Estrattori di succo a freddo: consigli per gli acquisti

Estrattori di succo a freddo o centrifughe? Ebbene, se il costo del prodotto fa pendere l'ago della bilancia tutto verso la centrifuga, la qualità del succo ottenuto e dei materiali usati per costruirlo, riportano risultati schiaccianti a favore dell'estrattore. Ma quale tra quelli attualmente in commercio? Scopriamolo insieme!

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    Arrivati sul mercato da qualche anno, gli estrattori di succo a freddo, detti anche “slow juicer”, hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione rispetto alle tradizionali centrifughe. Nonostante i costi elevati, gli estrattori di prima generazione hanno conquistato subito il pubblico più consapevole ed attento alla propria alimentazione ed oggi sono tra gli elettrodomestici più venduti al mondo. I costi sono ancora proibitivi, sebbene, come in ogni altro ambito tecnologico, l’evoluzione del prodotto ha portato, al giorno d’oggi, ad estrattori con una maggiore efficienza a costo contenuto. Proprio la questione prezzo rende difficile proporre cosa acquistare: una buona centrifuga si può comprare anche con 100 euro, un estrattore invece, che sia efficiente e costruito con ottimi materiali, ha un costo che parte da un minimo di 300 euro fino ai 750 ed oltre. Quale tipo di estrattore è meglio comprare? Cercheremo di dare alcuni consigli per gli acquisti, valutando la qualità del prodotto ottenuto: il succo.

    Estrattori di succo o centrifughe?

    Entrambi promettono miracoli, entrambi ci consentono di assumere succhi ad alto contenuto vitaminico, ricchi di micronutrienti. La differenza fondamentale è proprio nel termine slow: la centrifuga gira più velocemente e durante la spremitura, calore, elettricità statica e una grande quantità di aria entrano nel contenitore del succo distruggendo le sostanze nutritive. Si ha inoltre una grande quantità di scarti, costituiti da fibre e polpa, e una maggiore ossidazione. Negli estrattori, il succo è più ricco e qualitativamente più alto, si conserva anche per 48 h nel frigo a differenza dei centrifugati che vanno consumati al momento.

    Perché succo vivo?

    Il termine succo vivo è dovuto al dottor Norman Walker, noto come “l’uomo dei succhi”, che ha dimostrato come gli enzimi di frutta e verdura vadano persi a temperature superiori ai 42 gradi centigradi. La caratteristica fondamentale dell’estrattore è quella di girare il più lentamente possibile: più è lento e meno gira e in questo modo riscalda e ossida pochissimo, perché cattura meno ossigeno. Il risultato è un succo ricco di enzimi, vitamine, sali minerali e antiossidanti, questi ultimi essenziali per combattere l’invecchiamento.

    I vari tipi di estrattori

    In commercio sostanzialmente esistono due tipi di estrattori, entrambi verticali in quanto quelli di tipo orizzontale sono ormai obsoleti, soprattutto per la loro complessità e il costo proibitivo, a dispetto di una qualità inferiore: difficili da usare, difficili da pulire e ingombranti. Il primo estrattore di tipo verticale appartiene ormai alla vecchia generazione ed è a 80 giri. Quello nuovo è a 40 giri: più lento del primo, ma questa come già accennato è una qualità.

    Estrattori a 40 giri

    Sono quelli di ultima generazione, con un consumo energetico davvero minimo rispetto ai frullatori e alle centrifughe. Sono molto più facili da usare, pulire, montare e lavare perché sono composti da un numero di pezzi inferiore, inoltre sono in grado di produrre succo puro al 99%. Il motore a 40 giri permette poi, essendo “slow”, di produrre meno attrito durante l’estrazione del succo evitando quel calore eccessivo che va a distruggere i nutrienti dei succhi. Inoltre, gli scarti sono ridotti al minimo e il succo è molto più ricco.

    Le sostanze tossiche rilasciate dalla plastica

    Ricordate lo scandalo del Bisfenolo A, sostanza tossica trovata nelle emissioni dei biberon riscaldati? Ebbene tutti i prodotti in plastica provengono dalla materia prima “petrolio” e rilasciano sostanze tossiche, se riscaldati. Nonostante ci siano resine qualitativamente migliori e certificate per il contatto con il cibo, la cessione delle sostanze nocive avviene in determinate condizioni: tempo eccessivamente prolungato e “macchine che scaldano” cosa che non avviene nell’uso quotidiano degli estrattori che operano solo a 40 giri.

    No ai prodotti “a prezzo stracciato”

    Il mercato è stato completamente invaso da estrattori di succo che hanno prezzi appetibili si, ma sono costruiti con materiali plastici abbastanza scadenti, oltre a riscontrare problematiche di funzionamento nel tempo. Le maggiori aziende ultracertificate nel mondo, e parliamo dei tre colossi coreani (Coway, Hurom, Kuvings), costruiscono i loro prodotti con materiali buoni, che non rilasciano sostanze tossiche.