Energie rinnovabili, in Europa diminuiscono gli incentivi. E lo sviluppo sostenibile?

Energie rinnovabili, in Europa diminuiscono gli incentivi. E lo sviluppo sostenibile?

Sono stati varati gli schemi attuativi per i decreti relativi al fotovoltaico e alle altre fonti di energia rinnovabile

da in Ecoincentivi, Energie Rinnovabili, Sviluppo Sostenibile
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    Diversi Stati in Europa cominciano a far sentire la mancanza di sostegno economico alle energie rinnovabili. Tutto ciò comporta anche un calo della domanda degli impianti dedicati alla produzione di energia pulita, in particolare l’eolico e il fotovoltaico. Eppure la green economy basata sulle ecoenergie si è rivelata efficiente, ha dato ottimi risultati per quanto riguarda la riduzione dell’inquinamento, ha contribuito ad abbassare il costo dell’energia elettrica circa del 10%, riesce a rendere più autonomi i vari Paesi.

    Nonostante tutti questi vantaggi riscontrati, molti Stati hanno deciso di tagliare le sovvenzioni alle energie rinnovabili. I privati riescono ancora a tenere terreno, anche perché negli ultimi anni il costo degli impianti è diminuito. Inoltre in alcuni Paesi c’è la possibilità di rivendere l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili a prezzi di mercato, per cui, nonostante il calo degli ecoincentivi, il settore cerca di resistere.

    Non bisogna dimenticare che l’Unione Europea vuole raggiungere entro il 2020 l’obiettivo di coprire i consumi energetici con fonti rinnovabili per almeno il 20%. L’Italia da questo punto di vista occupa una posizione di rilievo, con la sua percentuale pari a circa il 23%.

    Eppure molto potrebbe ancora farsi, anche perché va considerato che circa il 16% delle ecoenergie viene prodotto da fonti idroelettriche. Gli altri settori sarebbero ancora maggiormente da sfruttare. E’ davvero un peccato che ci sia questa tendenza in tutta l’Europa a diminuire gli incentivi per le fonti rinnovabili, perché questa sarebbe la strada migliore verso la messa in atto di uno sviluppo sostenibile.

    A cura di Gianluca Rini

    Le energie rinnovabili sono molto importanti per portare avanti la sostenibilità ambientale. I parchi green dedicati al fotovoltaico e all’eolico rappresentano una possibilità niente affatto trascurabile per quanto riguarda il ricorso all’energia pulita e quindi per la determinazione di un basso impatto ambientale. Eppure proprio i parchi rinnovabili sono sotto accusa da parte degli animalisti, i quali hanno fatto notare che sono pericolosi per gli animali. In particolare l’AIDAA, l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, ha fatto notare che i parchi rinnovabili determinano ogni anno la morte di 15.000 animali.

    L’AIDAA ha presentato una denuncia alla Procura generale della Repubblica di Roma e un dossier di 150 pagine, che ha l’obiettivo di spiegare la situazione. Ecco che cosa ha dichiarato Lorenzo Croce, presidente dell’AIDAA: “Tali istallazioni sono assolutamente dannose e pericolose per gli animali selvatici che vivono nelle campagne e nei boschi. Sono infatti molteplici le segnalazioni di ritrovamenti di decine di animali morti ed inoltre la presenza di queste distese di pannelli e di impianti eolici distrugge l’habitat di intere specie di animali selvatici, che si vedono cosi ridurre notevolmente le aspettative di vita e riproduzione creando di fatto un’alterazione all’ecosistema“.

    La nota associazione animalista chiede che i proprietari e i responsabili dei parchi eolici e fotovoltaici realizzati nelle aree verdi siano perseguibili per alcuni reati che attentano agli animali e all’ambiente. In particolare si pensa ai reati di maltrattamento di animali e di uccisione indiretta di animali.

    Inoltre si tira in ballo il reato di deturpamento di terreni agricoli e di bellezze naturali. L’AIDAA non è contraria al ricorso alle fonti rinnovabili, ma vorrebbe che i parchi ecocompatibili venissero costruiti nelle città e sopra i tetti delle case.

    A cura di Gianluca Rini

    Il problema è scegliere fra dare la possibilità di dare a tutti all’energia e garantire il non aumento delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Il 2012 è stato proclamato Anno internazionale dell’accesso all’energia sostenibile per tutti e proprio questa dovrebbe essere la linea da adottare, per garantire allo stesso tempo efficienza energetica e lotta all’inquinamento dell’aria.

