Protezione animali, è allarme cani randagi: in Italia sono mezzo milione

Dog Park
Il tema della protezione animali e della loro cura non prende in considerazione solo le specie in via di estinzione o gli animali a rischio, ma si occupa anche di situazioni quotidiane di cui spesso neanche ci accorgiamo. L’abbandono e il maltrattamento degli animali, ad esempio, che vede il suo massimo picco -in negativo, s’intende- d’estate, quando molti cani e gatti vengono abbandonati in mezzo alle strade, con rischi per la vita degli animali ma anche degli automobilisti.

I dati sul randagismo in Italia non sono affatto incoraggianti: la recente uccisione di un automobilista a causa di un branco di cani randagi ne è l’esempio, così come l’aggressione subita qualche mese fa da un bambino. La Lav, infatti, dichiara che i dati relativi a questi animali domestici e al loro abbandono fanno rabbrividire: viene lasciato al suo destino un esemplare ogni 3 minuti. Ad oggi si contano mezzo milione di cani per le strade. Il taglio dei fondi per evitare questo fenomeno, unito al comportamento di questi esseri umani -se così si possono cambiare-, ha reso il fenomeno sempre più dilagante. E le proposte per gestire l’emergenza sono tra le più disparate, dall’adozione facilitata, al canile, oppure, l’eutanasia. Uno studio dice che ogni cane in canile costa dai 300 ai 1000 euro all’anno al Comune e quindi ad ogni contribuente: un costo che sicuramente vi sembrerà impegnativo da sostenere, ma che evita che questi animali -che dovrebbero essere animali di casa– finiscano in mezzo ad una strada, malati e denutriti.
Tra le tante buone cause, questa è una che è davvero il caso di sostenere. L’alternativa è alimentare il business delle finte adozioni e stipare gli animali affinché arrivino in Nord Europa e finiscano cavie della sperimentazione. Vi sentiti pronti a diventare complici di questa tragedia?
photo: Jim’s Photos1

0 thoughts on “Protezione animali, è allarme cani randagi: in Italia sono mezzo milione

  1. Quando l’essere umano è privato della sua libertà e non può più andare tranquillamente in gita nelle campagne o passeggire in città, perchè viene sbranato dai cani randaggi, credo sia necessario rivedere la legge che impedisce di eliminare i cani randaggi specie in questo periodo di crisi in cui bisogna aiutare economicamente a sopravvivere gli esseri umani più deboli e non a pagare il mantenimento dei cani chiusi nei lager la cui sofferenza nel tempo è peggiore della morte.

  2. Si. Giuseppe Caponetto, lei è molto attento a condannare quei randagi, che hanno sbranato vicino a livorno un uomo, peccato che non è circolata anche la notizia che lì c’erano dei cuccioli e molto probabilmente in qualche modo è scattato un meccanismo di difesa da parte del branco. Il randagismo è colpa di tutti noi sè le adozioni fossero consapevoli, sè le sterilizzazioni venissero effettuate da tutti, queste situazioni non ci sarebbero. Oppure vuole saperne di più sui cani che vengono allevati per i combattimenti, o canili lager dove i gestori usano i soldi dei contribuenti per tutt’altri scopi che cibare e custodire cani…..in questo periodo di crisi chi pensa ai cani sono i volontari da Nord a Sud…vada a controllare le tasche degli umani..sono quelle che vanno controllate…non sono i cani che levano il pane di bocca agli umani, sono le persone come lei che conoscono questo mondo per” sentito dire ” e non sanno cosa c’è sotto!!! La farei entrare in un Laboratorio di ricerca, dove si usano primati, oppure in canili Spagnoli, un viaggietto in Ucraina dove ai cani sparano direttamente dal marciapiede, oppure sentire le urla di un mattatoio….molti di noi hanno visto queste cose…quando avrà fatto altrettanto lei….mi fà sapere sè è sempre dell’opinione di sopprimere i cani randagi.
    le auguro buona serata!!

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