Inquinamento aria: capire la pericolosità delle polveri sottili

Inquinamento aria: capire la pericolosità delle polveri sottili

Una ricerca finanziata dalla Regione Puglia ha messo in evidenza una differenza riguardo alla pericolosità delle polveri sottili: più nocive quelle dal traffico e meno quelle dal deserto

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    In tema di inquinamento dell’aria, per capire la pericolosità delle polveri sottili, molto interessante si è rivelata una ricerca portata avanti dall’Università di Bari e del Salento e finanziata dalla Regione Puglia. Lo studio ha avuto la durata di 48 mesi e ha permesso di arrivare a considerazioni apprezzabili, che sicuramente avranno un ruolo importante nella lotta all’inquinamento ambientale. Il dato che appare più determinante è la scoperta secondo la quale le polveri sottili presenti nelle regioni europee del Mediterraneo non sono così pericolose come quelle delle regioni del Nord.

    Tutto ciò sarebbe dovuto al fatto che le polveri sottili riscontrabili nelle regioni mediterranee sono generate dal deserto e non dal traffico. È da specificare infatti che i ricercatori si sono resi conto che il particolato atmosferico che proviene dal traffico è leggero, ma molto pericoloso per la salute. Al contrario le polveri che giungono dal deserto del Sahara non sarebbero molto pericolose, anche se sono pesanti.

    Dati che dovrebbero essere tenuti in grande considerazione, se si pensa che l’inquinamento atmosferico accorcia la vita degli Europei.

    Una questione che non può essere ignorata, quella dell’inquinamento, visto che polveri sottili sono state riscontrate anche nelle scuole italiane. A proposito della ricerca condotta in Puglia, Gianluigi De Gennaro, chimico dell’Università di Bari, ha spiegato:

    Le polveri fini del Tavoliere sono diverse da quelle della Pianura Padana. A Milano le polveri prodotte dal traffico restano lì, come imprigionate in una piccola scatola. Il nostro territorio invece ha capacità disperdenti migliori perché c’è vento, sole, scambi di calore terra-aria.

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