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Ecotassa 2020, come funziona il malus per le auto più inquinanti

Il provvedimento anti inquinamento prosegue anche nel 2020: ecco come funziona, quali auto sono soggette al malus e quali tipi di veicoli devono pagare

Ecotassa 2020, ovvero disincentivare l’acquisto delle auto più inquinanti. È questo il principale obiettivo che si è posto il Governo con l’introduzione dell’Ecotassa nella Legge di Bilancio. Una forma di sovrattassa “punitiva” sull’acquisto di auto con un tasso di emissioni di Co2 superiori a 160 g/Km e quindi ritenute maggiormente inquinanti. L’inquinamento, quello che interessa, è soprattutto quello che peggiora la qualità dell’aria. In primis, particolato e ossidi di azoto.

E sebbene in numerose città si tenda ad imporre limiti e restrizioni sul blocco del traffico quando si superano soglie limite di PM10 legate al tipo di carburante, il Governo ha deciso di punire quei veicoli che, con le emissioni di gas serra, contribuiscono al riscaldamento globale. Le soglie sono state quindi definite valutando la Co2 emessa durante la combustione del motore termico in marcia e non ai tipi di motori utilizzati.

Come funziona l’Ecotassa 2020

Anche per il 2020 l’ecotassa vale solo per le auto nuove (omologazione M1) ritenute di legge inquinanti (oltre 160 g/Km di Co2) immatricolate fra il 1° marzo 2019 e il 31 dicembre 2021. L’imposta dovrà essere corrisposta da chiunque acquisti un veicolo nuovo in Italia o immatricoli nel nostro Paese un veicolo estero con l’esclusione di utilizzi speciali. Tutti coloro che sceglieranno auto con emissioni tra 161 e 175 g/km si vedranno costretti quindi a pagare un importo pari a 1.100 euro che diventerà di 1.600 euro per le vetture fino a 200 g/km, di 2.000 euro fino a 250 e di 2.500 euro per tutte le auto con emissioni superiori ai 250 g/km. Oltre la soglia dei 250 g/km si pagherà indistintamente 2.500 euro, l’importo massimo previsto.

Ma valutare la sola Co2 basta?

Poichè l’ecotassa si basa su un sistema di soglie ed è calibrato sul valore di emissioni Co2, valore che a sua volta è definito in base a un ciclo di omologazione che ha caratteristiche tali da generare distorsioni rispetto alla realtà, probabilmente si sta guardando a un obiettivo nobile e condivisibile, ma con un mirino non pienamente a fuoco. Del resto risultano colpite tre categorie di veicoli, che superano il limite, ma che per numero relativamente ridotto non danno luogo a grandi quantità di emissioni CO2: sono le auto supersportive, le auto particolarmente grandi e pesanti mosse da motori di grande cilindrata (in questo caso anche diesel), come alcuni maxi SUV e infine auto anche non particolarmente grandi e potenti, ma svantaggiate dall’essere equipaggiate con motori a benzina. Una scelta nobile, quella di andare incontro all’ambiente da parte delle istituzioni, ma che forse da sola servirà a poco.