Emissioni Co2
Tutto sulle emissioni CO2: cause inquinamento, emissioni auto, effetto serra e surriscaldamento del globo. Ogni giorno le ultime novità nel campo della ricerca scientifica e dell’ambientalismo.
Bike to Work Week, come aiutare chi va al lavoro in bici

Il Bike to Work Day è una giornata dedicata interamente a coloro che scelgono di andare in lavoro in bici, determinando una riduzione delle emissioni di CO2. Negli Stati Uniti si è deciso di dedicare una settimana all’evento, la “Bike to Work Week“, dal 28 maggio al 3 giugno. Il fatto di usare la bicicletta quotidianamente dovrebbe essere una buona abitudine da adottare sempre a beneficio della salvaguardia ambientale. Ecco perché negli Stati Uniti si stanno mettendo in atto differenti iniziative, dalle quali anche in Italia si potrebbe prendere spunto per consolidare l’abitudine di recarsi al lavoro in maniera ecologica.
Leggi l'articoloLotta all’inquinamento ambientale da carbone: è bufera contro Unicredit
Chi ancora ha il coraggio di investire in una fonte di energia che causa un fortissimo inquinamento ambientale? Le banche,ovviamente. Sono loro, infatti, che stanno finanziando l’aggravarsi dei cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, continuando a foraggiare con i loro capitali le centrali di carbone. È partita una petizione globale proprio per dire stop a questi investimenti privi di alcuna considerazione sul loro impatto ambientale, con focus particolare su Unicredit.
Guarda il video e leggi l'articoloSmog, a Londra e a Madrid motore spento durante la sosta

Combattere l’inquinamento significa cercare di mettere in atto tutte le strategie possibili per ridurre le emissioni di CO2 prodotte anche dalle automobili, ma sembra comunque eclatante il provvedimento che è stato preso a Londra e a Madrid, dove si è pensato di sottoporre a sanzioni elevate chi non spegne l’automobile nel momento in cui si trova fermo. Il provvedimento è destinato sicuramente a suscitare parecchie polemiche.
Leggi l'articoloLo sviluppo sostenibile è anche questo: viaggiare per l’Italia a impatto zero
È appena partito da Genova il tour 2012 di “Corrente in Movimento“: l’iniziativa mira a dimostrare che uno sviluppo sostenibile è possibile anche per noi, e che questo passa proprio per il viaggio e la scoperta della nostra bellissima penisola a impatto zero. Un modo nuovo per cercare di rilanciare le fonti rinnovabili, proprio ora che le bollette stanno aumentando per sostenerle e che per questo si tema che gli italiani inizino a non amarle più troppo.
Guarda il video e leggi l'articoloEnel killer, Greenpeace accusa l’azienda di morti premature [VIDEO]
Gli attivisti di Greenpeace hanno voluto sensibilizzare l’opinione pubblica sui risultati a cui ha condotto una ricerca, che mette in evidenza i danni alla salute e all’ambiente determinati dall’utilizzo del carbone da parte di Enel. Greenpeace ha voluto mettere in scena una manifestazione plateale presso la centrale Federico II di Brindisi. Nei campi che circondano l’impianto Enel è stata disegnata una grande sagoma che raffigura un cadavere a terra con la scritta “Enel killer“.
Guarda il video e leggi l'articoloRiciclo dei pannelli fotovoltaici, obbligatorio aderire ai consorzi

Il riciclo dei pannelli fotovoltaici diventerà obbligatorio. A partire infatti dal 30 giugno 2012 le aziende produttrici sono in dovere di entrare a far parte di un consorzio, che possa garantire il riciclaggio dei moduli fotovoltaici, una volta che questi vengano dismessi. A stabilirlo è una direttiva europea sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. I produttori per cui devono essere in grado di fornire delle specifiche garanzie sul riciclaggio dei pannelli solari.
Leggi l'articoloL’inquinamento atmosferico mette a rischio il futuro del Pianeta Terra

