Come curare i gerani, la guida per farli crescere rigogliosi

Come curare i gerani: ecco i consigli utili sul momento ideale per annaffiare i gerani, come prevenire e curare le malattie e farli crescere rigogliosi

Come curare i gerani, vaso di gerani rossi
Foto Shutterstock | Verena Joy

Come curare i gerani? Tipici fiori da davanzale, i gerani hanno molteplici caratteristiche positive: sono assolutamente colorati, belli da vedere, decorativi per finestre, balconi e terrazzi e non così sono difficili da mantenere. Inoltre sono ottimi anche come rimedi naturali per allontanare le zanzare. Ecco perché non dovrebbero mai mancare nella casa di chi ha il pollice verde, ma anche di chi crede di avere il pollice nero, perché prendersi cura di queste piantine non è affatto complicato e tutti possono coltivarle.

Basta soltanto seguire alcune semplici regole, a seconda della varietà di geranio che scegliamo, siano essi gerani edera, gerani parigini o gerani tirolesi, solo per citare alcune specie. Regole che aiutano a far crescere queste piante in maniera adeguata e rigogliose. Per farlo, però, si deve fare attenzione a diversi aspetti. L’esposizione al sole, la quantità di acqua da dare, la concimatura e, non meno importante, la scelta dei vasi. Nonchè il rinvaso, le varie stagioni in cui è bene compiere tutte le operazioni necessarie alla cura e l’esplosione di colori durante la fioritura. Ecco, quindi, tutti i consigli utili su come curare i gerani.

Innanzitutto è bene sapere che i gerani di origine caucasica preferiscono il sole, mentre quelli di montagna vivono bene nella frescura e nella penombra. Bisogna, perciò, scegliere con cura la tipologia di gerani a seconda della collocazione e della temperatura tipica del luogo in cui viviamo.

Per curare i gerani in modo perfetto è bene sapere che la temperatura tollerata tra i 15 e i 25°C. Durante lo sviluppo dei boccioli, invece, il geranio non andrebbe tenuto in pieno sole. Il geranio non ama il freddo quindi, durante il periodo invernale, è bene posizionare la pianta in un angolo protetto del balcone o addirittura dentro casa, avendo cura però di non posizionarlo vicino a caminetti e termosifoni. 

Coltivazione dei gerani in vaso

Per curare i gerani in modo che crescano belli, rigogliosi e in salute, occorre saper scegliere i vasi e la terra giusti. Ideali sono i vasi di terracotta, da preferire a quelli in plastica, perché aiutano il terreno a traspirare. Inoltre non devono essere troppo grandi, il diametro giusto è tra i 18 e i 20 cm, perché in questo modo si aiuta la pianta a distanziare bene le radici e a non farle proliferare troppo a discapito di foglie e fiori. Per quanto riguarda il tipo di terreno, invece, è consigliabile utilizzare un terriccio di torba e terra argillosa, fresco, fertile e ben drenato. Sul fondo del vaso sarebbe bene mettere della ghiaia e un po’ di terreno universale. In commercio esistono in ogni caso terricci appositi per i gerani.

La posizione ideale dei gerani dipende, come detto, dalla varietà del geranio scelto. Penombra per quelli di montagna, sole per quelli caucasici, ma in generale vanno protetti dal vento con fogli di tessuto non tessuto, dal gelo trovando loro un posto dentro casa – soprattutto nel nord Italia dove le temperature sono più rigide – , o un posticino protetto del balcone se il clima è mite.

Nel mondo esistono più di 1000 varietà di gerani, più le interspecie nate da incroci di specie differenti. Tra quelle disponibili in Europa, secondo il Pelargonium for Europe (PfE), le più popolari sono: i gerani zonali, in assoluto i più diffusi e adatti sia per balconi e terrazzo, che per la decorazione di aiuole e giardini, quindi da coltivare direttamente a terra. I gerani edera o gerani rampicanti, con il loro bellissimo movimento a cascata e viticci che arrivano fino a 1,5 metri di lunghezza, e quindi adattissimi a balconi posti in alto (questi gerani sono “autopulenti” nel senso che le parti secche solitamente cadono da sole); gerani regali, caratterizzati da fiori molto grandi e molto colorati. I gerani odorosi, meno appariscenti, ma con fiori variegati, delicati e soprattutto profumati; i gerani parigini, che crescono bene nei climi mediterranei e hanno anche essi, come i gerani edera, una fioritura a cascata.

Potatura gerani, quando farla e in che modo

Il periodo ideale per la potatura del geranio è l’inizio della primavera. Si possono potare gli steli per dare forma alla pianta, senza paura, ma anche senza esagerare, ricordando sempre che si tratta di un organismo vivente, con i propri equilibri e le proprie necessità. In questa fase, inoltre, è bene rimuovere gli ostacoli che impediscono al geranio di godere della luce solare utilizzando forbici da giardino.

Come pulire i gerani

In realtà, anche all’inizio dell’inverno il geranio andrebbe potato, con la pulizia dei rami. Nel caso potrebbe essere utile usare le cesoie per i rami più grandi. In generale, però, il geranio deve essere sempre tenuto pulito effettuando questa opera periodicamente con la rimozione di fiori, foglie e rami secchi, così da prevenire le possibili malattie del geranio e concedere alla pianta il giusto spazio per crescere.

