Home Alimentazione Sana Grani antichi: proprietà, caratteristiche e benefici

Grani antichi: proprietà, caratteristiche e benefici

Quali sono i tipi di grani antichi italiani, da dove hanno origine e quali sono le caratteristiche delle diverse farine con cui ancora oggi si produce pasta, pane e altri prodotti gastronomici. Esiste davvero una differenza tra grano antico e moderno? E quali sono gli altri cereali antichi che possiamo trovare in commercio? Scopritelo insieme a noi.

L’argomento ”grani antichi italiani” appassiona molti amanti della cucina, e non solo. D’altronde il pane è l’alimento per eccellenza dell’uomo che lavora cereali antichi da secoli per nutrirsi. Ma ci sono troppe inesattezze che circolano sui grani antichi, anche in rete. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo letto diverse bufale sulle farine antiche. Per non sbagliare molti si affidano al panettiere di fiducia che assicura di usare solo farine di grani antichi per fare il pane. Ma è davvero così? Ci possiamo fidare? Quando ci viene venduto un pane 100% Senatore Cappelli o di grano Verna, portiamo davvero in tavola una pagnotta di pane prodotta proprio con quella farina di grani antichi? E quali sono le differenza tra farine di grani teneri antichi (Verna, Maiorca e Gentil Rosso) e grani duri antichi duri (Saragolla, Tumminia e Senatore Cappelli)? Occorre fare un po’ di chiarezza per evitare inganni. Seguiteci alla scoperta dei vari tipi di grano che troviamo in circolazione.

40
Grani antichi

Indietro

Grani antichi quali sono?

I vari tipi di grano che l’uomo ha coltivato nel tempo hanno subito delle modificazioni, non necessariamente genetiche. Nel senso che non sono prodotti OGM (organismi geneticamente modificati) ma hanno subito semplicemente delle selezioni genetiche naturali dovute ai vari metodi di coltivazione e ai luoghi di produzione. Di anno in anno i coltivatori selezionavano, anche tramite incroci, le sementi da piantare l’anno successivo in base alla qualità e al gusto. Quali sono i grani antichi, dunque? Il farro monococco, ad esempio, un grano che ha origine agli albori della civiltà umana. E si riconosce grazie alle sue caratteristiche di panificabilità e profilo nutrizionale nettamente differenti da altri grani teneri definiti ”antichi” ma che sono invece più moderni. I tipi di grano antichi cui si fa riferimento oggi hanno un secolo o poco più. Non sono quelli dell’uomo preistorico, dunque, ma sono tutti quelli che l’uomo ha selezionato pazientemente fino ai primi anni del XX secolo, ossia nei primi 30/40 anni del 1900. Dagli anni ’60, con il passaggio ai metodi intensivi di produzione, il grano selezionato ha cominciato a essere diverso, per far fronte alle nuove richieste del mercato. In questo senso bisognerebbe parlare meglio di ”cereali originari” o ”cereali autoctoni”. Il tutto per evidenziare i luoghi di origine e produzione dei vari grani che oggi finiscono sulle nostre tavole.

Indietro