Lo stato del Pianeta Terra è sempre più compromesso a causa dall’inquinamento atmosferico: i livelli di anidride carbonica sono ormai a livelli altissimi -pari a 390 parti per milione-, i massimi raggiunti negli ultimi 800 mila anni. I cambiamenti climatici sono un problema di cui si vedranno le conseguenze per secoli e secoli, e noi ancora fatichiamo a rendercene conto e a trovare soluzioni efficaci.
Leggi l'articoloGas serra, emissioni in aumento. Italia lontana dagli obiettivi di Kyoto

Nel corso del 2010 c’è stato un aumento delle emissioni di gas serra, rispetto all’anno precedente. A dirlo con certezza è l’ente Ispra che coordina le operazioni di monitoraggio delle emissioni e che comunica i dati all’Unione Europea. L’Ispra ha fatto notare che c’è stato un aumento del 2% delle emissioni nocive dal 2009 al 2010, che purtroppo non riesce a far diminuire il valore percentuale stabilito dal Protocollo di Kyoto. Gli obiettivi fissati infatti per l’Italia prevederebbero l’arrivo al -6,5% rispetto ai valori del 1990, ma al momento il nostro Paese si ferma quindi al -3,5%, considerando le nuove informazioni.
Leggi l'articoloAuto ibride, Infiniti M35h per emissioni e consumi ridotti
Le auto ibride rappresentano una soluzione comoda a vantaggio della mobilità sostenibile. Anche le auto ibride rientrano nella categoria delle auto a basso impatto ambientale, in quanto consentono di ridurre le emissioni e di agire a vantaggio della sostenibilità ambientale. Proprio questo discorso vale per Infiniti M35h, un’auto ibrida di lusso, che riesce ad abbattere la soglia delle emissioni di 160 g/km e che è capace anche di ridurre i consumi di carburante.
Guarda le foto e leggi l'articoloSabbie bituminose: la Commissione Europea fissa i criteri per i carburanti fossili

Le sabbie bituminose costituiscono un problema per quanto riguarda l’inquinamento ambientale. Eppure l’Italia non sembra aver fatto molto in questo senso, soprattutto ultimamente, quando in occasione della valutazione di una proposta della Commissione Europea per fissare i criteri di qualità per i carburanti fossili il rappresentante italiano del governo Monti si è schierato contro la proposta stessa. Questa proposta è molto interessante dal punto di vista ambientale.
Leggi l'articoloAl via gli ecoincentivi del Fondo Kyoto, l’Italia in ritardo nella riduzione delle emissioni

Sono stati presentati gli ecoincentivi del Fondo Kyoto, volti alla riduzione delle emissioni, ma su questo fronte l’Italia sembra essere ancora in ritardo. A fare il punto sulla questione è l’Agenzia Europea dell’Ambiente, che ha messo in evidenza come il nostro Paese si trova ancora a -4,8% di CO2, non avendo ancora raggiunto i parametri stabiliti dal Protocollo di Kyoto. Il rischio per l’Italia è quello di ritrovarsi a pagare sanzioni piuttosto ingenti. Eppure si è fatto molto, investendo soprattutto sulle energie rinnovabili.
Leggi l'articoloIl freddo polare sarebbe determinato dagli effetti dell’anidride carbonica

Il freddo polare ha una causa anche in un indicatore particolare, rappresentato dall’anidride carbonica. La crescita di CO2 nell’atmosfera è vertiginosa e tutto ciò non fa altro che far aumentare l’effetto serra, che intrappola una maggiore quantità di energia nell’atmosfera. Tutto ciò sconvolge i delicati equilibri ambientali e atmosferici. Per esempio, proprio a causa dell’aumento di anidride carbonica, si è indebolito l’anticiclone che rappresentava una barriera contro le perturbazioni più violente. Il vento delle Siberia ha trovato così una facile via di accesso anche in Europa e in Italia.
Leggi l'articoloSciopero generale dei trasporti: i mezzi pubblici protestano, ma lo smog aumenta