Come innaffiare i gerani

Come tutte le piante in vaso, anche i gerani hanno bisogno di essere innaffiati. Le domande più comuni, in questo senso, sono “troppa acqua potrebbe rovinarli”?, “ogni quanto vanno innaffiati”?, “Qual è il modo migliore per farlo”?

Troppa acqua fa male a qualsiasi pianta e i gerani, in questo caso, non rappresentano un’eccezione. Tuttavia, l’innaffiatura cambia a seconda delle stagioni e della temperatura, ma vale sempre una regola universale: i gerani vanno annaffiati quando la terra appare secca.

A seconda della dimensione del vaso, vanno usati dai 250 ai 500 millilitri d’acqua in primavera o in estate, operazione che va ripetuta anche due volte al giorno nei periodi e nei luoghi particolarmente caldi. In inverno invece la pianta, essendo a riposo, non necessita di grandi quantità d’acqua: una o due volte alla settimana possono bastare, considerando anche che il geranio va protetto dal freddo intenso e dal gelo.

L’ideale per annaffiare i gerani è utilizzare acqua a temperatura ambiente e non fredda, preferibilmente la sera tardi, quando il sole è tramontato e la terra è ancora calda. Nei periodi caldi, invece, la seconda innaffiatura andrebbe fatta al mattino presto, prima che il sole sia alto e rischi di bruciare le piante.

L’annaffiatura è corretta se essa viene effettuata con l’annaffiatoio oppure con diffusore a pioggia e se rivolta al terreno, mai alle foglie, ai fiori o alle ramificazioni, poiché il sole potrebbe bruciarle a causa dell’effetto “lente”. Particolare attenzione nel curare i gerani, infine, va dedicata a non far rimanere ristagni d’acqua perché possono causare malattie.

Concime per gerani fatto in casa

Curare i gerani significa anche occuparsi del concime. Uno degli aspetti fondamentali del come curare i gerani si basa sull’utilizzo di un ottimo concime naturale. In questo caso risulta essere la birra, perché ha notevoli proprietà utili per questa pianta. Basta aggiungere un po’ del lievito presente all’acqua di innaffiatura e il geranio crescerà più rigoglioso. Inoltre se si un batuffolo di cotone imbevuto di birra sulle foglie, queste saranno più brillanti; la birra risulta essere un ottimo antiparassitario naturale contro le lumache e infine anche contro vespe e calabroni.

Per ottenere un vero e proprio concime, la si può utilizzare (nella misura di una lattina) con una tazza di ammoniaca, una di sale inglese e due tazze di acqua spruzzando il composto ottenuto sulle piante. Un altro “concime naturale per gerani” è rappresentato dalle bucce di banana: ricche di potassio, vanno fatte seccare in forno per qualche minuto e poi sbriciolate sul terreno.

Gerani, le malattie e come curarle

Il geranio può ammalarsi per diverse cause. Se attaccato da batteri, come lo xanthoamonas campestris o lo pseudomonas cichorii, che provocano delle macchie marroni sulle foglie e poi l’appassimento della pianta. In questi casi l’unica cosa da fare è estirpare la pianta infetta per evitare che contagi anche le altre, e cambiare il terreno infetto. Un’altra causa di malattia del geranio sono poi i funghi, come il puccinia pelargonii zonali, che provoca ruggine, o i pythium, che colora le foglie di nero, portandole a marcire. Il consiglio per contrastare i funghi è quello di diminuire l’annaffiatura e sostituire il terreno troppo intriso d’acqua con uno ben drenato e asciutto.

I gerani poi possono essere anche colpiti da virus, con macchie sulle foglie e vere e proprie bolle. In questo caso si possono solo allontanare i gerani infetti per evitare che contagino gli altri; e da parassiti animali, come i tripidi, gli afidi e il ragno rosso, che abbonda solitamente sui terrazzi assolati. In tutti i casi è importantissima la prevenzione: per evitare malattie, infatti, è bene non annaffiare le foglie, non lasciare ristagni d’acqua e usare strumenti da taglio puliti e disinfettati. 

Se i gerani sono stati attaccati da parassiti, si può intervenire eliminando le parti colpite. Rimuovendo uova e larve visibili a occhio nudo, con cotone imbevuto di acqua e decotto d’aglio. Anche applicare l’olio di Neem sulla pianta risulta buono per contrastare l’azione dei parassiti.

Cura del geranio: talea e rinvaso

I gerani sono adattissimi alla crescita in vaso e non per niente sono i fiori più utilizzati, da nord a sud, per decorare davanzali, balconi e terrazzi. Anzi: dato che non richiedono vasi molto grandi, sono anche facili da spostare (ad esempio nei periodi invernali) e ottimi per non pesare troppo su eventuali fioriere sporgenti.

Talea gerani

Il periodo ideale per la talea dei gerani è aprile-maggio. La talea si ricava dai germogli più robusti, quelli di circa 10 cm: con un coltello affilato e ben disinfettato alla fiamma, si taglia subito sotto il nodo, evitando la sfilacciatura dei tessuti. La talea va poi interrata e il vaso che la ospita va protetto con pellicola trasparente per creare un ambiente caldo, umido e confortevole.

Quando trapiantare i gerani

Il geranio va rinvasato in primavera con terra argillosa e torba. I vasi non devono mai essere troppo grandi, ma devono rimanere intorno ai 20 cm di diametro. Il rinvaso infatti non viene effettuato per ingrandire i vasi, ma per cambiare il terriccio e far sì che la pianta abbia linfa vitale nuova.