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Le specie animali portate in Europa dalla globalizzazione creano danni: cosa si sta facendo

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specie animali europa globalizzazioneVi sono molte specie animali che sono arrivate in Europa in seguito alla globalizzazione e a causa dei mutamenti climatici. Si tratta di animali come il pesce siluro, la tartaruga azzannatrice, le cozze zebrate, i gamberi killer della Louisiana, lo scoiattolo grigio americano. Animali strani da un certo punto di vista, che rischiano di causare danni ingenti in vari campi, agricoltura, pesca, foreste e biodiversità. L’Unione Europea sta cercando di affrontare con un impegno comune la situazione, ma occorre affrettarsi, prima che tutto sfugga di mano.

Piero Genovesi, ricercatore dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del ministero dell’Ambiente, fa notare:
 
“L’invasione di specie aliene è una tra le maggiori minacce alla biodiversità e di gran lunga la causa principale di estinzioni. E’ una questione antica che negli ultimi vent’anni sta esplodendo sulla scia della globalizzazione dei viaggi, del commercio e dell’economia.”
 
Alcuni studiosi propongono di mettere da parte i più noti mammiferi per salvare le specie animali in estinzione, ma in questo caso la situazione è molto più complicata da gestire.
 
Eppure in Italia esistono delle specifiche regole per la gestione degli animali esotici, i quali, una volta non più in mano a chi li ha importati, dovrebbero essere accolti in appositi bioparchi o centri di recupero per gli animali selvatici.
 
Il problema è ingigantito dalle importazioni illecite, nei confronti delle quali ci vorrebbero dei maggiori controlli, specialmente alle frontiere. Inoltre non bisogna trascurare di puntare sulla prevenzione, per evitare conseguenze più grandi.
 
Foto di Cacioetta!

Gianluca Rini

Gianluca Rini è stato collaboratore di Ecoo dal 2010 al 2019, occupandosi di alimentazione sana, riciclo creativo ed ecologia.

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