Parco della Maddalena: nave cisterna rilascia liquidi inquinanti?

Nel Parco della Maddalena è stata individuata una chiazza provocata dallo sversamento di sostanze possibilmente inquinanti, rilasciate da una piccola nave cisterna maltese

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    È la volta del Parco della Maddalena: anche quest’area naturale si troverebbe ad aver a che fare con un problemi di inquinamento. Il tutto è un sospetto, ma la questione suscita un certo allarmismo, in quanto è stato riscontrato che una piccola nave cisterna potrebbe aver rilasciato uno sversamento di liquidi inquinanti nelle acque del mare. È stata infatti individuata una chiazza di sostanze di 12 miglia di lunghezza e 200 metri di larghezza sulla scia di una nave cisterna maltese che pochi giorni fa ha transitato proprio fra le isole del parco.

    La chiazza è stata avvistata da un aereo della marina francese, che sorvolava la zona con l’obiettivo di effettuare controlli legati proprio a combattere le pratiche illecite di rilascio di sostanze inquinanti nel mare.

    A proposito delle tracce eventualmente inquinanti riscontrate in quest’area marina, è stato diffuso un comunicato, il quale afferma: “L’indagine condotta dal reparto di Marsiglia della polizia marittima, determinerà se i risultati della traccia osservata derivino da un’operazione di pulizia dei serbatoi o da altra parte della nave. Il rischio di inquinamento dovuto presumibilmente ad una miscela di detergenti e residui di olio ricorda tuttavia, con drammatica attualità, la vulnerabilità delle due aree protette transfrontaliere del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio.

    Il problema è sempre lo stesso: negli ultimi anni lo stretto di Bonifacio è stato attraversato da più di 3.400 navi, alcune delle quali hanno trasportato merci pericolose, come petrolio, gas e prodotti chimici. Non si devono trascurare le conseguenze per la biodiversità marina della zona.

    È da ricordare infatti che questo parco marino costituisce l’habitat fondamentale di numerose specie del Mediterraneo, alcune delle quali sono protette anche da provvedimenti messi in atto dall’Unione Europea. L’attenzione quindi è veramente d’obbligo.

    Foto di Bufia