Inceneritori: l’alternativa è cementificazione dei rifiuti

E' stato brevettato un metodo sostitutivo alle discariche ma, soprattutto, agli inceneritori

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    Cementificazione dei rifiuti

    Dalla ridente cittadina di Peschici arriva una notizia davvero interessante. E’ stata messo a punto la cementificazione dei rifiuti, un innovativo sistema per smaltire i rifiuti che prevede l’accorpamento degli scarti in blocchi costituiti da cemento e calcestruzzo. Aldo Cannavò, colui che ha ideato e curato il progetto, ha dichiarato che “E’ possibile costituire forme diverse e misure che vanno da quella di un mattone a quella di un container“. Molto interessante, visto e considerato che questo sistema riduce l’impatto ambientale, ha dei costi notevolmente inferiori e permette di riutilizzare i blocchi di cemento per altri impieghi.

    In Italia una soluzione del genere calzerebbe proprio a pennello, considerando che il nostro Paese soffre il problema della gestione e smaltimento dei rifiuti. Inoltre, un buon 70% dei rifiuti viene spesso stoccato nelle discariche: quelle legali si stanno rapidamente saturando, con il rischio di inquinare il terreno e le falde acquifere con metalli pesanti e sostanze tossiche. Con tutti i rischi ambientali che questo comporta. Questo metodo della cementificazione è capace di ovviare a questo disagio e nel migliore dei modi. Ecco come funziona esattamente: un macchinario apposito miscela una colata composta dal 20-40% di rifiuti solidi urbani, e per il resto della massa di calce, cemento e altri residui usati in edilizia. I blocchi creati, permettono di catturare al loro interno i rifiuti, già sminuzzati all’occorrenza.

    Un’idea davvero utile. Cannavò inoltre suggerisce come questi manufatti di cemento possono essere utilizzati: per creare “massicciate di contenimento per terreni franosi e argini di fiumi, fondi stradali, fondi stradali, rampe di cavalcavia, plinti di tralicci, riempimenti terrestri e portuali, parti sommerse di moli e banchine, isole marine ad uso turistico o industriale, per l’attacco provvisorio di navi, per impianti eolici e impianti solari, blocchi dissuasori contro reti a strascico“.