
Uscire dalla crisi economica, se davvero ci riusciremo, non basterà a salvare l’Italia. O quantomeno, non basterà a salvare gli italiani da loro stessi. Senza una produzione industriale rispettosa dell’ambiente e del territorio che la ospitano, è tutto destinato a distruggersi: lo dimostra il fatto che dove le fabbriche producono inquinamento ambientale si muore, e si muore tanto.
La nuova ricerca scientifica che testimonia la drammatica situazione viene dallo Studio Epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio, e quello che racconta è la visione drammatica di un Paese alle prese con una mancanza di coscienza e senza una politica di tutela ambientale forte e costruttiva. 44 i siti contaminati presi in analisi e lo stato di salute della popolazione che vive nei pressi è quantomeno allarmante: 1200 decessi in zone dove l’inquinamento atmosferico e del terreno sono fortemente diffusi a causa soprattutto della presenza di sostanze tossiche come diossina e simili. Le morti sospette sono il 15% in più rispetto ad altre zone dove le attività produttive hanno un minore impatto ambientale ed evidentemente si ha maggiormente a cuore la salute dei lavoratori, dei cittadini e magari anche del nostro Pianeta Terra.
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