Energie rinnovabili: l’Italia può ancora migliorare

Energy [R]evolution Italia di Greenpeace rivela come l'Italia possa farcela: è possibile che nel 2050 vengano ridotte notevolmente le emissioni di gas serra

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    Energy [R]evolution Italia, il prospetto prodotto da Greenpeace grazie al supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR), spiega come il nostro Paese possa raggiungere l’obiettivo più ambizioso per il nostro clima (e per evitare il disastro naturale). Sostiene infatti che per l’Italia sia possibile tagliare le emissioni di gas serra del 70% entro il 2050 (rispetto al 1990), rispetto ai livelli registrati nel 1990. E tutto questo è possibile, rimarcano, senza bisogno del nucleare. Leggiamo insieme questi interessanti sviluppi.

    Le protagoniste di questo ambizioso progetto sono ancora loro: le energie rinnovabili. L’Europa intera ha chiesto ce queste diventino il 20% delle energie prodotte, entro il 2020. L’Italia deve lavorare ancora molto, visto che siamo arrivati ad un “misero” 7% (i rimanenti 93% sono energie derivanti da fonti fossili). Ma il cammino è lungo, e va percorso poco alla volta.

    Altra mossa da effettuare è prendere le dovute misure di efficienza energetica, in modo da poter abbattere la domanda di energia del 32% circa entro il 2050. Eliminando gli sprechi energetici, così, le energie rinnovabili saranno in grado di soddisfare entro il 2050 il 61% dei consumi energetici. La restante percentuale verrà coperta dal gas. Un bel progetto, no?

    Il rapporto conclude così: “Perseguire stringenti obiettivi ambientali rappresenta anche un vantaggio economico per il sistema Paese. Permetterebbe di sostenere la ripresa economica, aumentare l’indipendenza energetica dall’estero, rilanciare lo sviluppo tecnologico, l’innovazione, la competitività delle industrie e della ricerca. Energie rinnovabili ed efficienza possono creare circa 80 mila nuovi posti di lavoro verdi al 2020 considerando solo l’occupazione diretta nel settore elettrico. Tenendo conto anche dei posti di lavoro nell’indotto e il contributo del settore termico si arriva a 300 mila nuovi occupati“. Il primo passo da compiere secondo Greenpeace è, nemmeno a dirlo, cambiare gli standard nazionali e tagliare il più possibile le apparecchiature inefficienti (un pò come è successo con le vecchie lampadine ad incandescenza, sostituite con le più ecologiche ed efficienti lampade a risparmio energetico).

    Immagini tratte da:

    iis-newton.it

    menfivive.it

    marcellazappaterra.files.wordpress.com

    verde-oro.it

    pratoblog.it

    enelgreenpower.com

    multiutility.biz

    ecoenergysole.it