Animali sfruttati per sport e spettacolo. Arriva una sentenza storica

E’ una sentenza storica quella che obbliga il Palio di Ferrara a risarcire la Lav, dopo un episodio che ha coinvolto tre cavalli nel 2006, due dei quali sono morti in seguito ad un incidente

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    E’ una sentenza storica in tema di sfruttamento degli animali quella che arriva da parte di un tribunale civile, il quale ha condannato il palio di Ferrara a risarcire la Lav. La Lega antivivisezione aveva fatto un ricorso denunciando la lesione dei sentimenti di pietà verso gli animali, con esplicito riferimento ad un episodio avvenuto nel 2006. Nel corso del palio del 28 maggio infatti la corsa dei cavalli si concluse con la morte di due cavalli e con il ferimento di un terzo.

    La sofferenza degli animali

    E’ una condanna che potrebbe creare quindi un precedente per quanto riguarda in generale lo sfruttamento degli animali in ambiti commerciali o per il divertimento degli spettatori, una pratica che purtroppo continua ad essere effettuata in molti settori, causando a volte danni pesanti gli animali.

    Non dobbiamo andare troppo lontano per riflettere su questo fenomeno, diffuso praticamente ovunque. Basti pensare infatti ai numerosi circhi, alle gare effettuare in occasione di feste popolari, allo sfruttamento di animali per show televisivi o per la realizzazione di film.

    In tutti questi casi non si fa altro che far compiere agli animali delle azioni che solitamente non sono abituati a svolgere. Cavalli, ma anche cani e animali come tigri e leoni sono costretti ad effettuare delle parti che non sono nella loro natura. E questo non può non provocare in loro della sofferenza.

    Anche perché spesso questi spettacoli effettuati per far divertire gli spettatori o per guadagnare denaro sono realizzati senza tenere conto del benessere degli animali. I percorsi messi a punto per le gare sono spesso inadatti e costituiscono un vero e proprio pericolo per gli animali che li percorrono.

    E non ci si riferisce solo alla morte degli animali, casi che a volte purtroppo accadono, ma parliamo anche della sofferenza di questi animali, costretti ad effettuare sforzi fisici, ad essere privati della giusta alimentazione, a vivere in delle vere e proprie gabbie senza spazio, ad affrontare viaggi e spostamenti lunghi e senza condizioni di sicurezza.

    Quante volte portiamo i nostri bambini allo zoo, e sorridiamo vedendo le scimmie che si muovono in modo frenetico nelle gabbie? Non riflettiamo minimamente alle condizioni di vita di questi animali, soli e privati della loro naturalità?

    Una limitazione della libertà

    Zoo e circhi sono particolarmente pesanti per gli animali, che si trovano costretti a stare chiusi in luoghi ristretti e in ambienti che non corrispondono per natura al loro habitat naturale. E, anche se non ce ne accorgiamo, molto spesso gli animali finiscono per mostrare la loro sofferenza con comportamenti ripetitivi o animali.

    Basti pensare al continuo spostamento degli animali da una parte all’altra delle gabbie che spesso vediamo nei circhi o anche al dondolio della proboscide degli elefanti. Come dimenticare le interazioni con gli altri animali? Come facciamo noi nella nostra società, anche gli animali per natura fanno parte di società complesse e hanno bisogno, per vivere serenamente, di confrontarsi con gli altri soggetti della stessa specie per dare sfogo al proprio istinto naturale.

    Questo purtroppo non succede nei casi di sfruttamento, casi in cui vengono completamente stravolti i ritmi biologici degli animali, che sono costretti a non vivere in libertà. E questo succede anche nel caso delle fiction o delle produzioni cinematografiche, nelle quali gli animali sono “costretti” a compiere delle azioni che non sono dettate dal loro istinto, ma sono imposte da altri soggetti.

    E cosa c’è di peggio della limitazione della libertà?