Greenpeace: “Rainbow Warrior” al porto di Genova

Dal 13 marzo fino a oggi è stata messa in esposizione presso il porto di Genova la "Rainbow Warrior", l'ammiraglia di Greenpeace spesso usata per le battaglie ambientaliste

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    greenpeace rainbow warrior

    Rainbow Warrior“, l’imbarcazione ammiraglia di Greenpeace, fino a oggi sarà al porto di Genova in esposizione. Il motivo della sua presenza è molto semplice: Greenpeace, ancora una volta, manifesta in forma pacifica contro la scelta di introdurre l’energia nucleare in Italia. La scelta di Genova come porto di attracco non è del tutto casuale: si tratta di uno dei porti più significativi della nostra penisola, oltre che di grande affluenza. Quindi sarebbe una scelta strategica, quella dell’associazione, per rendere nota ai cittadini questa campagna. Come sempre, l’informazione prima di tutto.

    “Rainbow Warrior”, che tradotto dall’inglese significa qualcosa come “il guerriero dell’arcobaleno”, oltre ad essere la prima nave dell’associazione ambientalista, è anche la compagna di mille battaglie in difesa del patrimonio naturale (basti pensare alle famose missioni contro le baleniere spietate, oppure contro chi svolgeva esperimenti nucleari nei Paesi occidentali degli emisferi del Sud). Carino sapere che l’ingresso sulla nave è stato aperto al pubblico, presso Calata Molo Vecchio, ai Magazzini del Cotone.

    I più curiosi -o semplicemente i più interessati- hanno potuto incontrare l’equipaggio internazionale di Greenpeace, ma non solo, anche la storia della barca e il suo interno. Inoltre, tutti i visitatori hanno avuto la possibilità di firmare l’appello contro il nucleare su un apposito registro, oltre che lasciare un messaggio vocale personalizzato per dare un segno del proprio passaggio. Greenpeace, in merito a questa ennesima iniziativa anti-nucleare, ha voluto commentare così: “Puntare sul nucleare farà perdere all’Italia tempo prezioso invece di puntare sulle vere energie pulite che in pochi anni possono contribuire a soddisfare il fabbisogno del Paese“.

    Immagine tratta da:

    ansa.it