Tariffa bioraria 2012, la lavatrice di notte non conviene più

La tariffa bioraria non sembra dare i vantaggi sperati

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    La tariffa bioraria 2012 è stata presa come punto di riferimento da molti consumatori, per fare di notte tutte le faccende domestiche che implicano un consumo di energia. Molti credono di risparmiare sulla bolletta della luce, ma a quanto pare le cose non stanno così come sembrano. Il risparmio sugli elettrodomestici dalle 7 di sera alle 8 di mattina non sembra dare i vantaggi sperati in termini di sostenibilità ambientale e di riduzione del prezzo della bolletta.

    Gli esperti hanno infatti specificato che il prezzo dell’energia elettrica nelle fasce serali non è molto a buon mercato, come è stato sempre. In certi casi addirittura si raggiunge un prezzo superiore a quello che è possibile riscontrare nelle ore di punta.

    I contratti biorari quindi non sono così convenienti rispetto al passato. Lo dovremmo tenere presente, se vogliamo fare attenzione alla questione del consumo critico per risparmiare sul budget domestico e per determinare un basso impatto ambientale.

    Tutto ciò si è verificato perché nel mercato elettrico sono arrivate le energie rinnovabili. Queste ultime hanno la precedenza sulle energie tradizionali durante il giorno. Ecco che cosa scrive Stefano Agnoli, spiegando bene la situazione: “La conseguenza è che il parco delle centrali elettriche a gas, «spiazzato» dai nuovi venuti, è stato via via confinato in orari periferici, e si attiva con minor frequenza“.

    Ne consegue quindi che: “Quando il sole tramonta, però, si assiste a un evento particolare: non solo vengono a mancare quasi d’improvviso le forniture di energia rinnovabile, ma il sistema deve anche affrontare l’innalzamento serale dei consumi, una «rampa di carico» inferiore a quella della mattina presto, ma non trascurabile. Per coprirla si richiamano in servizio le centrali a gas, ma questo continuo «stop and go», e la necessità di tenere accesi e pronti all’intervento gli impianti, ha un costo“.

    Proprio per questo occorrerebbe rivedere il sistema e non basarsi soltanto su una mera distinzione fra orari diurni e orari notturni. In effetti non si tratta soltanto di una questione di ingannare i consumatori, ma anche di avere a cuore la sostenibilità ambientale.

    Non dobbiamo dimenticare come la produzione di energia determini le emissioni di anidride carbonica destinate a peggiorare la situazione dell’inquinamento.