Barriera corallina: il ritorno della vita nelle isole della Fenice

Barriera corallina: il ritorno della vita nelle isole della Fenice

La barriera corallina nelle acque marine delle isole della Fenice sembra ritornare alla vita, dopo ingenti danni ambientali con conseguenze anche sulla biodiversità animale e vegetale

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    La barriera corallina si caratterizza per un ritorno della vita nelle isole della Fenice. Ingenti danni ambientali erano stati causati a questo ambiente naturale dell’Oceano Pacifico in seguito al riscaldamento delle acque marine. I danni avevano influito sulla biodiversità animale e vegetale di questo luogo, ma la situazione sembra a poco a poco migliorare. L’habitat naturale infatti si va ripopolando di quelle specie che erano tipiche di questo ecosistema dai delicati equilibri naturali, un vero ritorno alla vita, immortalato in delle foto meravigliose, frutto del lavoro di Brian Skerry.

    Anche di recente si sono riscontrati dei rischi a cui sono sottoposte le barriere coralline in tutto il mondo a causa dei cambiamenti climatici. Si è riscontrato ad esempio che a causa dei mutamenti climatici le barriere coralline dei Caraibi diventano bianche. Proprio questo era accaduto nel caso delle isole della Fenice.

    Ultimamente si scorge qualche tartaruga verde nuotare fra i resti di corallo morto, un pesce falco in prossimità delle alghe rosate, che indicano che le condizioni dell’ambiente marino stanno migliorando o un gruppo di pesci pappagallo, molto utili alla rinascita delle barriere coralline.

    I pesci pappagallo infatti mangiano le alghe e liberano le scogliere, in modo che le alghe rosa possano ricostituirsi come substrato per il nuovo corallo. Non per tutte le barriere coralline si verificano questi miglioramenti. Basti pensare che le barriere coralline del Giardino dei coralli in Sudan sono a rischio.

    Nelle acque marine delle isole della Fenice un timido affacciarsi di una cernia tropicale o di qualche pesce chirurgo dalle pinne gialle indica che qualcosa sta cambiando e che si può sperare nella ricostituzione di quella biodiversità, che a buon diritto può essere considerata un vero e proprio patrimonio ambientale.

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