riguarda sia i centri turistici sia le strutture dedicate alla conservazione della fauna selvatica. Non ci sono eccezioni: niente più elefanti usati come attrazioni, niente più foto con turisti in sella. Una scelta attesa da anni dalle associazioni animaliste, che da tempo denunciano le conseguenze devastanti di queste attività sul benessere fisico e psicologico degli animali.
Una decisione che ora è legge
La conferma è arrivata dall’Agenzia indonesiana delle risorse naturali, che ha chiarito come il divieto sia operativo su tutto il territorio nazionale. Le autorità hanno già segnalato una prima violazione in un centro privato a Bali, una delle mete turistiche più frequentate del Paese.

Alla struttura sono stati inviati due avvertimenti ufficiali, con la minaccia di revoca della licenza in caso di mancato adeguamento. Un segnale chiaro: questa volta non si scherza.
Le reazioni delle associazioni animaliste
La notizia è stata accolta con entusiasmo da PETA, che da anni conduce campagne contro l’uso degli elefanti nel turismo. Secondo l’associazione, dietro le immagini patinate offerte ai visitatori si nascondono quasi sempre violenze, costrizioni e addestramenti traumatici. Catene, isolamento, percosse: tutto per rendere docili animali che, per natura, non sono fatti per trasportare persone.
Per questo PETA ha invitato altri Paesi asiatici, come Thailandia, Nepal e India, a seguire l’esempio indonesiano. Il messaggio è chiaro: il turismo non può continuare a poggiarsi sulla sofferenza degli animali.
L’elefante di Sumatra: una specie in pericolo
Il valore di questa decisione cresce ancora di più se si guarda alla situazione dell’elefante di Sumatra. Questa sottospecie vive solo in Indonesia e negli ultimi decenni ha subito un crollo drammatico della popolazione. Tra il 1985 e il 2012 il numero di esemplari si è dimezzato, soprattutto a causa di bracconaggio, deforestazione e conflitti con l’uomo.
Oggi si stima che ne restino tra i 2.400 e i 2.800. Numeri che hanno spinto il WWF a classificare la specie come in pericolo critico di estinzione. In questo contesto, continuare a sfruttare gli elefanti per intrattenimento turistico non era più sostenibile, né eticamente né ambientalmente.
Un nuovo modo di pensare il turismo
Con questo divieto, l’Indonesia manda un messaggio forte: proteggere gli animali non significa rinunciare al turismo, ma ripensarlo. Osservazione responsabile, rispetto degli habitat, attività non invasive. È questa la direzione indicata.
Non è solo una vittoria per gli elefanti, ma anche un segnale culturale importante. Perché il vero turismo, quello che lascia qualcosa di buono, non sale in groppa agli animali. Impara a guardarli da lontano, senza far loro del male.