
Ancora polemiche sulla gestione dell’acqua: per un corretto consumo critico e una più equa gestione delle risorse, i promotori del referendum sono pronti a fare un’altra battaglia. La questione su cui dibattere stavolta riguarda nuove norme che rischiano di mettere in discussione la volontà dei cittadini.
L’acqua potabile come bene pubblico e comune a tutti è un diritto sancito ancora una volta proprio dal voto referendario, ma la manovra che è stata varata ad agosto va proprio nella direzione contraria a questa, con la privatizzazione dei servizi pubblici legati a quella che è tra le più preziose risorse naturali. Il problema, però, è destinato ad allargarsi ulteriormente: dopo aver scelto per l’acqua pubblica e dunque con tariffe coerenti a quanto stabilito, nessun servizio idrico in realtà si è impegnato ad applicare quanto decretato dai cittadini tramite il referendum 2011. Un fatto molto grave che, se non risolto rapidamente, farà sentire tutte le sue conseguenze.
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