Con la proclamazione dello sciopero generale dei trasporti, che vede la protesta dei mezzi pubblici, possiamo assistere ad un aumento dello smog. Un dato di fatto, visto che molti dovranno ricorrere all’auto privata, non potendo usufruire del trasporto pubblico. Eppure in termini di mobilità sostenibile si era tentato di indurre al ricorso ai mezzi pubblici, perché può rappresentare una soluzione adeguata per risolvere il problema dell’inquinamento ambientale. Con lo sciopero generale dei trasporti la situazione sembra subire una battuta d’arresto.
Leggi l'articoloArea C a Milano, lo smog non diminuisce. Il Comune si difende

L’Area C a Milano ormai è in vigore da un po’ di giorni e forse si possono trarre le prime conclusioni. In questi primi 20 giorni dell’anno il livello di smog è sempre piuttosto alto, le polveri sottili sono al di sopra della soglia consentita, come ogni anno d’altronde. In sostanza, nonostante il provvedimento, il livello di smog non è diminuito e verrebbe da pensare che qualcosa sia andato storto. Forse il comune non ha fatto i conti giusti? E allora a che cosa serve l’Area C? Il Comune si difende a spada tratta.
Secondo ciò che ha dichiarato il Comune di Milano, la zona a circolazione limitata servirebbe soltanto a ridurre il traffico e non le polveri sottili. Un’affermazione che da un certo punto di vista desta stupore e perplessità. D’altronde non sembrano essere queste le dichiarazioni originarie dell’amministrazione comunale. Ridurre il traffico è importante, può essere un obiettivo correlato, ma non è possibile che già dal progetto non ci fosse comunque un interesse nei confronti dell’ambiente.
In fin dei conti che significato avrebbe istituire una zona a circolazione limitata, solo per favorire la mobilità urbana con un traffico ridotto? La difesa del comune regge poco, se non tiene conto delle ragioni della sostenibilità ambientale.
Il pedaggio di cinque euro che bisogna pagare per entrare nella Cerchia dei Bastioni è sicuramente un forte deterrente a limitare la circolazione. Da questo punto di vista i risultati si sono visti, infatti il traffico è fortemente diminuito nel centro di Milano. È stato calcolato che si è avuta una riduzione del traffico del 37%.
La situazione è ben chiara, perché ad essere sottoposto al pedaggio è il 90% dei veicoli, per cui per forza di cose il traffico dovrà subire una riduzione. Ma a questo non si è accompagnata una riduzione dell’inquinamento.
I guadagni per le politiche ambientali

Il Comune, guidato da Pisapia, ha fatto questa dichiarazione, considerando l’Area C: “Il primo fondamentale passo per spostare la mobilità di Milanesi e pendolari verso i mezzi pubblici e costruire politiche ambientali più vaste che comprendono piste ciclabili, aree pedonali, isole ambientali, biciclette in condivisione.”
La tassa sul traffico quindi avrebbe l’obiettivo di arrivare a dei guadagni annuali piuttosto ingenti, che poi saranno investiti in politiche green.
Le intenzioni sul sito del Comune: la riduzione delle emissioni

Ma è giusto dichiarare che l’unico obiettivo è quello della riduzione del traffico? D’altronde, come si può leggere sul sito ufficiale del Comune di Milano, a proposito dei risultati attesi in seguito all’applicazione del provvedimento dell’Area C, è contemplata anche la riduzione delle emissioni.
In sostanza sono due gli obiettivi che si intendono raggiungere. Oltre alla riduzione del traffico nella Cerchia dei Bastioni, ci si aspetterebbe anche una “riduzione delle emissioni di inquinanti da traffico nella Cerchia dei Bastioni rispetto allo stato attuale per Pm10 allo scarico, Pm10 totale, Ammoniaca, Ossido di azoto e Anidride carbonica.”
E non è mica da sottovalutare, se pensiamo ai danni che l’inquinamento ambientale provoca, sia in termini di impatto ambientale che di salute.
La finalità ecologica dell’Area C e le conseguenze per i commercianti