    Di questo si è discusso nell’ambito della conferenza Energythink di Eni e Legambiente in vista di Rio+20.

    Il dubbio infatti potrebbe vertere sul fatto che, garantendo a tutti nel mondo l’accesso all’energia, ci potrebbe essere il rischio di incrementare i livelli di CO2. In realtà, come hanno sottolineato gli esperti sull’argomento, si tratta di un falso problema. Si tratterebbe soltanto di consentire un livello minimo di energia di fronte a quella che appare come una completa povertà.

    Avere un frigorifero per conservare le medicine o poter studiare nonostante il buio sono azioni essenziali.

    Così facendo, le emissioni inquinanti aumenterebbero solo dello 0,6% a livello globale. Il segreto è comunque quello di puntare sulle energie rinnovabili, in nome di uno sviluppo sostenibile che possa definirsi tale.

    A questo proposito Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, ha fatto notare: “I Paesi sviluppati debbano impegnarsi a diminuire la loro impronta carbonica e le grandi industrie energetiche a operare con maggiore attenzione all’ambiente. Non è solo un discorso etico, perché la ricerca e lo sviluppo green si è visto che hanno un ritorno economico molto alto, non solo in termini di immagine.

    A cura di Gianluca Rini

    L’Anev, Associazione Nazionale Energia del Vento, ha scritto una lettera aperta al Premier Mario Monti, al ministro dell’Ambiente Clini, al ministro Fornero e al ministro Passera, esprimendo la preoccupazione relativa al settore della produzione di energia eolica nel nostro Paese. Secondo l’associazione ci sarebbe un vero e proprio “vuoto normativo” che mette in serio pericolo l’eolico, un vuoto che viene definito “insostenibile“. L’Anev parla di un allarme relativo alla “lentezza della politica“, che starebbe “uccidendo un settore fondamentale per lo sviluppo dell’Italia“.

    L’associazione Anev afferma nella lettera aperta la necessità di procedere immediatamente alla valutazione di norme precise riguardanti l’eolico, una fonte di energia rinnovabile che riuscirebbe a dare all’Italia un forte impulso, dal punto di vista della conservazione ambientale e per quanto riguarda la produzione di energia.

    Ma, denuncia l’Anev, con l’attuale normativa è impossibile per le aziende italiane rivolgersi verso questo settore e progettare degli investimenti a questo proposito, dal momento che “i finanziamenti sono diventati inaccessibili“. Il settore della produzione di energia eolica, dice l’Anev, “è fermo da 12 mesi con evidenti danni per gli operatori dell’eolico: in assenza del decreto le costruzioni non sono state avviate, i cantieri sono rimasti fermi e gli impianti non sono stati realizzati“.

    L’associazione esprima la preoccupazione per delle norme che dovevano essere adottate già entro lo scorso mese di settembre, un nuovo insieme di leggi che dovrebbero essere recepite in base alla direttiva dell’Unione Europea sulle energie rinnovabili. Ma tutto è ancora fermo e l’Anev spiega che questa lentezza ”ha pesato anche sull’occupazione, non solo con posti di lavoro persi ma anche con posti di lavoro non generati”.

    Secondo l’associazione si dovrebbe procedere ad “una rapida emanazione del decreto che possa rimettere in moto il settore e tutto quello che può rappresentare per il sistema-Paese: nuove aziende pronte ad investire centinaia di milioni di euro subito e ad attirare capitali esteri, creazione di occupazione, contributi alle casse dello Stato (IVA, Irpeg, IMU e Robin Hood Tax); riducendo parallelamente la dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili e avvicinandola agli obiettivi di Kyoto”.

    energie rinnovabili 2012
    A cura di Gianluca Rini

    Le energie rinnovabili rappresentano una grande opportunità nella lotta all’inquinamento. Sfruttare l’energia pulita vuol dire prestare molta attenzione alla sostenibilità ambientale, ecco perché gli investimenti sulle ecoenergie dovrebbero essere premiati. E proprio questo ha fatto la Regione Lazio, prevedendo meno tasse per chi decide di investire nelle rinnovabili. Si tratta di un’idea molto interessante, che è stata proposta dal consigliere regionale del Lazio Andrea Bernaudo.

