Sepoltura green: di cosa si tratta? Potremmo essere difronte ad una svolta storica nell’ambito dell’impatto ambientale delle sepolture. Vediamo di che si tratta.

Tombe, tumulazioni e cremazioni, metodi tradizionalmente utilizzati nell’ambito della sepoltura non sono così sostenibili. Apparentemente l’argomento potrebbe apparire dei più lugubri e tetri, in realtà oggi parliamo di una soluzione sostenibile e confortevole da applicare nell’ambito pratico della gestione dell’oltre-vita dei propri cari. Materiali non bio-degradabili e prodotti tossici sono infatti protagonisti delle tradizionali tecniche sopra menzionate.
Vernici, plastiche e metalli esercitano un forte impatto sull’ambiente, la stessa sepoltura della bara non è esente da responsabilità. La formaldeide, ad esempio, viene utilizzata per favorire la conservazione della salma e ostacolarne la naturale decomposizione che consentirebbe al corpo di tornare alla terra, nutrendola. Esiste una soluzione? A quanto pare sì e il suo utilizzo è già largamente inflazionato in alcuni stati americani.
Quali alternative dunque? Partiamo dalla più immediata ed intuitiva: ricorrere ad una bara biodegradabile. In questo modo, una volta sepolta, andrà progressivamente deteriorandosi in base a tempistiche più o meno brevi. I materiali da scegliere sono canne di canapa o lino, cartone, vimini, legno non trattato. In alternativa si può optare per la sepoltura del corpo direttamente nel terreno.
In questo caso lo si avvolgerà in un lenzuolo biodegradabile o una coperta in lana o fibra di cotone. Altra opzione è rappresentata dall’urna biodegradabile. In questo caso, a cremazione ultimata, l’urna potrà essere interrata e le ceneri così saranno riutilizzate dalla terra come fertilizzante naturale. Dalle ceneri potranno nascere piante o alberi. Ma il metodo della sepoltura sostenibile è legale?
Nonostante garantisca un minore impatto ambientale la sepoltura green non è legale in numerosi stati. Dove la si può praticare evitando di sporcarsi la fedina? Negli Stati Uniti, si diceva, è largamente legalizzata, seppure non ovunque, ad Hong Kong il governo permette di rendere note le proprie volontà in fatto di compostaggio umano su di un registro. In Italia tutto questo è utopia, tuttavia è possibile utilizzare le ceneri come concime.
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