Greenpeace: attivisti aggrediti da pescatori di tonno rosso

Attivisti Greenpeace su un gommone
Questa volta gli attivisti Greenpeace se la sono vista davvero brutta. Alcuni uomini della nota associazione ambientalista, a bordo di un gommone, hanno solcato il mare di Malta per protestare contro la caccia spietata al tonno rosso, animale a gravissimo rischio di estinzione. Peccato soltanto che i pescatori del tonno rosso, molto infastiditi dalla presenza di questi ambientalisti durante l’esecuzione delle loro attività lucrative, abbiano ben pensato di “affrontare” gli intrusi con coltelli ed uncini per la pesca. Una rivolta che lascia piuttosto sgomenti. Ecco le dinamiche dell’accaduto.

Gli attivisti di Greenpeace sono stati sempre molto attivi in questi anni, e sono riusciti a far ridurre notevolmente la quantità di pescato nell’area europea. L’obiettivo stavolta era l’isolotto di Malta, dove i pescherecci sembrano fare orecchie da mercante quando si tratta di dare un taglio alle stragi e quindi agli affari. E’ stato così che le due ammiraglie di Greenpeace, “Rainbow Warrior” e “Artic Sunrise”, hanno sganciato sette gommoni per intervenire.
 
Gli attivisti Greenpeace a bordo dei gommoni si sono avvicinati all’area di pesca e hanno protestato in maniera pacifica come sempre, immergendo parte della rete di circuizione per liberare i pesci. Quando però l’equipaggio del peschereccio francese “Jean Marie Christian 6” si è accorto del fatto, ha reagito con inaudita violenza. Tanto che, armati di coltellacci, hanno squarciato due gommoni fino a farli affondare. Inoltre, il lancio di un uncino per la pesca ha procurato lesioni ad un attivista australiano, ferito gravemente ad una gamba. Ma Greenpeace non demorde, e promette di continuare la battaglia fino al 15 giugno.
 
Immagine tratta da:
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15 thoughts on “Greenpeace: attivisti aggrediti da pescatori di tonno rosso

  1. Ma a chi scrive queste cose piacciono le barzellette?Chiamare manifestazione pacifica andare a liberare i tonni dalla rete di gente che con quei pesci ci deve mandare avanti la famiglia?Sapete che aspettavano da un anno di andare a pescare?Sapete che in un mese hanno avuto una sola settimana di tempo per pescare perchè e stato brutto tempo e forse quella è stata l’ultima occasione per pescare visto che ora sarà di nuovo cattivo tempo e il 15 giugno si deve rietrare?A me danno fastidio i fumatori da oggi chi mi fumerà vicino,in modo pacifico,gli prenderò il pacchetto di sigarette e glielo butterò.

  2. Caro Alfonso, grazie per il commento. Accantonando il discorso dell’estinzione del tonno rosso, che può toccare o meno la sensibilità delle persone (e che tu hai -presumo volutamente- glissato), voglio rispondere alla tua replica riguardante la presunta legittimità della posizione assunta dai pescatori.
    Purtroppo, dal momento che la risposta che è stata data a questa azione che ribadisco essere PACIFISTA (niente armi, nessuna minaccia verbale o fisica) ha visto la partecipazione di strumenti atti a provocare del male alle persone, non potrai MAI trovarmi d’accordo. Non posso concepire un gesto del genere, nemmeno se si sta parlando di onesti padri di famiglia. E ritengo debba essere un atteggiamento condiviso, non solo da chi ha a cuore le sorti del pianeta e degli esseri viventi che lo abitano, ma anche da coloro che credono fermamente nel semplicissimo concetto chiamato “civiltà”.
    Un saluto

  3. Cara Marzia,spiegami in una situazione del genere,come avrebbero dovuto difendere,pacificamente,i propi diritti i pescatori?Dite quel che volete,ma comunque sono persone autorizzate a fare questo tipo di pesca,ma nessuno tiene in conto delle tante restrizioni che ci sono per questo tipo di pesca? possibile che i pescatori debbono essere sempre visti come i cattivi?Che dite c’è stato eccesso di leggittima difesa?Siamo tutti pronti a perdonare il tabbaccaio,il gioiellere o chi per esso a causa dei continui furti si arma per difendere la propia attività,se si parla di pescatori,ah!no sono pirati!!

  4. Per quanto riguarda l’estinzione dei tonni,il fatto è che questi tonni si stanno estinguendo solo per la pesca a circuinzione?Visto che in Italia le barche a circuinzione,sono ferme,i palangari continuano a pescare e non viene fermata la pesca sportiva,anzi il governo ha distibuito il 50% della quota delle barche a circuinzione agli altri sistema di pesca(compresa quella sportiva)e già hanno fatto richiesta per l’altro 50%,ma allora che si sono fermati a fare gli Italiani,per far lievitare i prezzi a favore della concorrenza francese?

  5. Se si voleva fare una vera moratoria,si doveva interdire la pesca a qualsiasi sistema di pesca nei mari intorno l’italia,Tirreno,Adriatico e Ionio,quello che si è fatto è solo a danno dei pescatori italiani,ma che importa!! Io vorrei tanto parlare e spiegare la posizione dei pescatori italiani,ma mi trovo sempre di fronte a gente non disposta ad ascoltare,anzi per la maggior parte parla per sentito dire e non sà come sta la verità.Non dico che i pescatori siano sempre stati dei santi,ma adesso ci stanno martoriando.