    Secondo questa idea non basta dare degli ecoincentivi per favorire l’uso delle fonti rinnovabili, perché tutto ciò in una prima fase incoraggia gli investimenti, ma successivamente non fa altro che creare delle distorsioni sul mercato, le cui conseguenze vengono pagate dai consumatori.

    Bisognerebbe quindi più che altro concentrarsi sul ridefinire un nuovo piano di regole che riguardano le tasse nel settore dell’energia. Solo in questo modo si possono veramente favorire gli investimenti che riguardano l’efficienza energetica e l’incoraggiamento dell’utilizzo di tecnologie innovative volte ad uno sfruttamento migliore dell’energia green.

    Ecco che cosa ha detto a questo proposito Andrea Bernaudo: “Occorre ridefinire un nuovo quadro di regolazione e tassazione del settore, ha continuato Bernaudo, che promuova gli investimenti diretti all’efficienza energetica, all’implementazione di tecnologie pulite. Un meccanismo che calibri l’aliquota dell’imposta sui redditi a seconda delle emissioni di CO2. Solo così sapremo promuovere lo sviluppo di tecnologie più efficienti dal punto di vista ambientale ed energetico, senza creare distorsioni sul mercato”.

    A cura di Gianluca Rini

    Le energie rinnovabili sono molto importanti per riuscire a promuovere uno sviluppo sostenibile che possa definirsi tale. Infatti non dobbiamo dimenticare che affidarsi alle fonti rinnovabili significa anche ricorrere all’energia sostenibile, in grado di garantire in tutto e per tutto il rispetto dell’ambiente. I dati più recenti relativi all’accesso alla corrente elettrica nel mondo sono piuttosto significativi: basti pensare che più di 1,3 miliardi di persone non hanno a disposizione l’energia elettrica. Proprio per questo l’ONU intende mobilitare i governi e la società.

    L’obiettivo generale è quello di combattere la povertà, permettendo a tutti di avere accesso all’energia sostenibile entro il 2030. Ma in merito alla questione l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha stabilito anche degli obiettivi specifici da conseguire: accesso per tutti ai servizi energetici moderni, incremento dell’efficienza energetica, raddoppio del ruolo svolto dalle ecoenergie.

    Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha spiegato: “Questi tre obiettivi sono importanti singolarmente, ma anche l’uno rispetto all’altro: tecnologie convenienti per le rinnovabili stanno portando servizi energetici moderni alle comunità rurali, dove l’estensione della rete elettrica convenzionale sarebbe poco pratica e avrebbe un costo proibitivo.”

    Puntare all’energia pulita a livello universale consente di perseguire la sostenibilità ambientale, garantendo a tutti allo stesso tempo un adeguato sviluppo.

    Solo in questo modo il nostro pianeta può essere salvato dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici che rischiano di turbare gli equilibri ambientali.

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    Un intero anno dedicato alle energie rinnovabili. Così è stato stabilito per il 2012 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha dichiarato il prossimo anno “Anno internazionale per l’energia sostenibile per tutti”. Il tutto servirà a promuovere un’adeguata sensibilizzazione ambientale sull’importanza del ricorso alle ecoenergie, le quali costituiscono un vero punto di riferimento per la messa in atto della sostenibilità ambientale. Ma c’è di più, visto che l’accesso alle fonti rinnovabili dovrebbe essere garantito a tutti anche in vista di un adeguato sviluppo economico.

    Secondo il Gse le energie rinnovabili sono molto importanti nel nostro Paese, anche perché è cresciuta la consapevolezza del ruolo rilevante che le fonti di energia pulita hanno in termini di risparmio energetico ed economico. Il discorso vale in particolare per l’energia solare, ormai ampiamente sfruttata, anche se si potrebbe fare di più, soprattutto per ciò che è relativo all’efficienza energetica.

    Il 2012 sarà anche l’anno in cui si cercherà di soddisfare la richiesta di energia, diffondendo la consapevolezza di quanto sia importante investire nelle tecnologie innovative per favorire lo sviluppo dell’utilizzo delle energie rinnovabili.

    Le Nazioni Unite hanno dichiarato l’intenzione di attivarsi in questo senso anche mediante la messa in atto di politiche nazionali specifiche, in modo da favorire su scala globale la possibilità di utilizzare le fonti pulite di energia.

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