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Di che colore è l’acqua? E no, la risposta non è trasparente!

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L’acqua è trasparente? Non secondo le classificazioni del water footprint. Esiste acqua blu, verde e grigia. A che serve la distinzione?

acqua trasparente
Mare (Foto da Canva) – Ecoo.it

Una delle prime cose che si raccontano ai bambini è che l’acqua del mare in realtà non è blu, ma è trasparente. Il colore dell’acqua rispecchia quello del cielo, tanto che quando è nuvoloso essa diventa grigia, quando è notte diventa nera. Ed ad influenzare la percezione dello sguardo è importante anche il fondale. Se è bianco, il tono di colore sarà più brillante, se è sabbioso e scuro, più fangoso e torbido. Quindi quando si cresce, insieme ad apprendere che Babbo Natale non esiste, si capisce anche che l’acqua è trasparente. Cosa che si può facilmente vedere quando si apre il rubinetto di casa.

Tuttavia il Water footprint, l’indicatore di impronta idrica pro capite, non è d’accordo. Secondo questo indice, l’acqua avrebbe diversi colori: blu, grigia e verde. Ma intendiamoci, esclusivamente a scopo rappresentativo, non reale. Ovvero, la classificazione dell’acqua in diversi colori ha solamente scopo didattico, non si considera l’acqua realmente colorata, è solo per suddividere la materia nelle tipologie e nelle qualità.

I colori dell’acqua dolce secondo Water footprint

Mare (Foto da Canva) – Ecoo.it

Il water footprint è un indicatore utilizzato al livello mondiale che calcola l’impronta idrica, ovvero il consumo di acqua dolce di una nazione o di un territorio. Per queste rilevazioni statistiche, utili a comprendere l’utilizzo e la gestione della risorsa idrica, è stata classificata l’acqua identificandone le qualità attraverso i colori. Acqua blu: prelievo di acque superficiali e sotterranee destinate all’utilizzo agricolo, domestico ed industriale. Acqua verde: acqua piovana evaporata o traspirata per usi prevalentemente agricoli. Acqua grigia: acqua inquinata che serve per diluire le sostanze inquinanti e ripristinare una qualità decente di acqua dolce.

Come viene composto il water footprint

Mare (Foto da Canva) – Ecoo.it

Queste classificazioni servono proprio per comporre l’indicatore idrico, o meglio dire l’impronta idrica, che può essere rilevata su base nazionale, di settore o anche pro capite. La somma dell’acqua blu, grigia e verde serve a determinare proprio questo utile indicatore, che comprende anche l’acqua evaporata, sprecata. Ed i colori diversi hanno differente impatto ambientale. L’acqua verde impatta maggiormente rispetto a quella blu, e quella grigia è la più inquinata in assoluto, e dunque con un maggior impatto ambientale.

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Giulia Borraccino

Sono nata e cresciuta a Roma. Laureata in Comunicazione con specializzazione in semiotica testuale, nel tempo mi sono appassionata all'approfondimento dei temi ambientalisti ed al giornalismo d'inchiesta. Amo l'arte in tutte le sue sfaccettature.

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