  6. I fattori che determinano l’estinzione delle specie marine sono molteplici: la pesca ai fini commerciali, ai fini sportivi (in misura decisamente inferiore), i mutamenti climatici ecc. ..ma nella stragrande maggioranza dei casi c’è sempre l’uomo di mezzo.
    Inoltre, perdonami ma la pesca sportiva per potenziale di cattura non potrà mai eguagliare la pesca a circuizione! Le reti dei pescherecci sono immense, questo sistema di pesca distrugge intere colonie di tonni e a lungo andare ne provoca inevitabilmente l’estinzione perchè non riescono a riprodursi in maniera sufficiente. Greenpeace questo lo sa, ed è questo che vuole evitare…lo sterminio di massa.

  7. Non è sterminio di massa andare a pescare decine di migliaia di giovani tonni da agosto a dicembre can le lenze a traino,e non parlo della pesca sportiva vera e propia,ma quella fatta dalle migliaia di diportisti che aspettano quei mesi per farsi vasetti di tonno sottolio.Per anni nelle gabbie sono finiti tonni pescati da barche senza licenza,e alla fine a chi hanno attribuito gli sforamenti delle quote?

  8. Se si è convinti che il tonno sia in estinzione(cosa che per me non è vero,ma è il mio punto di vista,visto che i tonni a mare li ho visti e valutato da venti anni e non da un paio)si dovrebbe combattere su tutti i fronti non solo su quello che fa più notizia e magari è propio il meno dannoso(se fatto con cognizione).

  9. Parliamo nello specifico di tonno rosso….
    Greenpeace ha tentato di fermare quel peschereccio, il fatto ha avuto risalto di cronaca per la reazione dell’equipaggio. non so quante altre volte sia capitata una rivolta cattiva nei confronti di Greenpeace che nulla ha a che fare con la violenza, anzi!
    Alfonso io capisco la tua posizione, del resto, difendi un mestiere che ti vede coinvolto in prima persona e ti permette di vivere. Ma non è possibile giustificare oltremodo un gesto simile…

  10. Per quanto mi riguarda,la pesca per un periodo di almeno 20 giorni effettivi,la taglia minima a 30kg e il rispetto delle quote riferite al 2009,sono più che sufficienti a ripopolare il mare,ciò è dimostrato dal crescente numero di branchi di giovani tonni dai5kg ai 40kg,che si incontrano per tutto il mediterraneo,e questo è un dato di fatto,che un giorno gli ambientalisti non potranno più nascondere,e non farà niente se diranno che è merito loro,tanto per allora sarà cancellata una parte di tradizine marinara italiana a favore delle industrie americane che in tanto sostituiscono sui mercati il tonno rosso con il tonno pinna gialla.

  11. E va bene diciamo che non dovevano reagire.Domani entri a casa e trovi un ladro,che fai?Per chi non è dell’ambiente è difficile capire la gravità dell’azione di greenpeace,per voi sono solo pesci da liberare,per noi sono tutto,il guadagno di un anno intero,il sostentamento della propia famiglia.Che debbo dire pultroppo non abbiamo ricevuto l’educazine da Ghandi,come l’avete ricevuta voi!

  12. Il discorso del ladro non è del tutto sbagliato, ma non perdere mai di vista il fatto che il mare non è di proprietà dei pescatori (come invece potrebbe essere il terreno sul quale hai costruito il tuo appartamento). Per cui nessuno è venuto a “rubare” nulla a voi!
    Tu difendi il diritto della tua categoria a pescare per sfamare famiglia, Greenpeace difende il diritto dell’umanità a preservare l’ambiente (i tonni rossi sono solo un piccolo tassello).
    Il discorso è molto più controverso di quanto si possa pensare 🙂

  13. Il fatto è che già noi pescatori abbiamo accolto bene molte norme per la gestine e la sostenibilità delle risorse,ma ultimamente c’è un accanimento vero è propio contro questa particolare categoria.Non si fosse fatto niente fino ad oggi,ma qui si sta superando ogni grado di pazienza,e tutto ciò è esasperato dal fatto che le federazioni e lo stato non vogliono difedere una categoria,che sotto il profilo politico è perdente in campo internazionale.Mentre poi si permettono cose che per l’ambiente sono molto più dannose.Il mare è di tutti ma se non posso difendere neanche quel minimo di diritto che ho? Molto si è ottenuto per la difesa dei tonni,ma perchè non lasciarci lavorare con quel poco che ci è concesso?Il fatto è che il tonno rosso oggi è un simbolo per molte associazioni ambientaliste,come il Panda,le balene,le tartarughe ecc.e quel che fanno non sono sicuro se è veramente a scopo di tutela dell’ambiente.

  14. mah.. la reazione “assassina ” di questi pescatori non fa che confermare quelle che sono le convinzioni sull’indole di chi vive AMMAZZANDO. Questo al di là del fatto che le denunce che si beccheranno li terrannoa RIVA per un bel po’.Sono senza parole. cHISSà IL LORO FIGLI, DA GRANDI, cosa penseranno di loro.

  15. Bisogna vedere bene chi sono i veri assassini.Intanto voi godetevi la tranquillità delle vostre vite,dove l’ecologia è solo un passatempo e un modo per sparlare di cose che non sapete.I figli dei pescatori sono ORGOGLIOSI dei loro padri,voi delle vostre vite?Siete ecologisti e poi quando andate a fare il bagno al mare,buttate bicchieri, bottiglie di plastica e ogni altro rifiuto in mare e poi sono i pescatori il problema.

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