Gestione dei rifiuti, quanto costa lo smaltimento all’estero

Gestione dei rifiuti, quanto costa lo smaltimento all’estero

Trasferire i rifiuti all’estero per lo smaltimento ha prezzi notevoli, che pesano sull’economia nazionale

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    La gestione dei rifiuti nel nostro Paese si pone come una questione piuttosto complessa, difficile da far giungere ad una soluzione definitiva. Il quadro è reso ancora più articolato dai costi notevoli che devono essere sostenuti per portare la spazzatura all’estero, nei Paesi in cui andrà incenerita. I prezzi non possono certo lasciare indifferenti. Basti pensare per esempio che spedire i rifiuti dalla Campania in Olanda, per essere adeguatamente smaltiti, costa 110 euro a tonnellata. Il prezzo è pari a trenta euro in meno del denaro necessario per trasportare con i tir i rifiuti in Puglia. La situazione è comunque piuttosto variegata da regione a regione.

    A cura di Gianluca Rini

    Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, ha fatto notare: “Circa 15 milioni finiscono in discarica. I costi dello smaltimento variano da zona a zona: 70 euro a tonnellata a Roma, 200 euro invece nelle regioni del Nord e in Sicilia. La realtà è che utilizzare la discarica costa ancora troppo poco. Facendo una media nazionale di 100 euro a tonnellata, ogni anno buttiamo dalla finestra un miliardo e mezzo di euro, anche perché quei rifiuti sono irrecuperabili. Persi per sempre.”

    In tutta Italia sono stati spesi otto miliardi e mezzo per la gestione integrata dei rifiuti. Cifre che pesano nell’economia nazionale, a differenza degli altri Paesi europei, dove le cifre per il conferimento dei rifiuti in discarica costa molto meno: 65 euro a tonnellata in Belgio, 20 – 30 euro in Olanda, 3 euro e mezzo in Portogallo, per fare alcuni esempi significativi.

    In ogni caso il trasferimento dei rifiuti all’estero non può rappresentare una strategia definitiva.


    Raccolta differenziata o tritarifiuti? Una domanda per l’ambiente

    raccolta differenziata tritarifiutiLa raccolta differenziata è considerata una strategia fondamentale per la migliore gestione dei rifiuti. La differenziazione della spazzatura è molto importante per portare avanti un impatto ambientale ridotto che vada a favore della salvaguardia dell’ambiente.

    La raccolta differenziata va bene anche per l’umido? O è meglio ricorrere al tritarifiuti? L’interrogativo pone parecchi dubbi, perché non è facile trovare una risposta precisa. In particolare i tritarifiuti sono molto utilizzati negli Stati Uniti, ma nel nostro Paese sono quasi ignorati.

    Sul loro uso si possono individuare pro e contro. Secondo i produttori i tritarifiuti sarebbero fondamentali per la sostenibilità ambientale. Essi sono infatti in grado di ridurre in poltiglia i rifiuti biodegradabili e questo porta all’evitare che i rifiuti organici siano smaltiti in discarica, facendo risparmiare anche la quantità di emissioni.

    Inoltre attraverso il tritarifiuti si ottiene un fango di depurazione che può essere riutilizzato in agricoltura. Non tutti però sono d’accordo con questa posizione.

    Ecco per esempio che cosa dice Legambiente, rappresentata in questo caso dal vicepresidente Stefano Ciafani: “L’organico in fognatura? Le tubature sia degli edifici sia sotterranee non sono attrezzate, e inoltre 18 milioni di italiani non sono serviti da depuratori: questo significa che gli scarichi di 18 milioni di italiani vanno nei fiumi, nei laghi, nel mare. E se ancora non bastasse, l’80-90 per cento delle industrie italiane sono classificate come piccole e medie, e scaricano nelle fognature civili. Significa che nei fanghi finiscono metalli pesanti“.

    Lo smaltimento dei rifiuti umidi resta pertanto un problema. C’è da chiedersi anche se le aziende che gestiscono le acque reflue hanno tutte le carte in regola per riuscire a smaltire adeguatamente i rifiuti organici triturati.

    Non in tutti i casi ci sono quelle condizioni adatte perché venga portato avanti questo obiettivo. La questione non è affatto facile da risolvere, perché comunque si dovrebbe potenziare il sistema della gestione dei rifiuti, per creare anche quelle condizioni necessarie, che consentano anche un opportuno smaltimento delle acquee reflue con i rifiuti umidi ridotti in poltiglia.

    Senza questi provvedimenti non potremo mai veramente scegliere di ricorrere al tritarifiuti.

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