Raccolta differenziata, l’alluminio mette in difficoltà

Ecco i risultati del primo sondaggio lanciato da Ecoo: partendo dal basso, secondo i lettori i materiali più difficili da differenziare nella vita quotidiana sono rispettivamente il vetro con l'11%, la carta con il 16%, Plastica con il 30% e infine, al top troviamo l'alluminio con il 44% delle preferenze

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    Il risultato del sondaggio indetto negli scorsi mesi dal titolo “Nella vita quotidiana, è più difficile fare la raccolta differenziata di…?” ha dato i seguenti risultati: Vetro (11%), Carta (16%), Plastica (30%) e Alluminio (44%).

    Il vetro non crea molti dubbi, infatti si è rivelato all’ultimo posto della graduatoria. E’ molto semplice riconoscere un materiale vetroso: bottiglie di salsa, barattoli di conserve, bicchieri, ecc. Gli unici dubbi, secondo il mio punto di vista, possono essere rappresentati dalla difficoltà del distinguere un packaging in plastica dura, che spesso viene assimilato al vetro ma a tutti gli effetti non lo è.

    Penultimo posto per la carta. E’ semplice definire cartaceo un foglio di carta da quaderno o una scatola da imballaggio, si sa. Ma l’involucro del gelato confezionato? Qui, insinuo nei lettori qualche esitazione. Che sia tra i motivi del 16%?

    Seconda piazza per la plastica come più difficile da differenziare. Con il 30% dei voti, possiamo dire che le lacune in merito sono parecchie! Ebbene, stesso discorso che vale per la carta: ci sono alcuni materiali che hanno parvenza plastica, ma che in realtà non lo sono. O, ancora peggio, sono di plastica ma non PET o comunque riciclabili. Amici dell’ambiente, fate sempre attenzione a quanto riportato sulle etichette dei prodotti.

    In cima alla classifica troviamo lui: l’alluminio. Con il 44%, si è rivelato il trionfatore del sondaggio proposto da Ecoo. Ebbene, l’alluminio mette in difficoltà tanti di voi: come mai? Scatolette di latta, lattine di bibite e tappi di barattoli sono facilmente associabili alla categoria. Quello che io penso metta nella mente dei consumatori questi dilemmi amletici sia il Tetrapak (riconducibile al cartone del latte, dei succhi di frutta, ecc.). Nel comune di Milano, il tetrapak finisce dritto nella carta. Nel comune del mio paese (hinterland milanese), invece, il Tetrapak viene riposto nella plastica. In altri comuni, si richiede che le scatole con Tetrapak vengano divise: la parte in carta nella carta, la parte in alluminio dentro il contenitore dell’alluminio.

    Insomma: i dubbi ci sono, e sono tanti. Il mio consiglio è di consultare il sito internet del vostro Comune di residenza oppure telefonare agli uffici per avere tutti i dati che vi interessano. In alternativa, fare riferimento al seguente articolo di Ecoo: Rifiuti: come fare la raccolta differenziata.

    Immagine tratta da:

    ferrara.blogolandia.it