Ogm: tutti contro Clini, anche il Ministro dell’Agricoltura

Gli Ogm secondo il ministro Clini possono portare dei benefici in molti settori

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    Le opinioni sugli Ogm espresse da Clini hanno scatenato una serie di reazioni. Adesso tutti si sono affrettati a ritrattare e a discostarsi dalla posizione manifestata dal Ministro dell’Ambiente. I cittadini, le associazioni ambientaliste, i politici, non ultimo il Ministro dell’Agricoltura Mario Catania. Non tutti infatti hanno gradito le indicazioni di Clini sulla riflessione da aprire in Italia a proposito delle applicazioni degli organismi geneticamente modificati.

    A cura di Gianluca Rini

    In particolare il Ministro Catania, a proposito dell’apertura, seppur parziale, verso gli Ogm ha dichiarato: “Non è nell’interesse del sistema agricolo italiano, non vogliono gli Ogm né i consumatori e né i produttori, quindi credo che la nostra posizione debba restare negativa; questo non vuol dire che non si debba fare ricerca.

    Eppure Clini ha specificato che, senza l’ingegneria genetica, non saremmo arrivati ad avere alcuni prodotti tipici locali, come il basilico ligure, la cipolla rossa di Tropea, il pomodoro San Marzano.

    Ma gli esperti hanno accusato il Ministro Clini di non conoscere la differenza fra incroci (di questo infatti si può parlare per i prodotti locali) e Ogm. Questo è infatti ciò che è stato espresso da Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace. Legambiente dal canto suo si stupisce che Clini non faccia richiamo alla biodiversità, intesa come importante patrimonio da valorizzare.

    Giuseppe Politi, presidente della Confederazione degli agricoltori, ha dichiarato: “Il Ministro è partito con il piede sbagliato sugli Ogm. Non condividiamo alcune delle tesi esposte e siamo fermamente convinti che gli organismi geneticamente modificati non servono alla nostra agricoltura diversificata e saldamente legata alla storia, alla cultura, alle tradizioni delle variegate realtà rurali.

    Sulla questione degli Ogm intanto l’Europa dovrà prendere una decisione a giugno e non resta che vedere quale sarà in maniera definitiva la posizione dell’Italia. È certo impensabile che, da qualsiasi parte stia la ragione, non si tenga conto della sostenibilità ambientale e della salute dei consumatori.

    Clini dice sì: “Possono portare benefici”

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    Il ministro Clini, nel corso di un’intervista, ha spiegato la sua posizione relativamente agli Ogm. Secondo il ministro dell’Ambiente si tratta di un settore che potrebbe portare dei benefici in molti casi. Clini ha spiegato che l’Italia non ha previsto ancora un’apertura tout court agli Ogm nel nostro Paese, ma ha accolto con parere positivo la proposta della Danimarca, che è relativa alla concessione da parte dell’Unione Europea delle autorizzazioni relative agli Ogm. Secondo alcuni Paesi, come l’Italia, la Danimarca, la Spagna, la Svezia e l’Ungheria, i Paesi stessi dovrebbero in seguito decidere in che modo applicare le norme e dovrebbero avere comunque la possibilità di vietarle.

    Quella che emerge è quindi un’apertura, ma condizionata ad alcune regole, per poter tornare comunque sui propri passi. Secondo Clini comunque in Italia “bisogna aprire una seria riflessione che deve coinvolgere la ricerca e la produzione agricola sul ruolo dell’ingegneria genetica e di alcune possibili applicazioni degli Ogm“.

    Clini parla di una diffidenza e di una paura da parte dell’Italia nei confronti dell’alterazione della tipicità dei prodotti agricoli, ma afferma anche che esiste un vero e proprio paradosso in questo senso: “Senza l’ingegneria genetica oggi non avremmo alcuni fra i nostri prodotti più tipici. Il grano duro, il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, il basilico ligure, la vite Nero D’Avola, la cipolla rossa di Tropea, il broccolo romanesco: sono stati ottenuti grazie agli incroci e con la mutagenesi sui semi“.

    La ricerca e l’ingegneria genetica, secondo Clini, non si devono assolutamente sottovalutare, anche se non mancano gli aspetti preoccupanti: “L’ingegneria genetica in agricoltura può creare semi nuovi e questi semi nuovi possono essere anche molto pericolosi, non ci sono dubbi. Su questo condivido le preoccupazioni della Coldiretti, diverse da quelle di Confagricoltura“.

    Non mancano però, secondo Clini, gli aspetti positivi: “Se poi andiamo al di là dell’agricoltura di tipo alimentare gli effetti positivi degli Ogm diventano davvero molti. In tutta l’agricoltura non alimentare, ad esempio: come le culture tessili, il pioppo, la canna, le graminacee, il sughero. Ma possiamo tenere presente che gli Ogm sono importanti per creare specie resistenti a condizioni estreme in zone marginali soggette a dissesto idrogeologico e alla siccità. Ma non solo“.

    Per Clini gli Ogm sono importanti anche per quanto riguarda le applicazioni nei Paesi in via di sviluppo (“si possono applicare semi di Ogm per frutti o prodotti alimentari addittivati con vitamine o con vaccini“) e in Giappone, dal momento che potrebbero salvare l’agricoltura del Paese dopo la tragedia dello tsunami.