Terremoto in Emilia Romagna, il Governo infierisce con un deposito di gas

Terremoto in Emilia Romagna, il Governo infierisce con un deposito di gas

Sisma Emilia, la vita dopo il terremoto

Il Governo ha deciso di riconsiderare il progetto di realizzare un deposito sotterraneo di gas, che sarebbe dovuto sorgere nel sottosuolo di una zona comprendente alcuni comuni colpiti dal terremoto in Emilia: San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Camposanto, Medolla, Mirandola e Crevalcore. Il ministro dell’Ambiente Clini ha deciso di riconsiderare la questione. È da dire che i cittadini, già prima del sisma, si erano ribellati al progetto e, se inizialmente era stato dato il via libera agli studi di fattibilità, poi anche la Regione ha parlato di rischio sismico.

A cura di G. Rini

Il ministro Clini ha dichiarato: “È evidente che l’evento sismico va valutato con grande attenzione. Lo stoccaggio è un tema che va riconsiderato. Devono essere fatti ulteriori accertamenti. E’ stata data solo una valutazione favorevole all’esplorazione e alla ricerca per la valutazione della fattibilità del progetto di stoccaggio. Ma è chiaro che dopo questo sisma devono essere fatti ulteriori accertamenti.”

Il sisma ha scosso quindi anche le coscienze. Gli ecologisti chiedono di ritirare subito l’autorizzazione concessa per i sondaggi esplorativi, i quali dovrebbero essere realizzati con innovazioni tecniche in grado di arrecare danni alla popolazione e alla fauna del luogo.

Le ispezioni sulla zona hanno lo scopo di accertare la compatibilità ambientale del deposito di gas nel sottosuolo, ma è possibile infierire tanto su una popolazione così duramente colpita? Si dovrebbe non solo riconsiderare la questione, ma evitare anche le esplorazioni.

Il Governo con un apposito decreto ha dato il via libera alle esplorazioni, prevedendo cariche da far esplodere, prestando attenzione ad eventuali interferenze o alle contaminazioni delle falde. Per gli ambientalisti è una follia: non si corre un rischio troppo alto, visto che ci sono ancora scosse di assestamento?

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Sommario
  1. Un deposito sotterraneo di gas
  2. Strage di rondini e mucche sotto stress

Gio 24/05/2012 da

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Giampaolo Vincenzi 30 maggio 2012 01:14

Mah! Potrebbe davvero esistere un governo che si occupi della salute e del benessere dei propri cittadini? Oppure è davvero solamente utopia? Dove siamo arrivati, con le nostre certezze di superiorità e di partiti politici… Ci siamo giocati il futuro… E’ come un castello di carte che crolla un pezzetto alla volta, ma è inevitabile crolli, perchè ogni tessera sostiene con la sua amalgama l’altra tessera… collante costruito in anni di collusione mafiosa e di interessi personali di potere. Tangenti, mazzette, appalti… è una Italia che fa schifo… NOI ne siamo parte!!! Non tiriamoci fuori perchè questa Italia siamo noi. Chi ha votato Berlusconi e i suoi personali profitti, sperando potesse almeno dare almeno uno sguardo anche ai nostri e chi lo ha odiato per la sua ricchezza. Chi ha votato D’Alema e le coop rosse creando gli stessi clientelismi e situazioni di in-concorrenzialità. Chi ha dato la nostra terra in mano alla DC, in 40 anni di affari lordi e profitti personali.
Chi ieri votava Lega e chi oggi si è accorto che il colore non conta, che la padania è infetta come tutta l’aria del nostro paese. L’uomo per natura è cannibale, divora il prossimo se ha consolidato potere finanziario, legale e politico. Le centrali nucleari create da questo uomo non mi piacciono, gli stoccaggi di materiali radioattivi creati da questo uomo non li voglio… Non saprà MAI gestirli, il profitto e l’incuria ne avranno sempre il sopravvento.
Forse, tra ancora anni di desolazione e disperazione, (e quegli anni non sono ancora maturi), quando l’uomo volgerà infine la schiena a terra, potrà allora guardare il prossimo con un unico sguardo. Uno sguardo di benevolenza e fratellanza. Allora non ci saranno più colori: rossi, verdi, neri, bianchi e quei colori diverranno solo coriandoli nelle mani dei nostri figli… Ecco quello che desidero, un mondo di bambini che crescano orfani delle nostre idee. …e per questo liberi.

Giampaolo Vincenzi

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