Il batterio killer potrebbe avere una correlazione con l'agricoltura biologica

Il batterio killer potrebbe avere una correlazione con l’agricoltura biologica, a scatenare quella che ben presto si è trasformata in una vera e propria polemica è stato Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, il quale ha fatto presenti alcuni dubbi al riguardo. Subito si sono fatte sentire le reazioni alla questione, che ha sollevato parecchie polemiche, anche perché ha coinvolto un settore in ampia espansione, come quello dei prodotti biologici. È giusto comunque che i consumatori non abbiano le idee confuse al riguardo.

A causa del batterio killer i consumi di frutta e verdura sono in calo, quindi è inutile alimentare allarmismi. A questo proposito molto significative sono le parole pronunciate da Andrea Ferrante, presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica:
 

Siamo stufi di questo gioco al massacro con dichiarazioni fondate sul nulla, la sicurezza alimentare è in cima alla nostra attenzione e non possiamo accettare che affermazioni fondate sull’ignoranza continuino a provocare ingiustificati allarmi e criminalizzazione di un intero settore, oltre che incidere sui consumi alimentari.

 
Per colpa del batterio killer i supermercati italiani zoppicano, mentre gli esperti del settore assicurano che il batterio killer non ha nulla a che fare con l’agricoltura biologica. Il problema invece potrebbe essere dovuto più che altro all’acqua utilizzata nel processo di manipolazione delle sementi.
 
È comunque importante ricordare che le aziende biologiche possono contare su un’apposita certificazione rilasciata in seguito a specifici controlli. Quindi non ci dovrebbero essere perplessità in tema di sicurezza alimentare.

0 thoughts on “Il batterio killer potrebbe avere una correlazione con l'agricoltura biologica

  1. Non è che biologico=qualità… togliamoci dalle mente questa idea..Esistono una vastissma carrellata di problemi che non necessariamente sono correlati all’uso di sostanze chimiche.
    Le piante hanno la capacità di assorbire dal suolo elementi chimici (eg metalli) che si trovano naturalmente nella natura. Adesso,onestamente, non so che tipi e quali controlli siano fatti prima di ottenere il marchio bio, però ho molti dubbi sul bimomio bio=qualità. Ricordiamoci che esistono una fracassa di veleni, contaminanti, assolutamente naturali,che hanno caratteristiche assolutamente diverse da quelli chimici, ma che comunque esistono !
    Il batterio in se per se è un organismo assolutamente naturale, non ci si dovrebbe scandalizzare per la sua esistenza, indipendentemente da dove deriva….
    leggo spesso il vostro blog, mi reputo un ambientalista ma non sempre condivido ciò che scrivete.
    cordiali saluti

  2. Segnalare le criticità della produzione biologica è una cosa (e nessuno avrebbe niente da dire), raccontare frottole come fa Garattini è un’altra (e non ci stiamo).
    Le uniche cose che si usano per fare i germogli sono semi e acqua, non certo il letame, come ben sanno i molti che si fanno i germogli in casa. Di che ciancia quindi l’esimio farmacologo?
    In agricoltura, poi, non si usa letame tal quale, ma previo compostaggio, processo aerobico controllato che inattiva termicamente i patogeni eventualmente presenti sulla materia prima, dà un terriccio stabilizzato, ricco in humus, in flora microbica attiva e in microelementi.
    E’ lo stesso terriccio che, se esiste, la signora Garattini utilizza per le sue piante d’appartamento.
    Le analisi di routine e quelle specifiche effettuate in questi giorni dalle aziende italiane che trattano sementi da germogli, e quelle disposte dalle autorità sanitarie hanno dato tutte esito assolutamente negativo.
    La stampa tedesca, piuttosto, parla di contaminazione delle acque superficiali (torrenti e ruscelli) e di quella degli acquedotti delle aree rurali. Per addebitare agli agricoltori (biologici o convenzionali, non cambia nulla: si sono individuate tracce di E.coli in entrambe le produzioni) le responsabilità delle autorità pubbliche, che avrebbero consentito l’immissione in circolo di acque non potabili, ci vuole davvero una faccia di tolla.
    Gli articoli campati per aria sui cetrioli spagnoli hanno devastato il comparto orticolo europeo, portando alla disperazione migliaia di innocenti agricoltori. Non intendiamo permettere che la malevolenza di un Garattini qualsiasi (e parlare di cose che si conoscono no, eh?) causi danni al biologico italiano, una delle punte di diamante del nostro sistema agroalimentare.
    Roberto Pinton
    (AssoBio, associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici)

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