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Come adottare un gatto: tutto quello che c’è da sapere

Come adottare un gatto? Ecco tutto ciò che c'è da sapere prima di fare il grande passo, dai documenti ai vari requisiti

Adottare un animale domestico è una delle scelte migliori che possiamo fare, purché disposti a prendercene davvero cura. Vale per i cani ma anche per i gatti, che pur essendo tendenzialmente più indipendenti, sono fedelissimi, amorevoli e molto affettuosi. Se volete adottarli, attenzione perché occorrono determinati requisiti e documenti, ed è indispensabile compilare alcuni moduli. Niente di troppo complicato, ma va fatto!

Invece la fase post-adozione, al di là delle raccomandazioni su cosa fare e non fare, è meno complicata rispetto ai cani, visto che non è obbligatoria la registrazione presso le anagrafi regionali. Ecco allora tutto ciò che c’è da sapere su come adottare un gatto.

Perché adottare un gatto: 5 buoni motivi

Adottare un animale domestico è sempre un’ottima idea purché si sia in grado di garantirgli tutto ciò di cui ha bisogno. Vale per i cani ma anche per i gatti. Ecco allora almeno 5 buoni motivi per portare a casa un micio.

  • Tiene compagnia ed è un ottimo amico.
  • Anche se i gatti non godono di buona fama come i cani, corre voce che non siano altrettanto fedeli, in realtà si attaccano molto ai proprietari e lo dimostrano continuamente.
  • Adottando un gatto, gli si offre la possibilità di trovare il calore di una famiglia. Cosa non da poco soprattutto per i mici abbandonati o che provengono dai gattili.
  • Si aiutano i volontari a liberare nuovi posti per altri gatti bisognosi.
  • La compagnia di un animale domestico come il gatto comporta diversi benefici, per esempio riduce lo stress, regala sorrisi, è utile anche ai bambini.

Come adottare un gatto al gattile: documenti e requisiti richiesti

Adottare un gatto non è troppo complicato e i gattili sono pieni di mici che cercano casa. La prima cosa da fare è contattare i referenti e farsi spiegare le modalità di adozione, che possono leggermente variare a seconda dei casi. Solitamente è prevista la compilazione di un modulo conoscitivo (talvolta online) e successivamente un incontro dal vivo con i consulenti, indispensabile per valutare le vostre esigenze e per scegliere il gatto che vi interessa.

La scelta è un momento delicato perché non tutti i mici sono uguali e a seconda della loro età, e del loro carattere, possono richiedere più o meno impegno.

Gatto adottato
Foto Shutterstock | JW Design

Una volta selezionato il micio, dovrete compilare e firmare un secondo modulo, allegando anche il vostro documento di identità, per dichiarare il vostro impegno a prendervene cura, sottoponendolo alle diverse vaccinazioni e assicurandogli una vita dignitosa. Ma c’è chi richiede anche la procedura di PreAffido, che permette ai referenti di confermare o annullare la richiesta.

A questo punto il grosso è concluso e potrete portare a casa il gatto. In seguito i volontari verificheranno con visite periodiche che tutto proceda per il meglio.

Come scegliere il gatto giusto

Scegliendo di adottare un gatto anziché acquistarlo, probabilmente non sarete più di tanto interessati alle razze e al pedigree. Ma la questione estetica può comunque influenzare la scelta, d’altronde i gatti ci attraggono a pelle, c’è chi li preferisce tigrati, chi rossi, chi bianchi, chi piccoli o grandi. Al di là di questo però bisogna considerare il carattere del micio e la sua età.

Se i cuccioli sono tendenzialmente molto vivaci, e richiedono quindi molta energia e dedizione, anche dal punto di vista educativo, i gatti adulti sono generalmente più mansueti. Richiedono comunque cure e attenzioni ma di diverso tipo. Per esempio un micio adulto potrebbe avere meno bisogno di giocare con noi, preferendo qualche carezza nei momenti liberi della giornata, ma potrebbe richiedere maggiori attenzioni dal punto di vista della salute, soprattutto se di una certa età.

Bisogna assicurarsi quindi di avere abbastanza tempo, denaro e voglia di prendersene cura. È inutile infatti adottare un gatto per abbandonarlo a se stesso, privandolo della giusta alimentazione, delle cure veterinarie, e delle nostre attenzioni quotidiane.

Cosa fare e cosa non fare subito dopo aver adottato un gatto

La prima cosa da fare è metterlo a proprio agio proponendogli una cuccia calda e sicura, in cui possa riposarsi in tutta tranquillità. Non devono mancare ciotole con cibo e acqua e una lettiera per i bisogni, che andrà riempita con la sabbia apposita. Altra cosa importantissima da fare è portare il gatto dal veterinario per una visita di controllo e per la somministrazione di eventuali vaccini, se non sono stati già effettuati dai volontari.

Per quanto riguarda l’alimentazione, non pensiate di potergli offrire qualunque cosa, ogni gatto ha le sue esigenze ed è bene acquistare mangimi in grado di soddisfarlo e di mantenerlo in salute.

A differenza dei cani, i gatti non vanno obbligatoriamente registrati presso le anagrafi regionali, l’iscrizione è su base volontaria. Mentre il microchip è obbligatorio solo in alcune regioni, per esempio lo è in Lombardia dal 2020 per i gatti adottati, neonati e acquistati. Ed è indispensabile se volete portare il gatto all’estero perché solo tramite microchip potrete acquisire il passaporto europeo.

Come adottare un gatto
Foto Shutterstock | Casey Elise Christopher

Cosa invece non bisogna assolutamente fare dopo l’adozione?

  • Abbandonare il gatto a se stesso pensando che in qualche modo se la caverà. Soprattutto all’inizio, per ambientarsi, avrà bisogno della vostra vicinanza e di tante attenzioni. Se lavorate, organizzatevi affinché qualcuno possa prendersene cura mentre non ci siete.
  • Non giocare con il gatto, specialmente se è ancora cucciolo. Difatti i mici piccoli generalmente hanno voglia di divertirsi.
  • Non occuparsi minimamente dell’educazione del micio, anche per quanto riguarda per esempio l’utilizzo della lettiera.

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Adottare un gatto: quanto costa?

Normalmente i gatti adottati presso il gattile, o presso altre associazioni di volontari, non comportano alcun costo. Tuttavia adottare un gatto implica comunque delle spese, da quelle previste per le vaccinazioni, il trattamento sverminante e l’eventuale sterilizzazione, ai costi dei mangimi, che dovrebbero essere di alta qualità onde evitare problemi di salute sul lungo termine.

Poi ci sono i controlli periodici dal veterinario, l’eventuale acquisto di cucce, lettiere e sabbia apposita, ciotole, spazzole per il pelo, tira graffi e giochi vari. Non che siano spese impossibili, ma non bisogna sottovalutarle in quanto fondamentali per garantire al micio una vita dignitosa.

Difficile in ogni caso quantificarle in modo preciso, quello che possiamo dire è che se per le vaccinazioni standard si pagano solitamente dai 20 ai 40 euro, la sterilizzazione è più cara, può arrivare ai 150 euro per le femmine e intorno ai 90 euro per i maschi. Mentre l’eventuale microchip, sebbene non obbligatorio, ha un costo di circa 30-40 euro.