Classe energetica degli edifici: come si calcola e le divisioni per lettere

Classe energetica degli edifici: come si calcola e le divisioni per lettere

La classe energetica degli edifici ci permette di capire l’efficienza energetica di una struttura

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    classe energetica degli edifici

    La classe energetica degli edifici ci permette di capire quanto una struttura sia virtuosa dal punto di vista energetico. La classificazione delle abitazioni è stata realizzata proprio per assegnare gli edifici a delle classi ben precise in base alle caratteristiche che li rendono confortevoli dal punto di vista abitativo e sufficienti dal punto di vista del risparmio di energia. Le varie classi ci permettono di capire se una struttura è a basso consumo energetico. Ma come si calcola l’appartenenza ad una classe? E in cosa si differenziano le varie classi? Vediamo di saperne di più sull’argomento.

    Le classi energetiche sono importanti per stabilire se sono necessari degli interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica di un edificio. Inoltre possono dare un valore ben preciso alla struttura, dal punto di vista immobiliare, che potrebbe essere determinante in fase di acquisto o di affitto dell’edificio. Bisogna ricordare, tra l’altro, che a partire dal 2012 stabilire la classe energetica di un immobile è obbligatorio per chi vuole venderlo o affittarlo. La classe energetica di un edificio non dipende esclusivamente dal consumo annuo del riscaldamento, ma anche da molti altri fattori che possono contribuire a stabilire l’efficienza energetica di un luogo, a partire dalla tipologia di materiali utilizzati fino alle caratteristiche degli infissi. In linea di massima, comunque, è possibile inserire una struttura all’interno di una classe ben precisa, tenendo conto dei seguenti valori, che stabiliscono il fabbisogno di energia per il riscaldamento. Tutti i valori sono espressi in kWh/anno per metro quadro di superficie.

    • Casa passiva: < 15 kWh/mq anno
    • A: < 30 kWh/mq anno
    • B: < 50 kWh/mq anno
    • C: < 70 kWh/mq anno
    • D: < 90 kWh/mq anno
    • E: < 120 kWh/mq anno
    • F: < 160 kWh/mq anno
    • G: > 160 kWh/mq anno

    Ci sono diversi aspetti che influiscono sulla classificazione energetica di un edificio. In primo luogo la zona climatica di appartenenza. Sono state individuate delle aree specifiche nelle quali il nostro Paese è suddiviso, per arrivare ad un valore differente del grado-giorno, un’unità di misura molto particolare, che si riferisce alla somma delle differenze tra la temperatura media all’esterno e la temperatura di 20 gradi. Più alto è il valore del grado-giorno, più il clima sarà freddo e questo consente all’indice di prestazione energetica di una struttura di essere maggiormente alto.

    zone climatiche

    Tenendo conto di tutti questi fattori, per calcolare la classe energetica di un’abitazione bisogna innanzitutto stabilire il consumo di gas metano in metri cubi relativo al riscaldamento durante l’inverno. Questo dato si può ricavare monitorando le bollette del gas e deve essere moltiplicato per 8,3. A questo punto si deve dividere questo dato per i metri quadri di superficie della struttura e si ottiene il consumo annuo per metri quadri, il valore di riferimento che ci permetterà di classificare la nostra abitazione all’interno di una delle classi energetiche.

    Quindi, riepilogando, i passaggi da effettuare sono 3:

    1. individuare il consumo di gas metano in metri cubi in bolletta
    2. moltiplicare il valore per 8,3
    3. dividere il valore ottenuto per i metri quadri di superficie dell’abitazione

    In questo modo si otterrà un valore, che deve essere confrontato con quelli delle varie classi energetiche. Ad esempio, consideriamo un appartamento di 100 metri quadri, con un impianto autonomo di gas metano) che si trova in una città del Nord del nostro Paese. Nella bolletta del gas troviamo il dato relativo al consumo annuo di gas. Se questo è di 1.200 metri cubi e in estate si consumano 200 metri cubi al mese, possiamo facilmente calcolare il consumo di gas relativo esclusivamente al periodo invernale. Basta sottrarre a 1.200 metri cubi il valore di 200 metri cubi moltiplicato per 2 (il numero di mesi estivi). Quindi 1.200 – (2 x 200) = 800 metri cubi. Questo è il valore del consumo di gas per il riscaldamento invernale.
    A questo punto dobbiamo moltiplicare per 8,3 il valore ottenuto (perché 1 metro cubo di gas metano è equivalente a circa 8 kWh). Otterremo, quindi, 800 x 8,3 = 6.640 kWh/anno. Il terzo passaggio consiste nel dividere questo valore per quello dei metri quadri dell’abitazione: 6.640 : 100 = 66,4 kWh/anno per metro quadro. Andiamo a confrontare il dato con la tabella delle classi energetiche. Possiamo, quindi, classificare la nostra abitazione all’interno della categoria C.

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