Animali: rospi riescono a prevedere i terremoti

Notizia incredibile: secondo uno studio condotto da ricercatori britannici -nato dalla scoperta casuale, proprio in terra italica- che determina come dal comportamento dei rospi comuni (Bufo Bufo) si possa capire l'arrivo di un terremoto

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    La notizia che vi stiamo per descrivere, sebbene di primo acchito si possa rivelare piuttosto bizzarra, in realtà è molto importante. Specialmente per le zone sismiche del nostro Paese, ma anche del resto del mondo. Proprio L’Aquila, colpita dal terribile terremoto (ricorre l’anniversario tra meno di una settimana) è stata terra di scoperta. Pare infatti che alcuni ricercatori britannici, studiando il comportamento dei rospi insidiati in terra abruzzese, abbiano scoperto come questi anfibi siano capaci di prevedere l’arrivo di un sisma. Proseguite la lettura per capirne di più.

    I ricercatori inglesi hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica “Journal of Zoology“. Il rospo comune (nome scientifico “bufo bufo“), infatti, pare siano in grado di capire quando è in arrivo una violenta scossa di terremoto. Mentre questi studiosi erano intenti, a meno di cento chilometri dal capoluogo dell’Abruzzo, a seguire i comportamenti di questi animali, si sono accorti di alcune anomalie comportamentali. Nemmeno a farlo apposta, il periodo era di poco precedente alla venuta del terribile sisma.

    I ricercatori si sono accorti di come, in maniera insolita, il numero di rospi presenti nella zona dove si sarebbe dovuto verificare l’accoppiamento della specie (richiamo della primavera!) erano appena il 4% del totale. Anche nei giorni successivi, sebbene le percentuali fossero leggermente aumentate, la storia era la stessa. Un fenomeno assolutamente non abituale, che ha fatto sorgere non poche perplessità. Nelle settimane successive, si è verificato il terremoto.

    Sebbene i ricercatori non siano stati in grado di stabilire quale sia stato il segnale ambientale che i rospi hanno captato così tanti giorni prima, hanno comunque capito che la scarsa attività sessuale degli anfibi sia avvenuta in concomitanza con delle “perturbazioni pre-sismiche nella ionosfera”, con tutta probabilità connesse a fughe di radon dalla crosta terrestre, oppure all’effetto di onde gravitazionali.

    Immagini tratte da:

    naturephoto-cz.eu