Ecoincentivi auto 2013-2015: problemi e rinvii all’orizzonte

Il ministro Passera non ha firmato il decreto attuativo relativo agli ecoincentivi auto 2013-2015

da , il

    ecoincentivi auto 2013 2015

    Gli ecoincentivi auto 2013-2015 sarebbero dovuti partire l’1 gennaio 2013. Erano destinati all’acquisto di auto ecologiche, in particolare di elettriche, ibride, ad idrogeno o a carburanti alternativi, a patto che si caratterizzassero per emissioni di anidride carbonica fino a 120 g/km. Tutto si è invece concluso in un nulla di fatto, perché gli ecoincentivi in questione non sono partiti. Il ministro Passera non ha firmato il decreto attuativo relativo al provvedimento, rimanendo fermo nelle maglie intricate della burocrazia italiana.

    La legge prevedeva 60 giorni per firmare il decreto ma nella realtà dei fatti non è stato concretizzato ciò che era stato stabilito dal decreto sviluppo.

    Il Governo Monti ha inserito anche le norme riguardanti gli ecoincentivi nella legge di stabilità, apportando delle modifiche alla legge sviluppo numero 134. Sono stati quindi attuati dei cambiamenti che si sono rivelati decisivi nel far ritardare la messa a disposizione delle somme disponibili per acquistare auto a basso impatto ambientale.

    Si è fatta anche parecchia confusione, perché si è finito con l’avere un vero e proprio paradosso: si sa quando gli incentivi termineranno e non quando partono. Se a tutto questo aggiungiamo il problema della crisi politica, che ha portato alle dimissioni del Governo tecnico, si rischia veramente che la vicenda non abbia un esito positivo.

    Tutto ciò non fa altro che andare contro la sostenibilità ambientale, perché anche le imprese avrebbero beneficiato dei soldi. L’inquinamento prodotto dalle automobili rappresenta una questione sulla quale non si può soprassedere.

    Tra l’altro, cambia anche l’importo totale messo a disposizione per i cittadini. Inizialmente si era parlato di 50 milioni di euro per il 2013 e di 45 milioni sia per il 2014 che per il 2015. Poi si è passati rispettivamente a 40 e a 35 milioni di euro. Di questi soldi soltanto 4,5 milioni per ogni anno sono riservati ai privati.

    Ancora una volta non si è riusciti a garantire la possibilità di prendere misure serie contro lo smog. In Italia si è parlato tanto di questo argomento, ma sembra che, come spesso accade nel nostro Paese, le parole non corrispondano ai fatti.

    Foto di canonsnapper