Bioedilizia: i comuni ne tengono conto

Bioedilizia: i comuni ne tengono conto

Secondo il rapporto ON-RE sono 705 i comuni italiani che tengono conto dei criteri della sostenibilità ambientale nei loro regolamenti edilizi, mettendo in atto forme apprezzabili di bioedilizia

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    La bioedilizia è un tema di cui sempre più comuni nel nostro Paese tengono conto. Secondo i dati che fanno parte del rapporto ON-RE i comuni italiani che adottano fra le proprie strategie i criteri di sostenibilità ambientale nell’ambito dell’edilizia sono 705. Un numero non da poco, che lascia ben sperare sulle opportunità di pensare alla conservazione dell’ambiente anche nel contesto dei regolamenti edilizi, per fare in modo di determinare un ridotto impatto ambientale. La questione comprende diversi aspetti, tutti di grande rilevanza, che vale la pena di considerare.

    Fra questi elementi senza dubbio va ricordata la possibilità di mettere in atto un adeguato risparmio energetico che si può attuare con case ecosostenibili, di procedere alla riduzione delle emissioni e di attuare opere di riciclo dei materiali da costruzione.

    Il risultato consiste non solo in esempi evidenti di bioedilizia, come la casa ecologica ad Amsterdam, ma anche in costruzioni senza dubbio meno note e comunque rispondenti a criteri di ecocompatibilità.

    Edoardo Zanchini di Legambiente a questo proposito ha fatto presente:

    Sono tali e tante le novità impiantistiche e tecnologiche sviluppate negli ultimi anni, che riuscire ad aiutare l’innovazione e adattare le soluzioni ai diversi contesti attraverso i regolamenti diventa fondamentale. Ora che la certificazione energetica in edilizia è obbligatoria, per esempio, è necessario capire come i regolamenti si sono occupati delle prestazioni energetiche degli edifici: quali obiettivi hanno fissato per migliorare il comportamento di pareti e finestre o cosa prevedono in termini di esposizioni da privilegiare.

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