Le finalità ecologica del provvedimento dell’Area C non può essere negata. È vero che forse ci si è resi conto che si può fare ben poco, ma partire da una sconfitta iniziale equivale a rassegnarsi ad una situazione che invece andrebbe cambiata con l’impegno collettivo.
La finalità ecologica servirebbe anche a rendere meno acuta la rabbia dei negozianti, che hanno visto crollare i loro guadagni proprio a causa dell’istituzione dell’Area C. Alcuni stanno protestando, altri hanno deciso di incentivare i loro clienti a tornare, pagando il rimborso del pedaggio, altri ancora hanno annunciato dovranno fare dei tagli e licenziare dei dipendenti.
Non si può dunque affermare, senza fare provocazioni, di voler ridurre soltanto il traffico e non l’inquinamento, perché altrimenti si giungerebbe alla conclusione a cui è arrivato il presidente delle associazioni di via Giorgio Montingelli: “L’Area C non ha ridotto il pm10 nel centro di Milano, ma solo il Pil. Il calo medio degli incassi è stato del 30% nella prima settimana. Speriamo che la Giunta si arrenda all’evidenza dei fatti prima dei sei mesi di sperimentazione.”
Area C: non sarà presto per giudicare?

L’Area C a Milano è partita tra contrari e favorevoli, mille polemiche e qualche perplessità. Soprattutto sulla confusione che può crearsi tra residenti e non. Il provvedimento sull’area C è entrato in vigore il 16 gennaio ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30. La misura ha lo scopo di diminuire l’impatto ambientale degli spostamenti favorendo la mobilità sostenibile, ma anche portare a una diminuzione del traffico dei veicoli inquinanti.
Si è detto e stradetto il fatto che l’Area C a Milano non avrebbe portato ad una riduzione dello smog a causa di un fenomeno di compensazione fra il traffico aumentato prima delle 7:30 e la diminuzione delle auto in circolazione dopo le 7:30. In realtà sorge il dubbio che tutto sia una questione di punti di vista e che i dati riportati spesso non fanno altro che tirare l’acqua al proprio mulino.
In effetti non bisogna dimenticare che le registrazioni delle polveri sottili relative alle centraline Arpa, sulle quali si sono aperte le polemiche, risalgono a martedì, quindi dopo meno di due giorni dell’attivazione dell’Area C. Tra l’altro gli esperti avevano avvertito che in questi giorni ci sarebbero state delle condizioni climatiche che avrebbero favorito l’accumulo delle polveri inquinanti.
Non è forse ancora troppo presto per poter giudicare veramente gli effetti o l’eventuale efficacia del provvedimento?
Tra l’altro i dati sono apparsi piuttosto contrastanti e non solo quelli relativi alla rilevazione delle polveri sottili, ma anche quelli che riguardano l’aumento dei passeggeri dei mezzi pubblici, con uno un aumento variabile tra le 6.000 e le 8.000 persone.
Inoltre, mentre da una parte si afferma che tutto ha funzionato alla perfezione, dall’altra si fa notare come si siano verificati degli inconvenienti per quanto riguarda i servizi informazioni o la reperibilità dei ticket d’ingresso nella zona a circolazione limitata.
È chiaro che da sola l’area C non può risolvere problemi legati all’inquinamento della città, ma forse si dovrebbe attendere ancora un po’ per poter valutare sulla base di dati certi e più obiettivi.
Leggi l'articoloBlocco del traffico a Roma del 10 gennaio: continua la lotta all’inquinamento

Un nuovo blocco del traffico a Roma oggi 10 gennaio, che intende portare avanti la lotta aperta contro l’inquinamento dell’aria. Nonostante non tutti i cittadini siano d’accordo sul provvedimento, è stata emessa una nuova ordinanza comunale che intende impedire la circolazione dei veicoli più inquinanti, in modo da contenere l’inquinamento atmosferico. Il blocco della circolazione potrebbe durare fino al 13. Chissà quali saranno gli effetti di questo nuovo provvedimento emanato in vista della tutela ambientale.
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